Che io fossi un'indecisa cronica lo si sapeva già. Ma il fatto che ancora non mi decida completamente per una soluzione o per un'altra è che probabilmente non mi convincono entrambe, per un motivo o un altro.
Magari se analizzassi i pro e i contro delle mie opzioni, riuscirei ad avere un quadro più chiaro in testa. Ci provo.
Nido.
Pro.
-Pagnottella avrebbe un'educazione più o meno adeguata e avrebbe la possibilità di socializzare con altri bambini della sua età;
-imparerebbe cose nuove;
-spazi adeguati per la sua età;
Contro.
-Orari fissi e se si sgarra sono 2 euro in più a partire dai 5 min. successivi all'orario prefissato;
-Costo del servizio (300 euro al mese gravano sulle nostre economie, visto che il mio stipendio non arriva ai 1000 euro);
-Dovendone usufruire soltanto al pomeriggio, non potrebbe fare alcuna attività educativa che è prevista esclusivamente per la mattina.
-Malattie
Suocera.
Pro.
-Persona che Pagnottella conosce
-Nessun costo a livello monetario
-Probabile rispetto (????) della quotidianeità di Pagnottella
Contro.
-Insediamento della suocera a casa mia
-Presa di possesso dei miei spazi
-Presa di posizione su questioni concernenti Pagnottella
-Educazione...incerta???
-Suocera fissa da me al 100%
Ecco, soltanto per questi contro io metterei Pagnottella al nido e bòn. Però parlandone con mia mamma è venuto fuori che qualche volta potrebbe venire lei a prendersene cura e quindi questa cosa rimette in discussione tutto.
Ma perché da giovane ho fatto la scelta più cretina della mia vita, ovvero quella di allontanarmi dalla mia famiglia e dai miei parenti????
Siamo appena tornati dopo una giornata che ha previsto la presa-visione del nido, ma sopratutto della sua direttrice-educatrice. Sì, perché per me, oltre al posto, era fondamentale osservare anche lei, sentire dalla sua bocca quali sono i suoi principi educativi (e quindi anche del nido) e poi osservarla anche alle prese con Pagnottella. Lui si è subito ambientato come fa in ogni posto nuovo, dove possa trovare giochi e strutture adeguate al suo livello. Ne sono rimasta compiaciuta e devo dire che ci ha fatto un bell'effetto e siamo piuttosto ben predisposti.
Certo, poi lasciarcelo, con altri bambini e da solo-soletto sarà un altro paio di maniche.
E' andata a finire che io ho fatto la dura e la pratica come al solito, mentre Papozzo si è consolato che l'educatrice non si sia rivolta a lui altrimenti sarebbe scoppiato a piangere. Sorvoliamo. ...
E' pur vero che dover lasciare il proprio bambino non è così semplice. Sopratutto in mani di persone di cui non puoi far altro che fidarti a naso, ecco.
E stamattina pensavo, appena sveglia: ma perché io devo lasciare il mio pupo quando ancora è piccolo e non in grado di badare a se stesso, se in natura le mamme non li abbandonano fino a che non sono in grado di cacciare???
Oh, vabbè, lo so che purtroppo è un'esigenza.
Mi metterò il cuore in pace.
Forse....
Spero solo di poterlo vedere sereno così da esserlo io stessa.
Continuo a pensare alle mamme, a questo mondo variopinto. Sì, perché ogni tanto mi arrivano consigli o modi di pensare, che poi queste mamme non hanno assolutamente seguito. E rimango spiazzata, perché mi chiedo se si siano dimenticate di ciò che hanno vissuto/passato oppure sia la rivalsa di aver loro stesse passato quei commenti/consigli non proprio richiesti. A cominciare da quelle che ti dicono di non avere orari rigidi/fissi per le pappe, che tanto al bimbo non succede niente. E in effetti è così, ma pensato di tenere degli orari così rigidi, se mantengo all'incirca una mezzora di flessibilità intorno a un orario è perché comunque poi non voglio ritrovarmi la notte con un bambino che urla dalla fame. E mi viene da sorridere se ripenso ai: "No, a quest'ora non venite perché i bimbi mangiano" o anche "No, non si può fare perché dopo mezzora i miei figli mangiano" ecc.
