Vorrei scrivere un post, ma mi sento ancora stralunata. Il mio piccolo Pagnottella sta dormendo beato (e a me non pare vero, visto che di solito sono lotte contro il sonno, ma in fondo è mattina. La mattina dorme più tranquillo, è la sera che..."scateniamo l'inferno"...). Mi sono fatta due ore di sonno in più anch'io con lui, giusto per vedere se la notte riesco a tirare di più, ma non c'è nulla da fare. Mi ritrovo con lui in braccio, mentre lo allatto, e i miei occhi si chiudono inesorabilmente, facendomi sentire già mamma-degenere. Mi chiedo come sia possibile che io riesca ad addormentarmi con lui in braccio, facendo spaventare mia madre che accorre pensando che io lo faccia cadere per terra (spero bene di no!). Ma i momenti peggiori sono quelli delle colichette, anche se in realtà ancora non dovrebbe averle, diciamo che fa più che altro fatica a scaricarsi e quindi sono urla e strepiti, ai quali non riesco a trovare sollievo, tranne qualche volta che si calma addosso a me, in posizione rannicchiata.
Vorrei scrivere del parto, ma non so...Mi ricorda troppo momenti assolutamente negativi passati in ospedale, con infermiere alle quali chiedevo l'antidolorifico (che potevo fare a richiesta, da un certo giorno in poi) e che non si facevano vedere, mi rimproveravano o strattonavano. Mi ricorda momenti in ospedale, la notte, a piangere senza essere vista o sentita; lacrime che solo il mio cucciolo calmavano un po'. Mi fa ricordare come mi abbiano fatta sentire fin da subito inadeguata, quando invece, secondo me, per una donna che ha appena partorito dovrebbe esserci tutto il supporto possibile.
Quindi magari ne parlerò in un altro momento. Così da poterlo, in futuro, ricordare solo distaccato da questi altri momenti che spero di dimenticare presto.

