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mercoledì 23 febbraio 2011

Reflusso..ti ho già detto che TI ODIO?

Quando alcune mamme (le poche amiche che si erano azzardate a mettere al mondo dei figli prima dei 30 anni) mi parlavano della stanchezza che provavano, io onestamente non capivo. O meglio, capivo fino a una certo punto, ma più di tanto non sapevo spiegarmi.
Direi che adesso Pagnottella è arrivato proprio per farmi la ramanzina. Cara mia, ma che ti pensavi?!
Eppure tuttora quello che mi pesa di più è quando so che mio figlio non sta bene o ha qualcosa che lo disturba. E' vero che è faticoso svegliarsi la notte, che è faticoso tenerlo sempre dritto in spalla per almeno 30 minuti per farlo digerire ecc. ecc., ma è più faticoso il senso di preoccupazione che mi rimane appiccicato addosso quando non so cosa ha.
Adesso siamo arrivati a lottare per farlo mangiare. E insistere non aiuta, ovviamente. Cerco di rispettare i suoi tempi, la sua voglia. Ma scoprire poi che è cresciuto pochissimo di peso in questo mese, non mi ha aiutata.
I miei crolli sono tempestosi, sembro una pazza.
Per fortuna che so anche rialzarmi e andare avanti, anche se talvolta mi piacerebbe davvero avere un bel manuale in cui trovare scritto: "..vostro figlio non prende più il biberon perché...".
I rigurgiti di Pagnottella (ma forse ora dovrei chiamarlo lo Smilzo) sono riaumentati e vederlo agitarsi, inarcarsi, piagnucolare e rigurgitare, senza poter fare granché, mi corrode le poche energie mentali che mi rimangono. Ma si va avanti. Sempre e comunque per lui.
Mi aiuta tanto il conforto e la vicinanza di tante altre mamme, conosciute durante il percorso della gravidanza, che in questo periodo mi stanno dando molto e ancora una volta mi trovo a riflettere su come le persone entrino nella vita di un'altra e le portino quella ventata di aria fresca di cui ha bisogno.
(Così, cerco di scansare la piccola delusione che mi permane derivante invece da amici da cui presumibimente si dovrebbe avere quel conforto e invece non lo si ha, fino a che non è palese che si sta davvero male).

