martedì 28 dicembre 2010

Natale in famiglia

Incredibilmente, il Natale è andato meglio di quanto pensassi, a volte sono un po' catastrofica, lo ammetto. O forse lo sono diventata col tempo.
Anche se avrei preferito una maggior tranquillità, non posso proprio lamentarmi, ed è stato bello anche scartare i regali insieme. A casa mia non lo abbiamo mai fatto, forse perché comunque mio padre e mia madre non si sono mai fatti niente e quindi i regali, più che altro, erano per noi bambini. Una volta cresciuti poi, avevamo i soldi ed eventualmente qualche regalo di amici.
Quindi scartare i regali tutti insieme, intorno alla tavola ecc., mi sa molto di americanata, però ho scoperto che mi piace, anche se i primi tempi mi faceva strano. Ed è così che voglio che il Natale lo viva anche Pagnottella. Insieme, vicini, a scambiarci sorrisi e regali. Purché sinceri, ovviamente.
Ricevere regali per lui mi ha emozionata più che riceverne di miei. E' stato bellissimo scartare pacchetti contenenti vestitini, giocattoli, peluche e scoprire che, anche i regali per me, in qualche modo erano collegati a lui.
Ricordo che tempo fa, quando una mia amica che era diventata da poco mamma stava per compiere gli anni, avevo proposto ad alcune altre amiche di farle un regalo che fosse in qualche modo collegato anche ai suoi bimbi, ma tutte mi avevano guardato male, sostenendo che non era giusto che si pensasse sempre ai bimbi, dato che era il suo compleanno. Allora avevo pensato di esser stata in effetti poco sensibile alla sua persona come individuo, però ora torno sui miei passi. Io non mi sento meno me stessa, meno individuo, soltanto perché magari ho ricevuto anche regali che posso utilizzare per il mio Pagnottella, anzi, in qualche modo mi hanno resa anche più felice. Il fatto che anche nel giorno del mio compleanno si pensi a lui, non può che rendermi felice.
E così, il giorno di S.Stefano ho fatto un sacco di lavatrici con tutti i vestitini nuovi per Pagnottella. Oggi stesso ho ricevuto in regalo da una signora con cui lavoravo, un bellissimo peluche della Trudy (è un coniglietto che sembra vestito da giullare e che è un carillon - gli si tira la coda) e una pianta ("Guardi, è una pianta che non necessita di tante cure, gliel'ho fatta apposta". Credo che ormai anche i muri sappiano del mio pollice nero!).

venerdì 24 dicembre 2010

C'è che a Natale poi mi sento cattiva...

Forse sarà stata la telefonata con mia mamma, che un po' mi ha dato da pensare e riflettere. Non credo sia propriamente l'aria di Natale, quella in cui si dovrebbe essere tutti più buoni. Anche perché fondamentalmente credo che si dovrebbe essere così tutto l'anno. Che poi è anche vero che sotto le feste ci si sente più sereni, di solito, e quindi ecco il fatto dell'essere più buoni. Tranne ovviamente nel mio lavoro..o meglio, per le famiglie con cui lavoro, specie quando dovevo fare incontri protetti. Ecco. Sotto le feste lì era un degenero continuo. E capisco.
Ma non era questo ciò di cui volevo parlare.
E' che a volte penso che forse sono esagerata nel voler a tutti i costi mantenere certe distanze, con lei in primis. Però sono fatta così. Io amo la mia privacy e lei, fondamentalmente, è una persona che vorrebbe vivere in super stretto contatto, cosa che io invece non amo. O meglio, voglio la mia famiglia, che non significa che ogni tanto sia bella allargata grazie a nonni, zii, cugini, fratelli e quant'altro. Ma significa anche che voglio godermi anche la mia famiglia a tre, ora più che mai.
Poi però mi sento cattiva. Perché ultimamente sto diventando anche molto più indisponente che mai, pronta a proteggere ogni cm del mio spazio vitale e di quello di mio figlio.
E mi sento dire: "Pensa a quello che vorresti te se fossi nei suoi panni".
Beh, io so che non vorrei mai essere così onnipresente. Ecco.
Che è legittimo voler stare col proprio nipote, ma diventa qualcosa di ossessivo e non sano quando è l'unica cosa che si ha in testa, a mio parere.
Poi ecco, forse sono esagerata e cattiva.

