In questi giorni ho pensato sempre più spesso che mi piacerebbe tanto trasferirmi in un posto vicino al mare. In un caso del genere, il trasferimento in sé non mi farebbe paura. Quando mi sono trasferita al Nord, lasciando la mia casa, gli amici di una vita e tutte le mie sicurezze, non ci ho pensato su tanto. Sapevo che andava fatto e oltretutto c'era un lavoro ad attendermi. Senza contare mio marito (anche se allora non eravamo sposati).
Ho capito col tempo il peso di quel trasferimento. L'aver "rinunciato" ad amici di una vita. Certo, i più cari li sento ancora, ma è la quotidianeità con loro che mi manca.
Qui adesso mi sono ricostruita delle amicizie, ho cominciato ad avere ricordi che sembrano già datati, benché io viva qui soltanto da 5 anni. E benché ne sia felice, questo posto a volte mi opprime. Anche se spesso e volentieri mio marito, quando gliene parlo, mi prende in giro, perché ritiene che io sia troppo fissata, beh, io sento terribilmente la mancanza del cielo di casa mia. E anche se mi sono affezionata al passare delle stagioni anche qui, sento che mi manca qualcosa, che i miei ricordi a volte sono più forti del presente.
Il grigiore che permane qua da Novembre a Marzo è davvero eccessivo, senza contare le temperature più fredde. Il mio umore, col passare degli anni, è notevolmente peggiorato, a volte mi sento io stessa rabbuiata.
Magari non c'entra niente, magari col tempo dovevo diventare più arida, chi lo sa, eppure non è un caso che nelle giornate di sole io mi senta più attiva, più serena, più propositiva anche verso me stessa.
E' vero che casa è dove te la costruisci, ma tante volte non è esattamente così semplice.
Così ecco l'idea, la voglia di trasferirmi. E siccome tornare indietro sembra non essere prettamente possibile, allora mi piacerebbe, stavolta, scegliere una località di mare (che adoro).
Ma temo che questo desiderio sia più mio che di mio marito, per questo non mi faccio false speranze. Ma continuo a sognare. In fondo è lecito no?