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lunedì 8 novembre 2010

Allattamento e mamma a metà

Non mi piace scrivere sempre cose che mi lasciano l'amaro in bocca, ma ultimamente mi sembra di avere più pensieri negativi che altro. E non va bene. Assolutamente. Penso che dovrei fregarmene, ma la verità è che non ci riesco.
Ho provato a fare l'allattamento a richiesta. Ma evidentemente non fa per me, o per noi, non so. Fino a ieri ero convintissima che ce l'avrei fatta, che se anche tutti mi dicevano che era impossibile che Pagnottella stesse attaccato un'ora e mezza per poi riattaccarsi dopo soltanto un'ora, io sapevo che andava bene così. Che avrei stimolato ancor più la produzione di latte e quindi, l'aggiunta, sarebbe stata soltanto un ricordo. Invece la verità è che in una settimana non c'è stata una grande crescita e il nervosismo di Pagnottella era sempre più tangibile, arrivando a non dormire per giornate intere, se non brevi pisolini in braccio a me oppure nel suo lettino, ma tutti della durata massima di mezzora, dai quali si risvegliava sempre più frustrato.
E ieri sera...alla fine, notando come si attaccava e staccava dal seno arrabbiato, mi sono accorta che spremendolo..non usciva proprio NIENTE. E che pesandolo l'amara verità era che pur avendo tentato di ciucciare da mezzora..non aveva preso neanche un grammo.
E tra l'affamare mio figlio per la mia caparbietà o dargli l'aggiunta e farlo finalmente tranquillizzare, ho scelto quest'ultima, richiamando il pediatra per farmi dire quanti gr. di latte artificiale devo dargli.
Mi sento a pezzi, perché mi sembra di non essere riuscita in nulla. Né a partorirlo naturalmente, né ad allattarlo al seno.
Ma tant'è...
E pensare che un mese fa mi dicevo che non mi sarei mai sentita a terra se anche avessi dovuto fare un cesareo o allattare artificialmente.
E adesso invece perché mi sento così?