Una delle conversazioni più eclatanti, comunque, l'ho avuta il giorno di Pasqua, con una mamma di una bimba di 4 anni. Si meravigliava di come Pagnottella fosse socievole con tutti, al punto di stare tranquillamente in braccio anche a sconosciuti, sorridendo divertito. "La mia non ha mai voluto stare in braccio a nessuno". In realtà, non è che sia andata esattamente così, in pratica sua figlia non la potevamo neanche toccare senza prima esserci disinfettati mani, braccia e quant'altro. Ed è da lei arrivato il commento tanto a sproposito: "Di amore non è mai morto nessuno, meglio tanto amore che stronzaggine pura". Ah bon! Se di amore non è mai morto nessuno, perché solo lei poteva abbracciare la figlia?
Su certe cose cerco di essere paziente e comprensiva, cerco di capire cosa spinge una persona a dire/fare qualcosa. Su altre sorrido, perché non ne posso fare a meno; altre ancora mi infastidiscono non poco.
Un'altra cosa che ho notato, è che quando diventi mamma passi in secondo piano. Anzi, forse passi proprio in un'altra dimensione. Perché è solo il tuo piccolo che ormai esiste. Fantastica la scena di qualsiasi pranzo/cena in compagnia di nonni. Il tuo piccolo sarà sempre accanto al nonno alla nonna, tu relegata in un angolo della tavola a cui si scorderanno persino di passare le patate al forno, quelle che brami da tutto il pasto.
Ed è allora che ti accorgi che quella che eri un tempo, non potrai esserlo mai più, perché per sopravvivere è necessario davvero cominciare a usare la voce, mettere un po' da parte la gentilezza e assumere un modo di fare che forse non ti è mai stato tanto congeniale, ma ti rendi conto che le punzecchiature, a volte, servono a far capire che esisti e devi essere ancora rispettata. Non solo come madre di tuo figlio, ma come essere umano indipendente.
In questo periodo mi è capitato di confrontarmi con varie mamme. E mi stupisce sempre vedere come siamo diverse noi donne. C'è chi si inventa di tutto per stimolare il proprio figlio e chi invece l'amore lo dimostra con gesti d'affetto o semplicemente cucinando una buona pappa. Chi quel giorno è così stanca che la tv è l'unico aiuto per distrarre un po' il proprio figlio e chi invece "no, la tv assolutamente no". C'è a chi qualche volta scappa la pazienza e lo dice e chi invece sostiene che non le è mai capitato (magari è vero, buon per lei...). C'è quella che ha avuto il parto più meraviglioso del mondo e il bimbo più docile del mondo che di più non si potrebbe volere. E quella che va in giro per casa (ma anche fuori) coi capelli sparati, con un po' di rigurgito sulla maglietta e non si è accorta che un po' di crema mais e tapioca le si è spatasciata sul pantalone. C'è chi il pianto del proprio bimbo lo interpreta meglio di un dizionario bimbo-italiano e chi invece sta ancora a scervellarsi per capire che diavolo gli è preso in questo momento.
A me questa fauna di mamme incuriosisce sempre, come sempre mi hanno incuriosito i rapporti interpersonali e le persone in generale. Potrei restare ore a osservarle o leggerne i propri pensieri. Ovviamente c'è anche la voglia di ricercare una propria sensazione anche nelle parole delle altre, o un proprio comportamento in quello delle altre, quasi come a volersi in qualche modo standardizzare. E poi noto, tacito non detto ma presente, la voglia che il proprio bimbo raggiunga i livelli degli altri, anche se poi "..ma sì, quando arriverà il momento lo farà", ma intato "perché non lo fa??? Che ha in meno il mio bambino??". E quel dentino che non arriva...
E mi viene da sorridere perché le mamme alla fine sono tutte uguali, con le proprie insicurezze dette e non dette.
