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venerdì 17 settembre 2010

Pensieri confusi

Giorni fa io e mio marito siamo stati a cena a casa di una collega; c'erano ovviamente anche le altre coi rispettivi mariti/compagni. E' stato bello rivederle, sentire ancora news dal lavoro (sempre peggio, ma va bene anche così, in fondo è quello che ho sempre sperimentato. Quando stai ballando dentro di te piangi e ti snervi, poi con le altre si trova sempre il modo di riderne, per sopravvivere), chiacchierare allegramente con loro e senza la testa al pensiero della gravidanza ecc. Poi però, in un attimo, il mio pagnottella mi ha scalciottato, forse infastidito da quanto mi piegavo dal ridere (in effetti a un certo punto ho sentito il suo sedere piantato nello sterno e non respiravo più!) e di colpo mi sono ritrovata a pensare che tra poco avrò il mio bambino. Ecco, in quel momento mi sono sentita come estraniata e non è stato bello. Non so perché. Ho avuto, per un attimo, la sensazione di essere lontana mille miglia dalle mie colleghe-amiche. E questo dopo, riflettendoci, mi ha lasciata perplessa e mi sono chiesta come fosse potuto accadere.
Poi la sensazione è svanita, per tornare, molto tangibile, ieri al corso pre parto, mentre me ne stavo in circolo, ad ascoltare informazioni sull'allattamento, insieme ad altre ragazze tutte appanzate come me. Uscendo, e passando vicino a una scuola, ho visto dei bambini affacciarsi alla finestra, guardarci, indicarci e ridere. Ho immaginato che si dicessero: Oh, guarda tutte queste pancione...! E, insomma, tanto lontana non devo essere andata, visto che dopo pochissimo si è affacciato addirittura un professore!!  E per un attimo, sorridendo imbarazzata, mi sono chiesta se d'ora in poi, più avanti, non sarò più vista come persona ma come mamma e basta.
Non so perché mi vengano certi pensieri...
Stamattina prestissimo poi, ho avuto un crampo simile a quelli pre-mestruali e mi sono spaventata. Poi ho cercato di calmarmi ma mi sono detta: No, ancora non sono pronta..né fisicamente né psicologicamente..
Ma poi ho capito che forse, più che altro, non ero pronta perché sono ancora qui che mi chiedo se il peso del mio bimbo, che è risultato leggermente inferiore ai valori della media, sia adeguato se dovesse nascere in questo momento e se non avrebbe invece problemi.
E intanto ieri sera una piccola delusione: già tempo fa avevo saputo, da mio padre, che non sarebbe potuto venire a trovare suo nipote appena nato. Ma avevo scacciato il senso di tristezza e mi ero detta che alla fine era anche comprensibile, dovendo venire da tanto lontano. E che ci sarebbe stato tempo.
Compensavo questa sensazione di tristezza, con la gioia di vedere come tutti gli altri, futuri zii, nonne e nonno, amici ecc. siano tanto impazienti di conoscere pagnottella. L'affetto che gli gravita intorno è per me fonte di un'emozione nuova, particolare, perché non è propriamente rivolta a me, ma a un altro essere che mi cresce in pancia ed è qualcosa di davvero particolare e strano.
Poi, invece, ieri sera mia mamma mi ha detto di aver appena scoperto che mio fratello minore se ne andrà a trovare nostro padre proprio nel periodo in cui ho il termine. E ci sono rimasta male. So che non vuol dire nulla, so che prima o poi tanto verrà a trovarlo, lo so benissimo.
Eppure ci sono rimasta molto male e ancora non ho capito molto bene la sua scelta.
E d'altronde non posso far altro che accettarla.

venerdì 18 giugno 2010

Attimi di tenerezza

E poi dicono che i gatti sono menefreghisti e amano la solitudine. Ieri sera ero particolarmente giù e inevitabilmente ho pure agitato il piccolo. E' corso in nostro soccorso il gatto di casa, Botolo, ed eccoci qui.