venerdì 26 novembre 2010

Letterina a Babbo Natale da Pagnottella

Ieri, in un altro momento di sconforto, mio marito ha elaborato questa letterina di Babbo Natale... Troppo tenera!

Novembre, 25, 2010

Babbo Natale,
Polo Nord

Caro Babbo Natale!
Tanti auguri!
Tu e i tuoi aiutanti elfi avete già iniziato a prepararvi alle feste? Noi penso inizieremo a farli durante le ferie dell'Immacolata e Sant'Ambrogio.
Come ben saprai, io sono nato quest'anno, esattamente il 15 Ottobre, e di sicuro sono già iscritto nella tua famosa lista degli indagati.
Penso che tu non possa dire nulla sul mio comportamento, sono stato sicuramente bravissimo, e anche se fossi stato un cattivo neonato, mi devi mettere nella lista dei buoni solo per la gioia che ho regalato  ai miei Mammola e Papozzo.
Visto che i suddetti genitori insieme ai parenti e a tutti gli amici che mi sono fatto mi viziano come non mai, per questo (e sottolineo SOLO  questo) Natale , sono io che voglio fare dei regali agli altri.
Ma prima di elencare i regali che voglio fare, ecco una lista delle cose che ti do per la lista dei cattivi:
  • Prendi pure il mio reflusso gastro-esofageo, scegli tu a chi darlo ma mi raccomando, deve essere stato davvero tanto cattivo per meritarselo.
  • Le mie coliche gassose , mettine un po' ai politici, che tanto quando aprono bocca è un po' come se scoreggiassero.
Bene, ora passiamo ai regali che voglio fare:
  • A Mammola voglio regalare un'infinità di sorrisi e versetti belli, mischiati a momenti di gioia irrefrenabile
  • A Papozzo un po' di sorrisi e dormite di almeno 6 ore per notte
  • Ai nonni una mia foto sorridente
  • Agli zii una mia foto autografata
  • Alle bisnonne un bacio
Diciamo che non ho niente da aggiungere, speriamo che questa lettera ti arrivi in tempo, perché con le Poste Italiane non si sa mai.

Con affetto e speranza,
Pagnottella.

Quando l'ho letta mi sono sciolta.
A proposito, cosa regalerete ai vostri pargoli e mariti/compagni? Ci avete già pensato? Sono curiosa!!

mercoledì 24 novembre 2010

Maschile/Femminile

Caro bimbo mio, chissà se un domani leggendo sul tuo diario che oggi ti ho comprato (anzi, per la precisione è stata la nonna, che ha voluto pagare a tutti i costi, ma l'ho scelto io) una giacchettina a vento femminile, scuoterai il capo storcendo la bocca e mi guarderai malissimo!
Ma che devo farci? La roba da bambine è sempre la migliore, quella da maschietto, te ne accorgerai se avrai un figlio maschio, insomma! Lo so che la commessa mi ha guardata come fossi ammattita, ma io quell'altra giacchettina smencia, non la volevo!
Volevo quella da bambine, col pile dentro per tenerti più caldo! Eccheccavolo, ma scusa, forse che i maschi non soffrono il freddo come le femmine?? Ma dove sta scritto??
E poi da quando le taschine rettangolari sul davani sono prerogativa dei vestitini femminili? Eh?! Ma insomma, riprendiamoci queste pari opportunità no?! Chissenefrega, in fondo hai solo 39 giorni..ma secondo te la gente andrà a vedere come sono le tasche della tua giacchettina?!
Non ho parole...
Comunque dai, prometto che sarà solo finché sarai neonato, poi non prenderò più nulla dalla zona femminucce!