Pagnottella ormai ha 6 mesi e a volte mentre stiamo giocando insieme, oppure è sul divano che guarda e chiama il nostro cane (ebbene sì, chiama solo lei. Penso che la prima parola che dirà sarà il suo nome e non certo mamma e papà, già ora i suoi versi per chiamarla sono abbastanza simili alle vocali del suo nome), mi sorprendo a dirmi "Caspita, è mio figlio", o ancora: "Ho un figlio". E mi fa così strano ancora vedermi in veste di mamma. Qualche tempo fa ho rincontrato un'amica che conosco da più di 20 anni! E guardando me e mio figlio mi ha detto: "Io non riesco ancora a vederti come mamma, mi sembri la solita pazza casinista di sempre". E' difficile da realizzare, credo. Mi prendo cura di lui, gioco con lui, esco con lui, parlo con lui, invento canzoncine e balletti per lui. E da 6 mesi è diventato la persona più importante della mia vita. E sono una mamma...incredibile!
Poi comunque c'è sempre la commessa del negozio dove sei andata a comprare una magliettina per una tua amica, taglia S, e decidi di prenderla anche te e lei, immancabilmente ti dice: "Per te taglia M no?". E allora capisci che sì, sei una mamma e quei cazzo di kg in più non li hai ancora smaltiti per niente e ti sei gonfiata come una mongolfiera. Così passi le tue serate a riguardare le foto di quando eri giovane, snella e carina. Ti stringi nelle spalle e pensi che "ma vabbè, un figlio mica ce l'avevo allora".
Incredibile..Non ho ancora partorito, eppure ci sono già quelli che, incontrandoli per strada con tanto di figlio di pochi mesi o pochi anni, si sentono già pronti a darmi indicazioni su come educare pagnottella una volta che sarà con noi. Fantastico!
Ieri per esempio, abbiamo incontrato il marito di una ex compagna di scuola di mio marito, con appresso bambino di 2 anni incredibilmente buono e silenzioso. Avessi mai fatto i complimenti al padre, sostenendo che era davvero una bella fortuna e che doveva avere un buon carattere! Ecco che mi ha voluto spiegare che la fortuna e il carattere non c'entrano proprio (ah no?), ma che il tutto sta nel come li educhi e li abitui; da qui poi è partito con una filippica su come si fa a farli dormire senza mai svegliarsi durante la notte ecc. ecc.
Per un attimo ho capito come devono sentirsi i nostri utenti quando arriviamo noi a dare i nostri ben-consigli.
Oggi ho partecipato al primo incontro del corso pre-parto e devo ammettere che mi è sembrato molto interessante e ha superato tutte le mie aspettative. Magari è presto per dire una cosa del genere, eppure sia l'ostetrica che l'assistente sociale mi sono sembrate molto alla mano e pronte realmente a interessarsi a tutti i nostri problemi, alle nostre domande e a qualsiasi nostro dubbio.
Forse, a causa del mio lavoro, mi porto dietro un retaggio di pregiudizi che sarebbe il caso di cominciare a scalzare, ma è più forte di me, ne ho viste davvero tante in questi anni di lavoro e non è che tutto ciò che ho visto mi sia propriamente piaciuto.
Ma in fondo il consultorio è un luogo a se stante dai Servizi Sociali (più o meno), per cui dovrei iniziare a considerarlo sotto un punto di vista diverso.
Comunque tornando al corso, le cose che sono state dette, come introduzione, mi hanno dato pane per riflettere (come se in questi giorni non lo facessi già). Due frasi in particolare mi hanno molto colpito: "Ogni mamma è la giusta mamma per il suo bambino" e "Ogni mamma, come ogni papà, indipendentemente da ciò che succederà, lo resterà per sempre". Cioè: nella vita possiamo cambiare molte cose (lavoro, modo di essere, il nostro fisico ecc.), ma non il fatto che saremo sempre dei genitori.
Ed è inevitabile che io pensi al mio lavoro, a come queste due frasi si scontrino a volte con la nostra realtà, senza per questo che il principio in effetti venga meno. D'altronde a volte mi chiedo, come si fa a dire che ogni mamma è la giusta mamma per il suo bambino, quando poi penso a certe tipologie di madri?? Eppure, in un certo senso, anche distorto, è così. Devo ammettere che sto pensando che forse, in più d'una occasione, avremmo fatto bene a tenere a mente questo principio..mentre purtroppo col passare del tempo si ha sempre più la tendenza non solo a vedere errori, sbagli e omissioni, ma anche a cercare un'alternativa a queste mamme che ci capitano davanti. Ma è un quesito e un problema a cui ho sempre pensato.
