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mercoledì 10 novembre 2010

Up and down

Dopo il momento di sconforto, è tornato il sereno, poi di nuovo lo sconforto e così via. Penso che mi ci dovrò abituare a questi stati d'animo altalenanti, magari sono anche normali.
Ho deciso di non crocefiggermi più se arrivo a dare l'aggiunta a mio figlio; ho notato che in questo modo sono più tranquilla io e, nei limiti, anche lui. E tranquillizzandomi, sono arrivata a scoprire che ci sono alcune poppate in cui lo sazio io tranquillamente, senza dovergli dare aggiunte, e altre in cui invece purtroppo devo ricorrerci, ma per fortuna il livello del mio latte è sempre maggiore rispetto all'aggiunta.
Ho scoperto che essere così nervosa non mi aiuta, anche se purtroppo a volte non riesco a farci niente, lo sono e basta. Specie dopo notti insonni come quella di ieri, in cui Pagnottella ha dato il meglio di sé come "aquila urlante"! Anche mio marito, che di solito è tranquillissimo e sa gestire meglio certe situazioni, è andato in tilt e vedere anche lui snervato, mi ha fatta crollare uno scalino in più.
Ma stamattina per fortuna, dopo altri pianti e strepiti (al punto che sono arrivata a credere che Pagnottella non stia affatto bene qui fuori nel mondo, dato che se non poppa e non dorme, piange), abbiamo sentito un'ostetrica che conosce la sua famiglia, la quale mi ha davvero rassicurata. Mi ha spiegato che probabilmente Pagnottella fa molta fatica a scaricarsi e quindi soffre di "coliche" o movimenti intestinali, anche mattutini! Che se però poi durante il resto del giorno, nei suoi sonnellini, riesce a dormire, non c'è nulla che non vada, altrimenti non dormirebbe proprio.
Questo mi ha permesso di tranquillizzarmi e cominciare a ragionare in maniera differente, anche s non so per quanto durerà.
Inoltre ad un certo punto, parlando della mia produzione altalenante di latte (ok, ora mi sento davvero una specie di centrale in avviamento...), mi ha detto che le sembrava strano che io riuscissi a saziarlo qualche volta e altre volte no. Poi mi ha chiesto: "Ma bevi? E tanto?". E io: "Veramente mi contengo".
Al che mi ha spiegato che invece devo bere e molto, perché anche in questo modo posso reidratarmi e aumentare i liquidi, compreso il latte. Sono rimasta a bocca aperta, e le ho spiegato che una dottoressa in ospedale, quando ho avuto la montata, mi aveva detto di ridurre drasticamente i liquidi, proprio per evitare che il latte non arrivasse o si diluisse troppo. Così, l'ostetrica mi ha detto che questa cosa va fatta solo quando arriva la montata, mentre dopo si deve bere.
Ecco, se magari la dott.ssa me l'avesse specificato, non dico che ora avrei litri di latte (non so se sarà così..), ma per lo meno non sarei morta di sete come è spesso capitato!!!!!!!!!!!

Così, tra alti e bassi, andiamo avanti. E mi godo i momenti più belli che ho con Pagnottella: quando dormiamo insieme (alla faccia di non farlo dormire nel lettone. Io e lui dormiamo beatamente, guardandoci ogni tanto negli occhi e arrivando ad avere lo stesso ritmo del respiro) e quando lo sento caldo e morbido contro il mio corpo.
Ma ancora non realizzo. Non so, non riesco ancora a credere di averlo fatto io, che lui era nella mia pancia e a volte devo dirmelo a voce alta, sussurrandolo a lui stesso mentre poppa.
"Ehi piccolino, eri dentro di me..".

martedì 2 novembre 2010

Le prime difficoltà

Non pensavo che sarebbe stato così difficile. Non parlo soltanto della vita a tre, incentrata ora unicamente sui ritmi di Pagnottella, ma mi riferisco anche all'allattamento e al dormire.
I ritmi di Pagnottella infatti sono assolutamente fuori da qualsiasi schema. E' capace di poppare per un'ora e mezza, alternando pisolini a ciucciate (ecco perché non finiamo mai!), per poi restare sveglio, arrabbiandosi di tanto in tanto, mentre è nel suo lettino, anche per intere ore! Col pensiero, per noi neo-genitori, che il fatto che non riesca a dormire possa essere il sintomo di qualcosa che non va. Anche perché poppando per un'ora e mezza (comprensiva di vari ruttini e posizione verticale anti-reflusso, che funziona-e-non-funziona), gli restano solo massimo 30-40 min di sonno (ai quali vanno tolti altri minuti se poi fa la cacca e va cambiato) prima che abbia di nuovo fame!
La notte sono completamente esaurita. Il giorno va meglio perché trovo qualcosa con cui distrarmi oppure, nei pochi minuti in cui lui dorme, dormo anch'io.
L'allattamento poi mi dà continui pensieri. Innanzitutto per il tempo di poppata che a detta del pediatra dovrebbe essere di 20 massimo 30 minuti. Cosa??? Pagnottella in quel tempo si inumidisce appena le labbra!!
Poi perché so che dovrebbe prendere sui 90 gr a poppata e non so però mai se il mio latte basta o meno (avendo cominciato anche con la giunta, è un eterno dilemma. Io ora gliel'ho tolta del tutto, avendo deciso di proseguire solo con l'allattamento al seno e avendo constatato anche che con quella era aumentato troppo di peso! Segno, a detta del pediatra, che il latte preso da me c'era.
Ok..ma quanto ce n'è??).
Dovrei farmi meno domande, seguire di più l'istinto..ma a volte è così difficile e quando si passano notti quasi completamente insonni, si perde un po' il punto centrale di tutto.
Ma in fondo siamo ad appena 18 giorni del nostro piccolino..abbiamo ancora tanto da imparare. E dobbiamo ancora conoscerci a fondo.