Mi devo riguardare Christmas Carol, va'.

Auguri per un sereno Natale a tutti coloro che passeranno di qui. Buon natale!!

mercoledì 22 dicembre 2010

Avanti il prossimo...

In questi giorni, credo di aver toccato il fondo della mia pazienza, o forse questa è semplicemente svanita dopo aver partorito, non so... Cose che prima potevano solo darmi ai nervi, adesso mi fanno diventare una vera e propria furia, specie se la cosa riguarda mio figlio, la mia privacy ecc.
Anche quando pensi che ormai il peggio è passato, non è così.
A due mesi dalla nascita di Pagnottella, le visite guidate al bambolotto di casa (perché in tal modo viene trattato da taluni soggetti) non sono finite! Anzi, c'è chi gestisce persino tali incontri, detenendo, evidentemente, un'agenda a me preclusa, visto che neanche in casa mia sono libera di decidere chi far venire o meno, chi far andare dove e come.
Essere una celebrità a due mesi è pesante. Essere la mamma di questa celebrità, ancora di più, onestamente.  E non certo per lui, ma per le persone che proprio non vogliono rendersi conto che abbiamo bisogno di stare tra di noi e con noi, non con loro!!
Ora poi che sta arrivando, inesorabile, Natale, io già mi sento male al pensiero della caciara a cui andrà incontro Pagnottella.
La domanda è: mi trasformerò in una furia?
E l'altra domanda è: perché persone che non hanno mai avuto figli sono in grado di comportarsi con lui meglio di chi di figli ne ha avuti anche un paio?!

E intanto sono arrivata a 31 e sono mamma.
Mamma coi denti affilati.

Ps: oggi ho invitato a pranzo da me le mie colleghe. E Pagnottella è stato bravissimo.

martedì 14 dicembre 2010

Ormai due...

Caro Pagnottella mio,
domani fai due mesi e già hai fatto così tanti progressi che, in un lampo di pazzia, ho detto a tuo papà: "Ommioddio, il tempo vola, tra poco ce lo ritroveremo diciottenne e con i pantaloni sbragati".
La verità è che in questi giorni hai fatto così tanti cambiamenti che quasi non mi sembra vero. Sei sempre un lagnosino numero uno (ma d'altronde sei nato nel mese di tuo zio, mio fratello più piccolo, che in fatto di lagne era il re; ma lui aveva una sorella maggiore che, al momento del bisogno, era lì a tenergli la mano e a rassicurarlo sul fatto che i nostri genitori sarebbero presto arrivati - specie se era all'asilo -, mentre tu una sorella maggiore non ce l'hai e anzi, dovrai, forse, diventare un fratello maggiore, ma chissà, questa è un'altra storia..), però hai imparato anche a sorridere e lo fai sempre più spesso e io con quel sorriso mi sciolgo. Anzi, ti dirò di più, per quel sorriso farei di tutto! E credimi, neanche per un innamorato sarei mai stata disposta a dire una cosa del genere!
Ora osservi anche gli oggetti che ti circondano, sei affascinato finalmente dalla giostrina con gli orsetti travestiti da farfalle, ma anche dalla tv (di già?? Andiamo bene...!); e quando mi guardi col tuo sguardo profondo e corrughi la fronte per poi spalancare le labbra in un bellissimo sorriso, mi chiedo se sia tutto intenzionale o meno. Mi stupisci davvero sempre e se mi sento un po' giù sembra quasi che sia tu a volermi tirare su (non va bene! Quel ruolo lascialo a me!).
E stasera..mi hai lasciata a bocca aperta una volta di più. Mentre ti parlavo e tu mi osservavi sorridendo a tratti..mi sono accorta che ti tenevi le manine!! Ma quando hai imparato a farlo?! Dillo che ti alleni mentre sei da solo nella carrozzina e fai i tuoi gorgheggi!