Un'altra cosa cui hanno accennato, è il cambiamento nel rapporto di coppia con l'arrivo di un bambino, o meglio: come cambiano le relazioni e interrelazioni tra tutti i membri della famiglia. Ed è una cosa, che in parte, avevo già notato. La ridefinizione dei ruoli, il trovare ognuno il giusto spazio, pur fermo restando che si deve mantenere aperto il dialogo, proprio per superare quel momento di stranezza e disagio in cui inevitabilmente ci si troverà.
La cosa che comunque mi ha più colpito è stata scoprire quanto avessi bisogno di confrontarmi con altre ragazze nella mia stessa situazione e quanto avessi bisogno di qualcuno che mi prendesse per mano e mi dicesse: "Fa niente se hai paura, è normale..è così che va la vita".
Ultimamente la notte mi porta a fare pensieri e ragionamenti incredibili (sarà per le innumerevoli volte in cui mi devo alzare per andare in bagno e c'è quell'attimo in cui ti sembra di avere il cervello staccato, ma quando stai per chiudere di nuovo gli occhi, zacchete, ecco il pensiero illuminante).
Ho finalmente trovato un lato positivo nell'avere la pancia!! Per esempio il fatto di potersi mettere dei pantaloni (o gonne, è uguale) con la fascia elastica, così da non dover impazzire alla ricerca di un qualcosa che ti vada bene sia in vita che di fianchi.
Ecco, questo penso che mi mancherà, visto anche come sono impazzita l'anno scorso per la ricerca di semplici jeans. No comment (ok, forse sarò fatta male, ma se mi andavano di fianchi ci navigavo in vita e ovviamente se per la vita potevano essere ok, non mi passavano neanche da una gamba!).
Oggi mi sono svegliata inversa (ahinoi) ed è così più o meno dalle 4 di stanotte, ora in cui mi sono alzata per la seconda volta a fare pipì e, prima di riaddormentarmi, ho avuto tutto il tempo di riflettere su certe persone. Una in particolare, ma da lì si aperto un vortice!
Lo ammetto, mi dà fastidio essere ignorata. In special modo da chi, per un motivo o un altro, quando si rifà vivo lo fa come se fosse una cosa talmente entusiasmante risentirti, che ti verrebbe da chiederti se per caso non ti sei sbagliato e sei stato tu a non chiamare questa persona per vario tempo. Nella fattispecie, inoltre, la tal persona fa di più: elenca momenti futuri dove sarà bellissimo quando sarete tutti insieme con le vostre rispettive famiglie improvvisamente allargate!
Ed è naturale che poi i miei nervi si urtino se penso che ho mandato quell'email da non so quanti giorni e non ho ricevuto risposta alcuna!
Ecco, sì, a me dà enormemente fastidio, perché poi penso: non dobbiamo essere per forza amiche perché sei la compagna (adesso moglie) di un amico, io non ho mai preteso una cosa del genere e daltronde, non abitando vicine, avrei potuto benissimo vivere bene anche senza conoscerti affatto. Ma tant'è, essendo amici con lui, era ovvio che ogni tanto ci si vedesse fissando qualche incontro no? E va bene anche in quel caso essere amichevoli per educazione, ci mancherebbe, ma allora cosa mi hai scritto a fare quando tra voi le cose sembravano essersi improvvisamente rotte? Cos'è? Non avevi abbastanza spalle su cui piangere?? E ok, l'ho fatto, di consolarti e chiederti come stavi e sentirti giorno dopo giorno, non perché me lo hai chiesto, ma perché sono così, e di certo non mi aspettavo nulla in cambio.
Ma non mi aspettavo neanche, poi, di essere ignorata totalmente in futuro!
Poi però, ecco che scrivendo qui mi rendo conto...Ma chi me lo fa fare? Ma chi se ne frega dopo tutto??