lunedì 3 gennaio 2011

Mamma nel caos

Cominciare l'anno lamentandosi è il massimo, credo.
E allora sempre più spesso mi domando se sono io l'unica mamma, sulla faccia della terra, ad essere così incapace di riuscire a gestire tutto. Ho una casa che potrebbe esplodere tanta pattuma ha dentro. Ho millemila lavatrici da fare e non si fa in tempo a mettere via negli armadi la roba, che c'è già una bella caterva di altri panni da stirare. Ho perennemente la casa sempre piena di peli e quando la tolgo, correndo come una matta nei  brevi sonnellini di Pagnottella, ecco che li rivedo nel giro di 10 minuti.
Se la giornata è iniziata storta (leggi: con Pagnottella che di notte non ha chiuso occhio e di giorno non fa che rigurgitare a ogni piè sospinto), non potrà che andare peggio e sarà esattamente il giorno in cui il tuo gatto deciderà che è ora di tornare a fare la cacca e la pipì per terra e pure il tuo cane deciderà che sì, chi ce lo fa fare di aspettare di andare fuori, facciamola qui sul pavimento, tanto la fanno tutti!
Decidere poi di andare a prendersi una boccata d'aria in terrazza è una cosa da evitare se non si vuole rischiare l'infarto, tanto è sommersa da scatole e scatolame vario della Chicco e altre marche per l'infanzia.
Se poi tra un cambio pannolino, qualche gioco con pulizia veloce dell'immancabile rigurgito, allattamento in due tempi (visto che lo sto ancora facendo misto; tra l'altro ora Pagnottella sembra aver iniziato a disdegnare la tetta destra, il che è per me un vero mistero), pulizia nasino con strilla che potrebbero far cascare il palazzo (figuriamoci la mia testa), tentativi vari di addormentamento (perché non se ne parla, in fase di reflusso medio-alto, di addormentarsi da soli) salvo poi decidere di tenerlo in braccio o nella fascia perché non c'è verso di metterlo giù in nessun modo, ecco, dicevo, se in mezzo a queste cose una riesce anche a farsi un veloce panino al volo, allora già si dovrebbe considerare fortunata.
Come riesco ora a scrivere? Ho deciso per la mia sanità mentale di mettere Pagnottella sul dondolo e sperare-pregare che si addormentasse (come poi è accaduto). E lo so che non è assolutamente da fare, che il bambino deve avere la sua routine per dormire, che deve stare nel suo lettino e imparare a fare la nanna da solo con i dovuti riti ecc. ecc.
Ma per me è impossibile!
E allora forse sono proprio una mamma del cavolo, non c'è altra soluzione e spiegazione. Perché quando sento le altre, che hanno bimbi della stessa età del mio, essere così maledettamente felici, io mi chiedo perché sono l'unica che certe volte le prende un tale nervoso che ribalterebbe la casa, che prenderebbe la porta e se ne andrebbe lontanissimo (salvo poi pentirmene, ovviamente. Ma la voglia a volte è davvero tanta).
E davvero tutti i manuali che ho letto non mi servono a un cavolo. E no cara Hogg, mio figlio non potrà mai seguire il tuo schema del cavolo secondo cui il bimbo mangia, gioca e poi fa la nanna. No. Perché il mio, purtroppo, deve necessariamente stare dritto dai 30 minuti all'ora intera. E a volte è così stanco da perdere il sonno a causa della posizione scomoda. Perciò i successivi minuti li passa a urlare. E io devo necessariamente prenderlo in braccio e cullarlo. Già, proprio così mio caro signor Estivill. Devo cullarlo, ha letto bene! Devo necessariamente dargli quel dondolio che non è corretto dargli perché, non appena lo poserò giù, come giustamente ha scritto e sa, il piccolo si sveglierà non sentendolo più. Ma se non lo faccio potrebbe andare avanti ore a strillare. E la sua già piccola gola arrossata per il raffreddore e il reflusso, potrebbe ulteriormente peggiorare.

Giorni come questi li cancellerei dal calendario.

venerdì 10 dicembre 2010

Ricordi

Dopo esser risalita dal tunnel della sciatteria (più che altro, non mi ero accorta che stavo sparendo dietro a una folta schiera di pelazzi delle sopracciglia, olè!), fresca di una bellissima doccia purificatrice, che ha finalmente lavato via tutti i rigurgiti di Pagnottella di questi giorni, posso dedicarmi un po' al sano relax. Sì, ma meglio non dirlo troppo forte, visto che Pagnottella è di là che pensa bene di sorprendere la mamma con mille e più acrobazie (nella fattispecie: singulti, apnee, colpi di tosse con risucchio, pianti disperati ecc.).
Ieri è stata una giornata particolarmente storta, sarà stato il vento? Fatto sta che Pagnottella non ha voluto dormire quasi per nulla e si tranquillizzava solo in braccio a me, non permettendomi neanche di andare in bagno (cosa piuttosto fastidiosa, se si considera che mi sono pure beccata un'infezione alle vie urinarie. Venghino siori e siore, non ci facciamo mancare niente!).
Al momento passo giorni in cui mi sento bella carica, pronta ad affrontare un nuovo giorno del terribile reflusso di mio figlio, e altri in cui faccio fatica persino a mettere un piede dietro l'altro e mi chiedo come sia possibile che nel 2010 non esistano ancora cure efficaci per un fastidio del genere! Sono come uno yo-yo, un po' su e un po' giù. Ma va bene così.
Essere mamma di Pagnottella mi sta permettendo di crescere, di cercare di superare tutti quei miei limiti che ho sempre considerato invalicabili. E i suoi sorrisi sono una conquista per me e Papozzo, perché  arrivano sempre sporadici e quando meno uno se li aspetta. Non sono più solo nel sonno, ma arrivano anche nei momenti del cambio pannolino (vattelapesca perché! Forse è il momento in cui si rilassa di più??). Sono sorrisi che riempiono il cuore, che cerco di custodire e che rimando più e più volte nella memoria per attingervi la forza che mi serve per dare poi forza a lui!
Perché è inevitabile che la mia ansia in qualche modo gli arrivi e quindi devo impegnarmi per bene!