lunedì 22 novembre 2010

Ricordi di docce

Fare la doccia la prima volta senza la pancia (o meglio, senza il bimbo dentro la pancia, perché intendiamoci, la pancia resta), mi ha lasciato un po' di malinconia. Non pensavo che mi sarebbe successo (ed ecco, non si sfatano miti, semmai si confermano leggende). Forse era uno dei momenti che prediligevo durante la gravidanza. Quell'attimo in cui l'acqua accarezzava il pancione e Pagnottella scalciava. Allora io cominciavo a cantare.
Volevo cantare anche stavolta ma..la verità è che non mi è uscita la voce. E ora mi sovvengono in mente tutti i momenti miei e di Pagnottella, quelli nostri, unici, irripetibili. Quando era ancora tutto mio, quando era ancora facile riuscire a calmarlo. Quando, nonostante tutto, era sereno.
Rimettere piede nella doccia, ha anche significato tornare con la mente a quel giorno. Quando alle 4 del mattino sono entrata per calmare i dolori delle contrazioni, appoggiandomi alle piastrelle, mentre l'acqua scorreva ancora sulla pancia, ma anche Pagnottella era in attesa, stavolta.
Ho sentito come una mancanza.
La mancanza forse di quello che io immaginavo potesse essere il parto e ciò che ne conseguiva dopo. Perché quando ero entrata in quella doccia, c'era sì la paura, ma anche l'attesa, il sapere che ormai era finita e che quando sarei tornata ci sarebbe stato lui. Ed ero pronta, anche a un dolore più forte, ma anche a tutto ciò che ne conseguiva.
Poi, la verità è che un cesareo, fatto d'urgenza, lascia sempre un po' d'amaro in bocca.

Ma per fortuna Pagnottella è qui con noi.
(E per la verità continua a scalciarmi sulla pancia ora che devo fargli fare il ruttino e lui non vuole perché sente male e fastidio!).

sabato 20 novembre 2010

Quando ce la manderei volentieri...

Ora qualcuno mi spieghi perché devo sopportarla. Perché devo stare a sentire le sue baggianate, quando sono giù ed estremamente preoccupata per il mio bimbo che piange da un'ora per questo cacchio di reflusso, e lei mi telefona per dirmi che è una settimana che non vede il nipote (certo, da martedì è una settimana, come no!) e che non è una cosa assolutamente concepibile e che sa che a me non interessa, ma a lei sì.
Ecco, è quello il punto. A me non interessa. Che se lo tenga per sé e non rompa le scatole! Mia madre non vede il nipote da due settimane e allora? Che farebbe lei al suo posto? Si ammazzerebbe??

Le ho detto che è un'esagerata, poi mi sono frenata.
Ho i nervi a fior di pelle e non si rende neanche conto di quanto io sia vicina dal mandarla a quel paese e da impedirle seriamente di vedere il nipote!

giovedì 18 novembre 2010

Ancora in down..

Sembra appurato. Pagnottella soffre di reflusso gastroesofageo. Ed ecco spiegato il perché dei suoi pianti senza motivo, anche dopo poppata e latte artificiale, pianti che vanno avanti ore e ore, sonnellini a sprazzi, gorgoglio in gola che pare stia soffocando, rigurgiti continui ecc. ecc.
Ieri il pediatra ci ha dato il responso, che tuttavia già sospettavo, e ci ha consigliato lo sciroppo Rinadil, da dare due volte al giorno.
Abbiamo cominciato ieri sera..e, non so, sono esagerata come al solito, mi aspettavo già una cura miracolosa, quando so benissimo che il reflusso è un vero bastardo! Così oggi a vederlo ancora piangere disperato, sono crollata anch'io nuovamente.
Non sopporto di vederlo stare così male. Non riuscire a calmarlo è straziante.
Penso spesso che i bambini della sua età cominciano a essere curiosi verso il mondo circostante, a fare i primi piccoli sorrisi..e invece lui combatte continuamente con questo dolore.
Ora. Lo so benissimo che è una piccola cosa rispetto a tante altre che ci sono nel mondo e che tanti altri bambini devono patire. Ma in questo momento sono solo capace di vedere il mio Pagnottella con questo maledetto disturbo!
Il tempo orribile poi non ci aiuta, non posso neanche portarlo fuori in carrozzina a fare un giretto che permetterebbe a entrambi di prendere un po' di aria e respirare qualcosa di nuovo.
E la ferita del taglio cesareo oggi mi fa malissimo....