La verità è che certe categorie di persone non le sopporto.
1) Quelle che fanno le carine con te e poi alla prima occasione ti pugnalano alle spalle (mica ti devono per forza ammazzare, basta anche poco, perché tu, ingenuo, ti chieda: ma come?).
2) Quelle che ti cercano solo quando stanno male (eh vabbè, c'avrò scritto in testa "Telefono amico").
3) Quelle del "sei un'amica carissima" e poi non hanno neanche il tempo di sentire come stai.
4) Quelle dell'sms multiplo a più amiche per sapere come va e raccontare della propria vita (e qui una bella risata ci sta, manco io facessi parte di un gruppo di devote perpetue).
5) Quelle che ti senti tutti i giorni, ti scrivi tutti i giorni, sai che puoi contare su di loro e poi..improvvisamente spariscono e non si rifanno vive (e se lo fanno è come se nulla fosse). Questa è la categoria migliore.
Oggi pensavo a come sono le mamme. Sopratutto, mi viene da pensare a come potrò mai essere io come mamma. Questa cosa mi gira in testa già da un po', non tanto perché io sia incinta, quanto piuttosto perché mai come in questo periodo mi trovo a riflettere sui pregi e difetti di noi donne.
Purtroppo di mia nonna materna ricordo veramente poco, se non che doveva essere una donna molto buona. Quante volte, da bambini birbanti, l'abbiamo fatta arrabbiare! Eppure ogni volta, pur minacciandoci di dire quanto l'avevamo fatta penare ai nostri genitori..immancabilmente sottolineava come fossimo stati tutto il contrario, ovvero degli angioletti. Se ci ripenso mi viene da sorridere. E penso che avesse anche una grandissima fantasia, ricordo che ascoltavo rapita le sue storie, anche se purtroppo ormai ho soltanto vaghe immagini di quei racconti, il resto è andato perso. Ed è stata lei a insegnarmi la maggior parte dei giochi a carte!
Mia nonna paterna invece è una donna forte e dal senso pratico. E' riuscita da sola a crescere due bambini, venendo via da un Sud retrogrado e che ormai l'aveva bollata come la donna puttana con figli bastardi, per salire in una città del centro e rimboccarsi le maniche pur di mantenere quei figli che ha sempre amato con tutto il cuore. La sua forza d'animo l'ha sempre sostenuta, anche quando il figlio maggiore ha deciso di andarsene per seguire un padre che per lui non aveva mai fatto niente. L'ho vista semplicemente con gli occhi un po' arrossati e il groppo in gola, ma neanche allora l'ha fermato, neanche quando lo ha visto salutare noi, suoi figli. E' sempre stata così forte mia nonna, che a volte vorrei tanto aver preso anch'io un po' della sua forza e della sua tempra.
Mia mamma è la classica donna invece che si è fatta in quattro per noi figli, rinunciando a tutto pur di dare a noi e non farci mai mancare niente, ma con cui purtroppo la vita non è stata così felice, togliendole tutto ciò che aveva sempre sognato e lasciandole invece gli avanzi di sogni spezzati, con tutta la fatica che ciò comporta. Ha lasciato noi figli di seguire il nostro destino, lasciandoci anche andare, con gran fatica e lacrime, certo, ma senza impedirci nulla. E tuttavia, talvolta, forse per la fatica della vita, non riesce a nascondere questo suo malessere e la rabbia per ciò che ha perso, anche col fatto di averci fatto fare la nostra vita, senza di lei.
Per contro, vedo quella che invece è la madre di mio marito. Una donna che non ha potuto realizzarsi se non come madre e casalinga, confinata in casa alla cura dei bambini sotto la supervisione di una suocera sprezzante e pesante. E credo che tutto ciò abbia influito, drasticamente a mio parere, sul suo attaccamento sfrenato ai figli, al punto da non essere mai riuscita a staccare quel cordone ombelicale con loro, stringendoli di conseguenza in una sorta di legame di dipendenza da cui loro stessi faticano a slacciarsi, ricorrendo a lei per qualsiasi consiglio e opinione. Tuttora esercita un controllo sulle loro vite che a volte mi sconcerta, rifiutandosi di lasciarli andare e prendere il volo.
