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lunedì 28 giugno 2010

Quello che le mamme..ti dicono!

Di solito, mi è sempre capitato il tipico esempio di mamma il cui figlio è sempre perfetto. Quello che dorme, che mangia ai giusti orari e così via. Con le amiche (per la verità, per adesso una) è stato diverso, magari arrivano persino a confidarti qualcosa, ma poco, giusto dopo, quando tocca a te e sei lì lì per.
Invece ieri ho beccato la "mamma incazzata col mondo". Ero con mio marito a farmi una passeggiata domenicale, quando decidiamo di entrare in un negozietto di articoli Disney per bambini. La signora, un poco annoiata probabilmente, ci arpiona immediatamente con chiacchiere generali, poi notando il mio stato, mi chiede di quanto sono e le classiche domande che si fanno in simili circostanze. Mio marito, povero lui, azzarda persino un "non vedo l'ora che sia il termine per poter avere tra le braccia mio figlio". Lo avesse mai detto! E' come se nella signora fosse scattata una qualche molla (di follia). Ha cominciato a dirgliene di ogni colore: che ora dice così, ma poi non lo dirà più, che i figli si fanno senza pensarci e che poi dopo si vorrebbero mollare altrove, che non si sa mai ciò che ci aspetta fino a che non lo si prova irrimediabilmente.
Dopo aver provato la tattica del darle ragione per farla smettere (e intanto avviarci verso l'uscita del negozio), questa ha cominciato a sparare a zero sui padri che prima non vedono l'ora e poi spariscono.
Ora, io non so che razza di vita le sia toccata, povera donna, sta di fatto che mio marito è stato lì lì per mandarla a quel paese. Neanche al suo: "Guardi, io non parlo per gli altri ma per me" e al mio: "No guardi, forse ha capito male, ma lui è molto bravo, mi dà mano in tutto", lei ha fatto il suo "ah-ah!" e continuato a sproluquiare del fatto che "certo certo, si dice sempre così, e poi ci si ritrova sole!".
Insomma.. sono uscita da quel negozio senza aver comprato niente e chiedendomi se per caso mi stia per nascere un mostro che succhierà tutta la mia linfa vitale e che alla fine farà scappare mio marito di casa.
(Intanto oggi, il mostriciattolo, non ha fatto altro che prendermi a calci in maniera piuttosto plateale..e forse è il suo modo per dirmi che dovrei un tantino fregarmene di ciò che dice la gente - in un senso e nell'altro - e che tanto la realtà non sarà mai lontanamente vicina a quella che sarà quando nascerà).

martedì 22 giugno 2010

Vita sociale

Incredibilmente oggi per me è stata una giornata da "vita sociale". E da quando sono a casa in maternità (praticamente da subito dato che ho avuto vari problemi), la mia vita sociale si è ridotta a parlare coi gatti e col cane, varie telefonate di mia suocera e internet. Lo so, è abbastanza deprimente.
Le amiche riesco a vederle quando non lavorano, il che significa quasi mai.
Ma oggi è stato diverso. Due mie amiche/colleghe sono venute a casa mia per preparare un regalo a una terza amica/collega che sabato si sposa e così abbiamo passato la mattinata e il pranzo insieme. Ho parlato così tanto che penso di essermi seccata la trachea! Ma cavoli se mi ci voleva! E cosa ancor più fantastica, mentre aspettavo le mie due amiche, mi sono affacciata al terrazzo per vederle arrivare e..la mia vicina di casa (che ha partorito una bimba a fine novembre) mi ha chiamata dalla finestra di casa sua e mi ha detto di andar da lei dopo pranzo. Così altra lunga chiacchierata con lei, ammirando intanto la bimba che mi lanciava sorrisi da sciogliere il cuore.
Ora che sono di nuovo a casa sento un po' troppo vuoto per le mie orecchie...E devo ammettere che essermi potuta sfogare con qualcuna che sta passando (o ha passato) cose che sto attraversando io, mi ha fatto molto bene. Un po' della tensione delle settimane scorse si sta sciogliendo. Un po' delle paranoie se ne sono andate (anche se non sono un'illusa, so che già stasera torneranno, ma intanto mi godo il momento) e mi sembra che la giornata sia perfino più bella del solito (cosa per altro non vera, ma sorvoliamo).
E' bello infatti potersi un po' lamentare dei propri gatti (nel mio caso anche cane, vabbè) che perdono il pelo e, pur amandoli tanto, vorresti tosarli, per non dover sempre trovarteli dappertutto nonostante le varie passate di aspirapolvere e quant'altro. Ti fa sentire compresa e non fuori di testa, come a volte ti vedi. Finalmente inizi a capire che il nervosismo che provi non è soltanto che stai impazzendo a stare in casa (ma anche quello!), ma forse sono pure gli ormoni che ormai vanno per conto loro.
Ce ne vorrebbero un po' di più di giornate del genere e anche se mi rendo conto che non sarà possibile, certo non tutti i giorni, sarebbe bello che almeno ce ne fosse anche soltanto uno ogni  due settimane, perché a volte si ha proprio l'esigenza di staccare con la testa. Perché forse sarò anormale, ma con tutti gli acciacchi che mi sono venuti, mi faccio più prendere dalle paranoie che da altro e so che questo non è l'atteggiamento giusto.
Oddio, sono addirittura al punto che sono felice di sentir parlare di lavoro!!!!
Comunque se di giorno la mia vita sociale rasenta lo zero, devo ammettere che di notte mi do alla pazza gioia. I miei sogni con la gravidanza sono diventati dei film da pazzi! Non solo ormai arrivo al punto da essere altre persone (cambiando addirittura genere e sesso), ma dietro ci sono di quelle storie così elaborate e complicate che, volendo, potrei farci un romanzo!!!

