Incredibilmente, il Natale è andato meglio di quanto pensassi, a volte sono un po' catastrofica, lo ammetto. O forse lo sono diventata col tempo.
Anche se avrei preferito una maggior tranquillità, non posso proprio lamentarmi, ed è stato bello anche scartare i regali insieme. A casa mia non lo abbiamo mai fatto, forse perché comunque mio padre e mia madre non si sono mai fatti niente e quindi i regali, più che altro, erano per noi bambini. Una volta cresciuti poi, avevamo i soldi ed eventualmente qualche regalo di amici.
Quindi scartare i regali tutti insieme, intorno alla tavola ecc., mi sa molto di americanata, però ho scoperto che mi piace, anche se i primi tempi mi faceva strano. Ed è così che voglio che il Natale lo viva anche Pagnottella. Insieme, vicini, a scambiarci sorrisi e regali. Purché sinceri, ovviamente.
Ricevere regali per lui mi ha emozionata più che riceverne di miei. E' stato bellissimo scartare pacchetti contenenti vestitini, giocattoli, peluche e scoprire che, anche i regali per me, in qualche modo erano collegati a lui.
Ricordo che tempo fa, quando una mia amica che era diventata da poco mamma stava per compiere gli anni, avevo proposto ad alcune altre amiche di farle un regalo che fosse in qualche modo collegato anche ai suoi bimbi, ma tutte mi avevano guardato male, sostenendo che non era giusto che si pensasse sempre ai bimbi, dato che era il suo compleanno. Allora avevo pensato di esser stata in effetti poco sensibile alla sua persona come individuo, però ora torno sui miei passi. Io non mi sento meno me stessa, meno individuo, soltanto perché magari ho ricevuto anche regali che posso utilizzare per il mio Pagnottella, anzi, in qualche modo mi hanno resa anche più felice. Il fatto che anche nel giorno del mio compleanno si pensi a lui, non può che rendermi felice.
E così, il giorno di S.Stefano ho fatto un sacco di lavatrici con tutti i vestitini nuovi per Pagnottella. Oggi stesso ho ricevuto in regalo da una signora con cui lavoravo, un bellissimo peluche della Trudy (è un coniglietto che sembra vestito da giullare e che è un carillon - gli si tira la coda) e una pianta ("Guardi, è una pianta che non necessita di tante cure, gliel'ho fatta apposta". Credo che ormai anche i muri sappiano del mio pollice nero!).