A volte mi spaventa quel suo modo di fare.
E mi capita di chiedermi: a chi mai assomiglierò io, avendo questi modelli di vita davanti agli occhi? Sarò una persona del tutto diversa, o inevitabilmente ripeterò gli stessi schemi a cui sono stata abituata da bambina o che recentemente potrei aver introiettato?
Quello che so è ciò che non voglio: non voglio che mio figlio cresca legato a me al punto da non poter spiccare il suo volo e diventare indipendente e un uomo che potrà crearsi liberamente la propria famiglia; non voglio ritrovarmi a una certa età avendo perso il senso della mia vita soltanto perché mio figlio ormai è grande. E sopratutto spero di riuscire a tutelarlo da persone che in qualche modo vorranno legare e impedire la sua indipendenza.
Non voglio per lui né cappi al collo di affetto né cappi al collo di sensi di colpa.
A parte il caldo che è davvero oltre ogni limite (praticamente sudo semplicemente rimanendo immobile), penso di aver toccato il fondo della "solitudine" e inezia. Lo so che tanti mi ripetono che vorrebbero essere al mio posto (ovvero a casa, senza dover lavorare ecc.), però io onestamente, anche se quando ero nella loro situazione non capivo, ora mi chiedo a che pro essere nella mia situazione (a parte ovviamente aspettare bimbolotto che è la cosa più bella). Voglio dire, davvero c'è qualcosa di così bello e interessante nel vegetare in casa? Nel sentirsi assolutamente soli, senza più poter neanche parlare (ora i gatti passano la maggior parte della giornata al piano di sopra, dove io ovviamente ho quasi smesso di andare, se non per fare la doccia, perché non ce la faccio più a fare le scale), nel contare i minuti che passano l'uno dall'altro e nell'osservare continuamente l'orologio sperando in un miracolo che faccia arrivare la sera, quando finalmente vedrò almeno mio marito??? Non lo so...
Neanche la lettura mi dà più il piacere di un tempo. E' diventata anche questa un modo per far scorrere quei maledetti minuti!
Non sto dicendo che non sia grata a chi mi ha dato la maternità anticipata, sono ben conscia che con i problemi che ho avuto e col pancione di adesso non sarei stata in grado di gestirmi i bambini come facevo una volta e non avrei avuto la giusta dose di attenzione per loro e per le loro famiglie. Però..dico soltanto che mai come quest'anno, mi rendo conto che la lontananza dalla mia famiglia, dai miei affetti, mi pesa terribilmente.
Ieri sono andata a fare le analisi del sangue mensili e, pur avendo al mio fianco mio marito, continuavo a guardare le numerose ragazze accompagnate dalle loro mamme. Oddio, magari ci fosse stata mia madre ci avrei litigato tanto per cambiare, ma non è questo il punto.
Il punto è che un po' mi sento sola.
E anche quando mi dicono: "Goditi questi momenti che hai tutto il tempo per te, perché poi non ne avrai più" non riesco a pensare di godermeli, perché che faccio?? Il caldo mi toglie qualsiasi energia, per cui non riesco più neanche a uscire, a cucinare, a fare una seppur minima attività manuale. Niente.
Lascio semplicemente che le ore trascorrano, nella speranza che volino.
Chi mi conosce continua a ripetere una cosa che io tuttora fatico a comprendere, ovvero che sono dolce. Ecco, per la verità io penso di essere tutto fuorché dolce. Per questo mi sconcerta rendermi conto di quello che pensa la gente e mi chiedo se io sia così abile a non mostrare il peggio di me oppure ci sia qualche elemento che mi sfugge. O magari quella che io chiamo educazione viene scambiata per dolcezza? Non ho idea. Quello che so è che c'è stato un momento, nella mia vita, in cui ho deciso che tutto ciò che era collegato alla sensibilità estrema doveva essere in qualche modo ridotto. Non so che razza di meccanismo di difesa sia scattato in me, ma d'altronde se mia madre stessa pensa che nulla mi intacchi, devo esserci riuscita molto bene. Mi sono creata questa barriera che però a volte mi sta stretta, perché mi piacerebbe essere un po' come le altre, gioire infinitamente delle piccole cose. Non lo so.