venerdì 18 giugno 2010

Attimi di tenerezza

E poi dicono che i gatti sono menefreghisti e amano la solitudine. Ieri sera ero particolarmente giù e inevitabilmente ho pure agitato il piccolo. E' corso in nostro soccorso il gatto di casa, Botolo, ed eccoci qui.




mercoledì 16 giugno 2010

Desideri

A quanto pare mi sono bastati questi 5 mesi per cominciare a entrare nell'ottica del "pensiero-mamma" e finora, onestamente, non me n'ero neanche resa conto. Oggi mi sono incontrata per pranzo con le mie colleghe e ho cominciato subito a lamentarmi di come sia fastidioso il bimbolotto quando si muove di continuo e troppo (arrivando a tirarmi di quei calci che sento proprio come delle scosse elettriche!), ma al contempo di come vado in paranoia se non lo sento muoversi come suo solito (ovvero come uno di quei giocattoli a scatti che andavano tanto di moda circa 30 anni fa!). E una delle mie colleghe mi fa: "Eccoci, già pensi come una mamma rompicogliona: e se si agita troppo come mai e se se sta fermo perché!". Ovviamente ci siamo fatte una sana risata, ma 'sta cosa mi ha dato da pensare..cominciamo bene!
Senza contare che il mio lavoro, è inutile negarlo, mi manca. Mi manca e un po' mi spaventa, perché quando rientrerò ci sarà da mettersi le mani nei capelli..casi nuovi, famiglie nuove e..ore in più da dedicare loro sottratte naturalmente alla mia famiglia. Ma è un pensiero di quelli che ho dovuto accantonare per cominciare a pensare di creare appunto la mia famiglia, altrimenti forse il bimbolotto non sarebbe qui, troppo presa a pensare agli altri bambini.
Ma a prescindere.
Ieri ho anche avuto una discussione fastidiosa con mia mamma, ma che mi ha dato modo di riflettere molto. E' partita con una filippica che non la finiva più sul fatto che "Vai a fare figli e poi tanto ti lasciano sola". E da lì ho cominciato a chiedermi: ma perché si fanno figli? Che cosa ci spinge a desiderare di avere un bambino? Un altro essere umano che andrà a intaccare quel nucleo che per tanti anni è stato formato da due sole persone? E' ovvio che alla base c'è un bel po' di sano egoismo, i mille sogni relativi a un futuro in cui saremo sempre in tre (o magari di più, chi lo sa), uniti, vicini, a condividere uno stesso orizzonte.
Beh, ovvio che sono tutte cavolate. Perché un bambino, che un domani sarà un adulto, avrà suoi desideri e inevitabilmente farà sue scelte che non saranno necessariamente le nostre. Ed è proprio di questo che si lamentava ieri mia madre, facendomi insorgere (tanto per cambiare), quel bruttissimo senso-di-colpa che ormai non mi toglierò per tutta la vita e che, pur diventando io stesso mamma, non mi andrà mai via, perché sarò sempre figlia, una figlia che non ha esattamente rispettato i sogni di sua madre. E allora mi chiedo: che cosa farò quando lo stesso capiterà a me con il bimbolotto? Sarò in grado di affrontare in modo maturo la cosa o inevitabilmente anch'io finirò per riversare su di lui i miei malumori e il mio senso di solitudine?
E' inutile dire che sono tutte domande che già mi ponevo prima e che non mi permettevano di pensare a una possibile gravidanza. Queste insieme ad altre, naturalmente.
Ma ora che questo bambino c'è già, onestamente non voglio pensarci, non voglio dovermi confrontare ora con ciò che sarà un domani. Perché in fondo è ancora difficile sbrogliare il mio rapporto con mia mamma.
E voglio fortemente credere che il mio rapporto con mia mamma e tutto il mio passato, non influirà più di tanto sul rapporto che avrò con lui.

martedì 15 giugno 2010

Di pioggia e avventure

E mi sembra logico! Come se non fosse bastata la vacanza programmata tempo fa per il nostro anniversario di matrimonio (che abbiamo dovuto annullare causa maltempo che non accennava a smettere), sabato ci siamo comprati una piscinetta gonfiabile da mettere sul terrazzone che abbiamo al secondo piano di casa nostra. Già immaginavamo giornate di relax ammollo e sole e..invece..già dal giorno dopo praticamente nuvoloni neri si addensavano sopra il nostro pergolato.
Già è abbastanza che per 4 anni io non abbia visitato il mare almeno un w-end ogni due come facevo una volta, pure questo fantastico tempo ci voleva???
Ma noi non ci abbattiamo! Bimbolotto, fidati che la tua presto-mamma troverà il modo di portarti a visitare i più bei mari d'Italia, dovessimo farci anche km e km di viaggio! Ma tu ti abituerai presto vero? Se prendi da me, di sicuro ^__- Se invece dovessi prendere da papà (ipotesi che per la verità preferirei non dover neanche considerare...) dovrò scollarti dal divano a gran fatica, ma sono certa che il richiamo dell'avventura avrà del fascino anche per te.
Adesso pensa a crescere bello forte dentro di me, al resto ci pensa la tua quasi-mamma.