mercoledì 10 novembre 2010

Up and down

Dopo il momento di sconforto, è tornato il sereno, poi di nuovo lo sconforto e così via. Penso che mi ci dovrò abituare a questi stati d'animo altalenanti, magari sono anche normali.
Ho deciso di non crocefiggermi più se arrivo a dare l'aggiunta a mio figlio; ho notato che in questo modo sono più tranquilla io e, nei limiti, anche lui. E tranquillizzandomi, sono arrivata a scoprire che ci sono alcune poppate in cui lo sazio io tranquillamente, senza dovergli dare aggiunte, e altre in cui invece purtroppo devo ricorrerci, ma per fortuna il livello del mio latte è sempre maggiore rispetto all'aggiunta.
Ho scoperto che essere così nervosa non mi aiuta, anche se purtroppo a volte non riesco a farci niente, lo sono e basta. Specie dopo notti insonni come quella di ieri, in cui Pagnottella ha dato il meglio di sé come "aquila urlante"! Anche mio marito, che di solito è tranquillissimo e sa gestire meglio certe situazioni, è andato in tilt e vedere anche lui snervato, mi ha fatta crollare uno scalino in più.
Ma stamattina per fortuna, dopo altri pianti e strepiti (al punto che sono arrivata a credere che Pagnottella non stia affatto bene qui fuori nel mondo, dato che se non poppa e non dorme, piange), abbiamo sentito un'ostetrica che conosce la sua famiglia, la quale mi ha davvero rassicurata. Mi ha spiegato che probabilmente Pagnottella fa molta fatica a scaricarsi e quindi soffre di "coliche" o movimenti intestinali, anche mattutini! Che se però poi durante il resto del giorno, nei suoi sonnellini, riesce a dormire, non c'è nulla che non vada, altrimenti non dormirebbe proprio.
Questo mi ha permesso di tranquillizzarmi e cominciare a ragionare in maniera differente, anche s non so per quanto durerà.
Inoltre ad un certo punto, parlando della mia produzione altalenante di latte (ok, ora mi sento davvero una specie di centrale in avviamento...), mi ha detto che le sembrava strano che io riuscissi a saziarlo qualche volta e altre volte no. Poi mi ha chiesto: "Ma bevi? E tanto?". E io: "Veramente mi contengo".
Al che mi ha spiegato che invece devo bere e molto, perché anche in questo modo posso reidratarmi e aumentare i liquidi, compreso il latte. Sono rimasta a bocca aperta, e le ho spiegato che una dottoressa in ospedale, quando ho avuto la montata, mi aveva detto di ridurre drasticamente i liquidi, proprio per evitare che il latte non arrivasse o si diluisse troppo. Così, l'ostetrica mi ha detto che questa cosa va fatta solo quando arriva la montata, mentre dopo si deve bere.
Ecco, se magari la dott.ssa me l'avesse specificato, non dico che ora avrei litri di latte (non so se sarà così..), ma per lo meno non sarei morta di sete come è spesso capitato!!!!!!!!!!!

Così, tra alti e bassi, andiamo avanti. E mi godo i momenti più belli che ho con Pagnottella: quando dormiamo insieme (alla faccia di non farlo dormire nel lettone. Io e lui dormiamo beatamente, guardandoci ogni tanto negli occhi e arrivando ad avere lo stesso ritmo del respiro) e quando lo sento caldo e morbido contro il mio corpo.
Ma ancora non realizzo. Non so, non riesco ancora a credere di averlo fatto io, che lui era nella mia pancia e a volte devo dirmelo a voce alta, sussurrandolo a lui stesso mentre poppa.
"Ehi piccolino, eri dentro di me..".