Piccolino mio, non pensavo si potesse volere così bene a un'altra persona.

lunedì 13 dicembre 2010

Uh, ma che davvero magari vinco? :P

Uh, stavolta partecipo anch'io al mio primo giveaway (dal blog di Ma che davvero?) e chissà che Babbo Natale non mi strizzi un po' l'occhio con un po' di fortuna! E devo giusto giusto fare ancora un paio di regali ad alcuni bimbi e magari ce ne scappa qualcun altro per Pagnottella, naturalmente!!

venerdì 10 dicembre 2010

Ricordi

Dopo esser risalita dal tunnel della sciatteria (più che altro, non mi ero accorta che stavo sparendo dietro a una folta schiera di pelazzi delle sopracciglia, olè!), fresca di una bellissima doccia purificatrice, che ha finalmente lavato via tutti i rigurgiti di Pagnottella di questi giorni, posso dedicarmi un po' al sano relax. Sì, ma meglio non dirlo troppo forte, visto che Pagnottella è di là che pensa bene di sorprendere la mamma con mille e più acrobazie (nella fattispecie: singulti, apnee, colpi di tosse con risucchio, pianti disperati ecc.).
Ieri è stata una giornata particolarmente storta, sarà stato il vento? Fatto sta che Pagnottella non ha voluto dormire quasi per nulla e si tranquillizzava solo in braccio a me, non permettendomi neanche di andare in bagno (cosa piuttosto fastidiosa, se si considera che mi sono pure beccata un'infezione alle vie urinarie. Venghino siori e siore, non ci facciamo mancare niente!).
Al momento passo giorni in cui mi sento bella carica, pronta ad affrontare un nuovo giorno del terribile reflusso di mio figlio, e altri in cui faccio fatica persino a mettere un piede dietro l'altro e mi chiedo come sia possibile che nel 2010 non esistano ancora cure efficaci per un fastidio del genere! Sono come uno yo-yo, un po' su e un po' giù. Ma va bene così.
Essere mamma di Pagnottella mi sta permettendo di crescere, di cercare di superare tutti quei miei limiti che ho sempre considerato invalicabili. E i suoi sorrisi sono una conquista per me e Papozzo, perché  arrivano sempre sporadici e quando meno uno se li aspetta. Non sono più solo nel sonno, ma arrivano anche nei momenti del cambio pannolino (vattelapesca perché! Forse è il momento in cui si rilassa di più??). Sono sorrisi che riempiono il cuore, che cerco di custodire e che rimando più e più volte nella memoria per attingervi la forza che mi serve per dare poi forza a lui!
Perché è inevitabile che la mia ansia in qualche modo gli arrivi e quindi devo impegnarmi per bene!

Come ho detto all'inizio, mi sono beccata questa fantastica infezione o cistite o quel che è. Diciamo che me la sono vista "brutta", anche perché, onestamente, non è tanto bello cominciare a sentire che là sotto qualcosa non funziona. Dopo aver scandagliato le possibilità che c'erano delle mie perdite, e essermi più volte ripetuta che non poteva essere l'utero, visto che avevo fatto la visita dei 40 giorni dal parto soltanto due settimane prima, alla fine, vinta dall'angoscia, mi sono decisa a tornare al Pronto Soccorso e il verdetto è stato di..incontinenza dovuta appunto a questa infezione.
Come dicevo, non ci facciamo mancare niente. Questa poi mi è nuova..In passato avevo avuto la cistite, ma onestamente così non mi era mai capitata!! Direi che è stato piuttosto imbarazzante, ma dopo due giorni di antibiotico, la situazione si è risolta, per fortuna. Insomma, a quanto pare non sto ancora invecchiando né ho distrutto il mio pavimento pelvico (credo).