Come ho detto all'inizio, mi sono beccata questa fantastica infezione o cistite o quel che è. Diciamo che me la sono vista "brutta", anche perché, onestamente, non è tanto bello cominciare a sentire che là sotto qualcosa non funziona. Dopo aver scandagliato le possibilità che c'erano delle mie perdite, e essermi più volte ripetuta che non poteva essere l'utero, visto che avevo fatto la visita dei 40 giorni dal parto soltanto due settimane prima, alla fine, vinta dall'angoscia, mi sono decisa a tornare al Pronto Soccorso e il verdetto è stato di..incontinenza dovuta appunto a questa infezione.
Come dicevo, non ci facciamo mancare niente. Questa poi mi è nuova..In passato avevo avuto la cistite, ma onestamente così non mi era mai capitata!! Direi che è stato piuttosto imbarazzante, ma dopo due giorni di antibiotico, la situazione si è risolta, per fortuna. Insomma, a quanto pare non sto ancora invecchiando né ho distrutto il mio pavimento pelvico (credo).

Tornare nei corridoi dell'ospedale dove sono stata 4 giorni, mi ha riportato subito una valanga di sensazioni e sentimenti tra loro contrastanti. Da una parte c'era il rifiuto per quel luogo e tutta la rabbia per come sono stata trattata (tra l'altro, ho potuto notare che non è stata una cosa rivolta esclusivamente verso di me, dato che, quello stesso giorno, ho visto le carinerie delle infermiere nei confronti delle puerpere), dall'altro un incredibile sentimento di gioia. Gioia per quei primi contatti con il mio pulcino, anche se purtroppo non sono stati di gioia pura come avrei voluto. E mi pento per come ho preso l'intera faccenda, ma credo che fossi davvero stanca dal travaglio prolungato e in qualche modo scioccata per l'intera faccenda, così che non ho potuto reagire in altra maniera.
Non riesco ancora a capire esattamente cosa ho patito di più. Mi sono sentita estremamente sola, alla mercè di persone che non avevano il minimo tatto, sballottata e violata nel mio corpo (una fra le tante scene che non scorderò, è quella in cui, mentre venivo lavata da due infermiere idiote - lavata perché avevo su il catetere e non potevo ancora muovermi -, chiedendo di essere ripulita perché mi stava uscendo sangue, senza la minima gentilezza mi è stata pigiata senza pietà la pancia, là dove avevo la ferita fresca fresca del cesareo. Ora, io posso capire che forse era importante per far uscire il sangue - a parte che col cesareo comunque tutto il materiale del parto viene rimosso immediatamente! - ma c'era bisogno di essere così duri? Specialmente in un momento per me intimo. Ricordo di aver pensato agli anziani nelle case di cura o negli ospedali...dio santo, è così che vengono trattati??? E' così che viene manipolato il loro corpo? Come non avessero minimamente un'identità? Perché è così che mi sono sentita io. Una cosa nelle loro mani).
Senza contare il minimo sostegno psicologico. Ok, non è che volessi attenzioni particolari, semplicemente mi sarebbe bastato che non mi facessero sentire un'idiota perché il giorno dopo all'intervento non riuscivo a camminare bene. Avrei voluto non vedere gli sguardi di derisione e di impazienza, quando, scesa da un letto vecchio e alto (mentre la mia compagna di stanza, che aveva tra l'altro partorito in sole 4 ore ed era fresca come una rosa, aveva un bel letto super tecnologico), mi ero fermata un attimo per riprendere fiato.
E ancora, avrei voluto avere più forza per mandarle a quel paese quando, chiamandole la notte per avere l'antidolorifico, me le vedevo arrivare, sentirmi rispondere male e poi..se ne andavano senza portarmi niente, lasciandomi nell'incertezza se richiamarle o meno (e facendomi anche mille paranoie pensando di disturbarle. Che cretina!). Purtroppo la forza e la rabbia per quella situazione, mi sono arrivate ormai troppo tardi, al penultimo giorno e non ho trovato tutta quella gran soddisfazione quando mi sono rivoltata contro due infermiere che pensavano ancora di poter fare il bello e il brutto della situazione, soltanto per lo stato in cui mi trovavo (sporca, stanca, stravolta).
Perché il parto è un po' come una rinascita per la donna.
E nella mia rinascita, ho capito ancora di più quanto può essere cattiva la gente.

giovedì 2 dicembre 2010

Pianti e strepiti...