lunedì 8 novembre 2010

Allattamento e mamma a metà

Non mi piace scrivere sempre cose che mi lasciano l'amaro in bocca, ma ultimamente mi sembra di avere più pensieri negativi che altro. E non va bene. Assolutamente. Penso che dovrei fregarmene, ma la verità è che non ci riesco.
Ho provato a fare l'allattamento a richiesta. Ma evidentemente non fa per me, o per noi, non so. Fino a ieri ero convintissima che ce l'avrei fatta, che se anche tutti mi dicevano che era impossibile che Pagnottella stesse attaccato un'ora e mezza per poi riattaccarsi dopo soltanto un'ora, io sapevo che andava bene così. Che avrei stimolato ancor più la produzione di latte e quindi, l'aggiunta, sarebbe stata soltanto un ricordo. Invece la verità è che in una settimana non c'è stata una grande crescita e il nervosismo di Pagnottella era sempre più tangibile, arrivando a non dormire per giornate intere, se non brevi pisolini in braccio a me oppure nel suo lettino, ma tutti della durata massima di mezzora, dai quali si risvegliava sempre più frustrato.
E ieri sera...alla fine, notando come si attaccava e staccava dal seno arrabbiato, mi sono accorta che spremendolo..non usciva proprio NIENTE. E che pesandolo l'amara verità era che pur avendo tentato di ciucciare da mezzora..non aveva preso neanche un grammo.
E tra l'affamare mio figlio per la mia caparbietà o dargli l'aggiunta e farlo finalmente tranquillizzare, ho scelto quest'ultima, richiamando il pediatra per farmi dire quanti gr. di latte artificiale devo dargli.
Mi sento a pezzi, perché mi sembra di non essere riuscita in nulla. Né a partorirlo naturalmente, né ad allattarlo al seno.
Ma tant'è...
E pensare che un mese fa mi dicevo che non mi sarei mai sentita a terra se anche avessi dovuto fare un cesareo o allattare artificialmente.
E adesso invece perché mi sento così?

venerdì 5 novembre 2010

Blindare la porta di casa...

Dovevano essere i momenti migliori. Quelli in cui finalmente potevamo essere solo noi tre, la nostra nuova famiglia. E invece..
E invece succede che non si può stare calmi, non quando accadono queste cose.

Scena 1.

Siamo a casa di mia suocera. Dovevamo passare a prendere della roba e poi scappare. Ci ritroviamo attorniati dalla famiglia al completo, comprensiva di cognato e fidanzata e due vicini di casa (molto amici). Suocera e cognato si contendono il piccolino, che tra l'altro dorme. Suocera: "Ma saranno le goccine per le coliche a farlo dormire così?". Ma anche no, visto che ha passato buona parte del pomeriggio precedente e della notte in bianco!
Ora: io posso capire la voglia di vederlo sveglio. Ma santo cielo, è un neonato! Ha soltanto 21 giorni, cosa pretendono che faccia, il triplo salto mortale carpiato?! Dorme, poppa, scagazza e frigna. Non fa altro! Quindi perché sperano ancora che sia sveglio quando ci sono loro è un mistero che nessuno può svelare!

Scena 2.

Suocera e cognato si informano su quanti gr. ha preso questa settimana. Il responso è 130 che sarebbe nella norma, per loro no! Mia suocera: "Non puoi tirarti il latte col tiralatte". Ma anche no, visto che è la prima volta che non poppa di continuo! Inutile ripeterglielo per 3 volte, è andata avanti con questa storia fino a farmi venire i nervi a fior di pelle!

Scena 3.

Il cognato ha il monopolio dell'ovetto in cui Pagnottella dorme. "Ma perché stasera non ceniamo tutti insieme?". Ma anche no, visto che la sera è il momento peggiore per Pagnottella, devo allattarlo un sacco e calmarlo per il nervosismo serale, tra coliche e quant'altro. Inutile fargli capire che è un neonato e ha bisogno di tranquillità e non è un giocattolino da spupazzare quando è sveglio. Ai nostri tentativi di fargli capire che non c'è storia, risponde: "Ma andatevi a fare un giro di shopping che lo tengo io". Certo, e quando si sveglia gli dai pure la tetta?

Scena 4.

Sentendo le nostre resistenze a cene, pranzi e merende (???!), la suocera con voce da vittima dice: "Ma devi capire che è il primo bambino in questa famiglia dopo tanti anni!". Cioè, e quindi??? Questa cosa mi ha saputo tanto di scena di film horror, non so perché....

Scena 5.

Suocera e cognato "litigano" per contendersi la vicinanza a Pagnottella. La suocera con tono vittimistico: "Guarda che ancora non l'ho preso in braccio neanche io". Qui avevo letteralmente il fumo che mi usciva dalle orecchie visto che, per farla stare calma quando è venuta ripetutamente a casa nostra, gliel'ho sempre fatto prendere in braccio. No problem: a breve non lo toccherà più, così si lamenterà per un motivo reale!

Scena 6.

