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venerdì 5 novembre 2010

Blindare la porta di casa...

Dovevano essere i momenti migliori. Quelli in cui finalmente potevamo essere solo noi tre, la nostra nuova famiglia. E invece..
E invece succede che non si può stare calmi, non quando accadono queste cose.

Scena 1.

Siamo a casa di mia suocera. Dovevamo passare a prendere della roba e poi scappare. Ci ritroviamo attorniati dalla famiglia al completo, comprensiva di cognato e fidanzata e due vicini di casa (molto amici). Suocera e cognato si contendono il piccolino, che tra l'altro dorme. Suocera: "Ma saranno le goccine per le coliche a farlo dormire così?". Ma anche no, visto che ha passato buona parte del pomeriggio precedente e della notte in bianco!
Ora: io posso capire la voglia di vederlo sveglio. Ma santo cielo, è un neonato! Ha soltanto 21 giorni, cosa pretendono che faccia, il triplo salto mortale carpiato?! Dorme, poppa, scagazza e frigna. Non fa altro! Quindi perché sperano ancora che sia sveglio quando ci sono loro è un mistero che nessuno può svelare!

Scena 2.

Suocera e cognato si informano su quanti gr. ha preso questa settimana. Il responso è 130 che sarebbe nella norma, per loro no! Mia suocera: "Non puoi tirarti il latte col tiralatte". Ma anche no, visto che è la prima volta che non poppa di continuo! Inutile ripeterglielo per 3 volte, è andata avanti con questa storia fino a farmi venire i nervi a fior di pelle!

Scena 3.

Il cognato ha il monopolio dell'ovetto in cui Pagnottella dorme. "Ma perché stasera non ceniamo tutti insieme?". Ma anche no, visto che la sera è il momento peggiore per Pagnottella, devo allattarlo un sacco e calmarlo per il nervosismo serale, tra coliche e quant'altro. Inutile fargli capire che è un neonato e ha bisogno di tranquillità e non è un giocattolino da spupazzare quando è sveglio. Ai nostri tentativi di fargli capire che non c'è storia, risponde: "Ma andatevi a fare un giro di shopping che lo tengo io". Certo, e quando si sveglia gli dai pure la tetta?

Scena 4.

Sentendo le nostre resistenze a cene, pranzi e merende (???!), la suocera con voce da vittima dice: "Ma devi capire che è il primo bambino in questa famiglia dopo tanti anni!". Cioè, e quindi??? Questa cosa mi ha saputo tanto di scena di film horror, non so perché....

Scena 5.

Suocera e cognato "litigano" per contendersi la vicinanza a Pagnottella. La suocera con tono vittimistico: "Guarda che ancora non l'ho preso in braccio neanche io". Qui avevo letteralmente il fumo che mi usciva dalle orecchie visto che, per farla stare calma quando è venuta ripetutamente a casa nostra, gliel'ho sempre fatto prendere in braccio. No problem: a breve non lo toccherà più, così si lamenterà per un motivo reale!

Scena 6.

Suocera dice a cognato di venire a casa nostra un giorno a mangiare, così può vedere il bimbo per più tempo. Ma anche no signora, sa, è casa mia! Forse posso decidere io chi viene e quando?
Al che, per tagliare la testa al toro dico: "Vabbè, venite domani, tanto c'è già vostra zia no?" (che la suddetta suocera ha invitato, benché le avessi spiegato di aspettare a vedere come stava Pagnottella e che tipo di notte avrebbe passato). Mio marito, mi informa che verrano altre 6 persone. Dico 6!!!
Quando è accaduto che queste persone sono state invitate a casa nostra??? A mia insaputa???
Ovviamente mia suocera ha pensato bene che sabato si potesse fare un festino a casa nostra!
"Fa niente" esclama lei "Cognato e fidanzata vengono domenica".
Eccerto, dai, continua pure a invitare persone a casa mia, fai fai, tanto che vuoi che sia?!

Ora qualcuno mi spieghi come si fa a stare calmi con una persona del genere.
Alla quale, fin da prima del parto, avevi detto chiaro e tondo che non volevi nessuno a casa tua quando tuo marito avesse preso le ferie per stare insieme.
Che eri stata ben chiara il giorno prima rispetto al fatto se la zia dovesse venire o meno.
E poi...
..domani avrò ben 7 persone a casa mia, escluso cognato e fidanzata!

E ho pure un marito che non capisce!

Ecco forse rendo l'idea del perché a me non sta venendo il baby blues..ma la depressione più totale. E medito sempre più di fare le valigie e andare via da mia mamma per un bel po' di tempo.
Fino a che non capiranno che non siamo bambole da sballottare qua e là. Che io non sono stata il contenitore per sfornare il loro erede.
Che siamo due persone, due individue a se stanti.
Che mio figlio non  è una bambola da spupazzare.
E che domani col cavolo che io starò con le tette al vento ad allattare mio figlio mentre 7 persone + 2 saranno intorno a noi a guardarci.
Vadano tutti al diavolo!