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venerdì 21 gennaio 2011

E il sole mi è caro

Oggi è una giornata splendida. L'impermeabile lo metto solo per i rigurgiti a getto di Pagnottella. Ho fatto colazione con calma, osservando il mio bambino che, nella carrozzina, parlava alle sue manine. Se le studiava e borbottava qualcosa. Secondo me una frase del tipo: "Ehi salve, non so voi, ma io avrei proprio bisogno di essere preso in braccio e cullato un pochino per addormentarmi, che dite, mi chiamate la mia mamma?". E se per caso vedeva che lo stavo guardando, mi faceva uno di quei lamentini-lagnosini che mi fanno troppo ridere.
Poi, quando l'ho addormentato, cullandolo e rimirandolo, sono uscita in terrazza, a rimirare le montagne, verso il lago. Era così chiaro in quella parte del cielo, che ho immaginato il riverbero del sole sul lago, una tavola di tranquillità e splendore.
Saranno questi attimi fugaci di sole, ma in questi giorni penso sempre più spesso alla bella stagione, al tepore dei raggi sulla pelle, la brezza che rinfresca.
In realtà, sempre più spesso mi tornano in mente le estati della mia infanzia. Non erano così calde, o probabilmente non le sentivo tali, da bambina. Ero sempre fuori a giocare, ai giardinetti con papà, o in terrazza mentre mamma cucinava e cantava. Come mi piaceva.
Sembra un tempo tanto lontano.
Mi piacerebbe che un domani Pagnottella potesse assaporare momenti di serenità di tal genere, che gli rimangano impressi nella memoria come un dolce ricordo.
Ps: Nell'attimo in cui scrivevo, il sole ha incominciato a impallidire..Che ci si deve fare? Godiamoci quei pochi attimi che per ora ci concede!