Suocera dice a cognato di venire a casa nostra un giorno a mangiare, così può vedere il bimbo per più tempo. Ma anche no signora, sa, è casa mia! Forse posso decidere io chi viene e quando?
Al che, per tagliare la testa al toro dico: "Vabbè, venite domani, tanto c'è già vostra zia no?" (che la suddetta suocera ha invitato, benché le avessi spiegato di aspettare a vedere come stava Pagnottella e che tipo di notte avrebbe passato). Mio marito, mi informa che verrano altre 6 persone. Dico 6!!!
Quando è accaduto che queste persone sono state invitate a casa nostra??? A mia insaputa???
Ovviamente mia suocera ha pensato bene che sabato si potesse fare un festino a casa nostra!
"Fa niente" esclama lei "Cognato e fidanzata vengono domenica".
Eccerto, dai, continua pure a invitare persone a casa mia, fai fai, tanto che vuoi che sia?!

Ora qualcuno mi spieghi come si fa a stare calmi con una persona del genere.
Alla quale, fin da prima del parto, avevi detto chiaro e tondo che non volevi nessuno a casa tua quando tuo marito avesse preso le ferie per stare insieme.
Che eri stata ben chiara il giorno prima rispetto al fatto se la zia dovesse venire o meno.
E poi...
..domani avrò ben 7 persone a casa mia, escluso cognato e fidanzata!

E ho pure un marito che non capisce!

Ecco forse rendo l'idea del perché a me non sta venendo il baby blues..ma la depressione più totale. E medito sempre più di fare le valigie e andare via da mia mamma per un bel po' di tempo.
Fino a che non capiranno che non siamo bambole da sballottare qua e là. Che io non sono stata il contenitore per sfornare il loro erede.
Che siamo due persone, due individue a se stanti.
Che mio figlio non  è una bambola da spupazzare.
E che domani col cavolo che io starò con le tette al vento ad allattare mio figlio mentre 7 persone + 2 saranno intorno a noi a guardarci.
Vadano tutti al diavolo!

martedì 2 novembre 2010

Le prime difficoltà

Non pensavo che sarebbe stato così difficile. Non parlo soltanto della vita a tre, incentrata ora unicamente sui ritmi di Pagnottella, ma mi riferisco anche all'allattamento e al dormire.
I ritmi di Pagnottella infatti sono assolutamente fuori da qualsiasi schema. E' capace di poppare per un'ora e mezza, alternando pisolini a ciucciate (ecco perché non finiamo mai!), per poi restare sveglio, arrabbiandosi di tanto in tanto, mentre è nel suo lettino, anche per intere ore! Col pensiero, per noi neo-genitori, che il fatto che non riesca a dormire possa essere il sintomo di qualcosa che non va. Anche perché poppando per un'ora e mezza (comprensiva di vari ruttini e posizione verticale anti-reflusso, che funziona-e-non-funziona), gli restano solo massimo 30-40 min di sonno (ai quali vanno tolti altri minuti se poi fa la cacca e va cambiato) prima che abbia di nuovo fame!
La notte sono completamente esaurita. Il giorno va meglio perché trovo qualcosa con cui distrarmi oppure, nei pochi minuti in cui lui dorme, dormo anch'io.
L'allattamento poi mi dà continui pensieri. Innanzitutto per il tempo di poppata che a detta del pediatra dovrebbe essere di 20 massimo 30 minuti. Cosa??? Pagnottella in quel tempo si inumidisce appena le labbra!!
Poi perché so che dovrebbe prendere sui 90 gr a poppata e non so però mai se il mio latte basta o meno (avendo cominciato anche con la giunta, è un eterno dilemma. Io ora gliel'ho tolta del tutto, avendo deciso di proseguire solo con l'allattamento al seno e avendo constatato anche che con quella era aumentato troppo di peso! Segno, a detta del pediatra, che il latte preso da me c'era.
Ok..ma quanto ce n'è??).
Dovrei farmi meno domande, seguire di più l'istinto..ma a volte è così difficile e quando si passano notti quasi completamente insonni, si perde un po' il punto centrale di tutto.
Ma in fondo siamo ad appena 18 giorni del nostro piccolino..abbiamo ancora tanto da imparare. E dobbiamo ancora conoscerci a fondo.