E' in momenti come questi che mi rendo conto di non avere forza d'animo, neanche per il mio bambino. Anzi, la sofferenza di chi mi è caro è per me qualcosa di troppo forte, che non riesco a gestire. Vedere poi mio figlio piangere disperato, senza però poter alleviargli in qualche modo quella sofferenza, è per me qualcosa di deleterio, che mi sta sfiancando fisicamente e psicologicamente.
Mio marito e le persone che mi stanno accanto mi esortano a non mollare, a non farmi vedere così abbattuta, a cercare di essere positiva (perché alla fine non è che Pagnottella abbia chissà che cosa!), ma in questo momento mi sento così stanca che non posso fare a meno di piangere e appoggiare la testa a un cuscino, nella speranza di svegliarmi e scoprire, come per magia, che tutto è passato e Pagnottella è sorridente e felice come tutti gli altri bambini.
Oggi abbiamo contattato una gastroenterologa che è stata gentilissima: ci ha dato indicazioni posturali per Pagnottella (fargli fare il ruttino diritto a metà pasto e poi tenerlo ancora diritto a fine pasto per almeno mezzora; farlo dormire in un piano inclinato, mai metterlo nella sdraietta dove si affossa e schiaccia lo stomaco - perfetto..ciao ciao sdraietta! Meno male che ne avevamo comprato una normale, non di quelle con luci e suoni..vabbè), ci ha cambiato latte in polvere (dicendoci che è probabile che abbia anche un'intolleranza al lattosio, dato che i bambini con reflusso ce l'hanno), ci ha dato nuove indicazioni per lo sciroppo (va dato 15 minuti prima della poppata e non dopo! Grazie pediatra della mutua che ci hai fatto svegliare ogni volta il nostro povero Pagnottella per somministrarglielo a un'ora dalla poppata!!!) e mi ha detto di ricontattarla tra una settimana per farle sapere come va.
Vorrei tanto sperare in un miracolo, ma forse, anche per aver letto di tante altre mamme e bambini nella nostra stessa situazione, e che sono andati avanti mesi e addirittura anni, mi sento proprio a terra.

giovedì 18 novembre 2010

Ancora in down..

Sembra appurato. Pagnottella soffre di reflusso gastroesofageo. Ed ecco spiegato il perché dei suoi pianti senza motivo, anche dopo poppata e latte artificiale, pianti che vanno avanti ore e ore, sonnellini a sprazzi, gorgoglio in gola che pare stia soffocando, rigurgiti continui ecc. ecc.
Ieri il pediatra ci ha dato il responso, che tuttavia già sospettavo, e ci ha consigliato lo sciroppo Rinadil, da dare due volte al giorno.
Abbiamo cominciato ieri sera..e, non so, sono esagerata come al solito, mi aspettavo già una cura miracolosa, quando so benissimo che il reflusso è un vero bastardo! Così oggi a vederlo ancora piangere disperato, sono crollata anch'io nuovamente.
Non sopporto di vederlo stare così male. Non riuscire a calmarlo è straziante.
Penso spesso che i bambini della sua età cominciano a essere curiosi verso il mondo circostante, a fare i primi piccoli sorrisi..e invece lui combatte continuamente con questo dolore.
Ora. Lo so benissimo che è una piccola cosa rispetto a tante altre che ci sono nel mondo e che tanti altri bambini devono patire. Ma in questo momento sono solo capace di vedere il mio Pagnottella con questo maledetto disturbo!
Il tempo orribile poi non ci aiuta, non posso neanche portarlo fuori in carrozzina a fare un giretto che permetterebbe a entrambi di prendere un po' di aria e respirare qualcosa di nuovo.
E la ferita del taglio cesareo oggi mi fa malissimo....