Anche nei confronti del mio piccolo non è ancora nato quell'amore sviscerale..o forse per il momento sono io a non avvertirlo? (Per la cronaca, le prime volte che i dottori mi facevano le ecografie mi guardavano come se si aspettassero chissà che manifestazioni da me. E io ero sì contenta, ma probabilmente non trapelava e mi ritrovavo a dire: "Uh, carino" come se dovessi però più convincere loro e farli contenti) .O forse, come al solito, sono i miei soliti meccanismi di difesa?? Gli stessi che non mi permettevano di pensare molto a lui quando non sapevo se tutto si sarebbe risolto o meno. Non ho idea.
Fatto sta che i momenti in cui davvero sento che c'è qualcosa di importante che ci unisce, sono quelli della mattina, appena ci svegliamo. I suoi calcetti naturalmente li sento sempre, i suoi movimenti mi affascinano (ma più come se stessi guardando un alien che altro..Lo so, può sembrare brutto da dire, ma è così, non sono abituata e faccio davvero enorme fatica a pensare che c'è una vita dentro di me), ma quando lo sento davvero è sopratutto la mattina, appena svegli. Il suo calcetto mi sembra quasi un buongiorno e allora mi metto a parlargli, ma non ad alta voce (lo faccio raramente, e forse dovrei cambiare, visto che a quanto pare là dentro è già in grado di riconoscere la mia voce). Mi accarezzo la pancia come se potessi accarezzare lui e sento che mi risponde. E' come se in quel momento fossimo davvero in comunione, come se tra noi passassero delle leggerissime scosse che ci permettono di comprenderci, anche solo così, senza dire niente, muovendoci appena. Allora lo sento davvero mio, sento che è davvero il mio cucciolino, che è lì dentro e sta crescendo.
Ma ho tanta voglia di conoscerlo adesso. Mi chiedo che faccia abbia, da chi avrà preso gli occhi, la bocca, la fronte. A chi assomiglierà non appena comincerà a corruciare il suo visino.
Ma quello che più desidero maggiormente, è vederlo tra le braccia del suo papà. Forse, quello sarà il momento che mi scioglierà del tutto.
Sarà che è il mio primo figlio e quindi non sono certo abituata ad avere un inquilino nella mia pancia ma..mi fa un misto di tenerezza e sconcerto. La tenerezza penso sia normale, lo sconcerto non lo so, ma davvero, quando comincia a farmi l'idromassaggio con effetti più da tsunami che benevoli, rimango un po' allibita. Ma che diavolo avrà da rimestare lì dentro??? Ma sopratutto, è già così nevrotico (come la sua mamma d'altronde) da dover per forza spintonare con i piedi, o forse starà facendo il tiro alla fune col cordone?? Oddio, è meglio se evito di pensarci prima che mi imparanoio pure con questo.
Una considerazione che continuo a tirar fuori dalla mia testa ogni volta che entro in un negozio stile Prenatal, Chicco e simili, è questa: ma perché, perché, perché perché perché, perché il reparto vestiti dedicato ai maschietti è sempre misero e quello delle femminucce prende praticamente l'intero negozio???? Ecco, io posso anche capire che le bambine mettono le gonnelline, i vestitini. E i maschietti no. D'accordo, su questo non c'è dubbio. Mentre alle bambine sono concessi pantaloni, salopette e quant'altro una volta poteva essere solo d'esclusiva maschile. Va bene.
Ma cacchio, possibile che per i maschietti mi si fanno tre misere tutine (sempre coi soliti colori per altro, verde, celestino e giallino. Se va bene, forse si trova qualcosa anche d'arancione) e per le bambine, lo stesso accessorio, è riprodotto in mille modalità differenti, con fiocchetti, con disegnini simpatici, con taschine, con pizzettini e quant'altro??
Ecco, questo soltanto per dire che ieri, causa sconti, ci siamo fatti fregare dalla Prenatal e..abbiamo comprato due tutine esattamente identiche a quelle che avevamo già preso qualche tempo fa.