Tornare nei corridoi dell'ospedale dove sono stata 4 giorni, mi ha riportato subito una valanga di sensazioni e sentimenti tra loro contrastanti. Da una parte c'era il rifiuto per quel luogo e tutta la rabbia per come sono stata trattata (tra l'altro, ho potuto notare che non è stata una cosa rivolta esclusivamente verso di me, dato che, quello stesso giorno, ho visto le carinerie delle infermiere nei confronti delle puerpere), dall'altro un incredibile sentimento di gioia. Gioia per quei primi contatti con il mio pulcino, anche se purtroppo non sono stati di gioia pura come avrei voluto. E mi pento per come ho preso l'intera faccenda, ma credo che fossi davvero stanca dal travaglio prolungato e in qualche modo scioccata per l'intera faccenda, così che non ho potuto reagire in altra maniera.
Non riesco ancora a capire esattamente cosa ho patito di più. Mi sono sentita estremamente sola, alla mercè di persone che non avevano il minimo tatto, sballottata e violata nel mio corpo (una fra le tante scene che non scorderò, è quella in cui, mentre venivo lavata da due infermiere idiote - lavata perché avevo su il catetere e non potevo ancora muovermi -, chiedendo di essere ripulita perché mi stava uscendo sangue, senza la minima gentilezza mi è stata pigiata senza pietà la pancia, là dove avevo la ferita fresca fresca del cesareo. Ora, io posso capire che forse era importante per far uscire il sangue - a parte che col cesareo comunque tutto il materiale del parto viene rimosso immediatamente! - ma c'era bisogno di essere così duri? Specialmente in un momento per me intimo. Ricordo di aver pensato agli anziani nelle case di cura o negli ospedali...dio santo, è così che vengono trattati??? E' così che viene manipolato il loro corpo? Come non avessero minimamente un'identità? Perché è così che mi sono sentita io. Una cosa nelle loro mani).
Senza contare il minimo sostegno psicologico. Ok, non è che volessi attenzioni particolari, semplicemente mi sarebbe bastato che non mi facessero sentire un'idiota perché il giorno dopo all'intervento non riuscivo a camminare bene. Avrei voluto non vedere gli sguardi di derisione e di impazienza, quando, scesa da un letto vecchio e alto (mentre la mia compagna di stanza, che aveva tra l'altro partorito in sole 4 ore ed era fresca come una rosa, aveva un bel letto super tecnologico), mi ero fermata un attimo per riprendere fiato.
E ancora, avrei voluto avere più forza per mandarle a quel paese quando, chiamandole la notte per avere l'antidolorifico, me le vedevo arrivare, sentirmi rispondere male e poi..se ne andavano senza portarmi niente, lasciandomi nell'incertezza se richiamarle o meno (e facendomi anche mille paranoie pensando di disturbarle. Che cretina!). Purtroppo la forza e la rabbia per quella situazione, mi sono arrivate ormai troppo tardi, al penultimo giorno e non ho trovato tutta quella gran soddisfazione quando mi sono rivoltata contro due infermiere che pensavano ancora di poter fare il bello e il brutto della situazione, soltanto per lo stato in cui mi trovavo (sporca, stanca, stravolta).
Perché il parto è un po' come una rinascita per la donna.
E nella mia rinascita, ho capito ancora di più quanto può essere cattiva la gente.

giovedì 2 dicembre 2010

Pianti e strepiti...

E' in momenti come questi che mi rendo conto di non avere forza d'animo, neanche per il mio bambino. Anzi, la sofferenza di chi mi è caro è per me qualcosa di troppo forte, che non riesco a gestire. Vedere poi mio figlio piangere disperato, senza però poter alleviargli in qualche modo quella sofferenza, è per me qualcosa di deleterio, che mi sta sfiancando fisicamente e psicologicamente.
Mio marito e le persone che mi stanno accanto mi esortano a non mollare, a non farmi vedere così abbattuta, a cercare di essere positiva (perché alla fine non è che Pagnottella abbia chissà che cosa!), ma in questo momento mi sento così stanca che non posso fare a meno di piangere e appoggiare la testa a un cuscino, nella speranza di svegliarmi e scoprire, come per magia, che tutto è passato e Pagnottella è sorridente e felice come tutti gli altri bambini.
Oggi abbiamo contattato una gastroenterologa che è stata gentilissima: ci ha dato indicazioni posturali per Pagnottella (fargli fare il ruttino diritto a metà pasto e poi tenerlo ancora diritto a fine pasto per almeno mezzora; farlo dormire in un piano inclinato, mai metterlo nella sdraietta dove si affossa e schiaccia lo stomaco - perfetto..ciao ciao sdraietta! Meno male che ne avevamo comprato una normale, non di quelle con luci e suoni..vabbè), ci ha cambiato latte in polvere (dicendoci che è probabile che abbia anche un'intolleranza al lattosio, dato che i bambini con reflusso ce l'hanno), ci ha dato nuove indicazioni per lo sciroppo (va dato 15 minuti prima della poppata e non dopo! Grazie pediatra della mutua che ci hai fatto svegliare ogni volta il nostro povero Pagnottella per somministrarglielo a un'ora dalla poppata!!!) e mi ha detto di ricontattarla tra una settimana per farle sapere come va.
Vorrei tanto sperare in un miracolo, ma forse, anche per aver letto di tante altre mamme e bambini nella nostra stessa situazione, e che sono andati avanti mesi e addirittura anni, mi sento proprio a terra.