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mercoledì 31 agosto 2011

Meschinità

Non è che non mi sia mai capitato, ma..ogni volta mi ritrovo in questa parte da ingenua. Credo fortemente nel significato che le persone danno alle parole. Forse troppo ed è questo il mio errore. Le parole ingannano. Le parole ammaliano. Ma poi resta ben poco dietro di esse se non c'è un animo sincero. Non sono una santa, tante volte anche io mento, oppure cerco di rendere delle situazioni a mio favore. Anch'io sono gelosa, a volte invidiosa (anche se non di invidia cattiva, ecco). Ma poi penso sempre che in fondo in fondo, anche se le persone hanno mille difetti, la cattiveria sia prerogativa di pochi. Ma invece no. E mi ritrovo sempre più a confrontarmi con persone che si spalleggiano attraverso gruppi, la storia più vecchia del mondo. Da solo non fai niente, ma se hai qualcuno che ti segue e attraverso cui ti senti forte, rispecchiandoti nei suoi occhi, allora puoi finalmente prenderti la rivincita dei tuoi fallimenti su altri. E poco importa se questi altri ti hanno fatto realmente qualcosa. L'importante è schiacciarli perché tu possa prevalere. Per sentirti forte. Per sentire che tu sei onesto, che tu sei una persona che sa farsi valere.
Ma questa non è onestà, non è farsi valere.
E' la cosa più meschina che mi sia mai capitata.

giovedì 28 aprile 2011

Il rifiuto del latte

Sono esasperata. Tempo fa avevo provato a comprare a Pagnottella la famosa tazza magica per proporgli il latte e capire se era il biberon che non gli piaceva, ma ho dovuto capitolare anche con quella. Pagnottella non vuole assolutamente prendere il latte liscio. Da ieri sera ci abbiamo riprovato e di nuovo lo stesso risultato: serra le labbra, scuote la testa, piange disperato se continuo a proporgli questo latte benedetto.
Al contrario, se glielo mischio con le farine, addensandoglielo (non a livello di una crema, ma quasi), se lo pappa senza problemi.
Onestamente il pediatra mi ha detto di darglielo così, se così lo prende e quindi perché farmi problemi??? Perché alla fine, sto sempre lì ad ascoltare i consigli non richiesti di altre mamme, che mi dicono che mio figlio ha preso il vizio di non bere il latte perché io gliel'ho proposto col cucchiaio. Ed ora è da 10 minuti che strilla come un pazzo perché quel latte benedetto non lo vuole. E io, cretina, invece di addensarglielo come al solito, mi sono impuntata che il latte va bevuto e non mangiato!
E sto qui ancora adesso a chiedermi se sia giusto che io mi impunti in questo modo, piuttosto che seguire l'inclinazione di mio figlio. A me non sembra, onestamente, un capriccio. O almeno credo. Mi dico che se lo fosse, a quest'ora, per la fame, avrebbe bevuto. Invece no.
Il problema è che il latte prima di andare a nanna, ci costringe a fare le ore piccole dato al cucchiaino, mentre invece vorrei che se lo bevesse e fosse pronto per dormire a un orario umano. Ma facendo la pappa serale alle 7, non posso certo proporglielo prima delle 22...
Insomma, sono stanca, stufa, arrabbiata, irritata. Con lui, con me, con tutti quelli che continuano a dispensarmi consigli che io cerco di seguire e poi non so neanche quanto realmente siano giusti.

mercoledì 16 febbraio 2011

L'altra faccia della medaglia

Le delusioni mi bloccano, e invece dovrei imparare a reagire. Creano in me un vortice di pensieri che dopo sono inarrestabili. Cerco il più possibile di separare la mia vita privata dal lavoro, ma certe volte, come in questo caso, è impossibile. E una notizia del genere può stancarmi più di quanto non abbia fatto Pagnottella svegliandosi notte dopo notte. Perché se il mio cervello rimugina, è la fine.
Una delle mie due colleghe mi ha chiamata per informarmi che a lei e all'altra è stato dato lo scatto di livello, a me no.
Ora, se fosse stato un bonus per il lavoro fatto, avrei pure potuto capirlo. Ma lo scatto di livello no. Perché che io sappia per legge spetta a tutti, dopo tot anni di dipendenza lavorativa.
Siccome la mia collega ha subito in passato situazioni poco chiare (in cui, tra l'altro, l'altra collega ha avuto anche del suo nel meccanismo), si è voluta informare per me e per tutta risposta le hanno detto che quest'anno avrebbero potuto far passare di livello solo due persone e avevano scelto loro due.
A me onestamente pare strano che lo scatto di livello possa esser dato solo ad alcune persone e poi, guarda caso, solo a due.
Quello che mi delude profondamente, è che alla fine è sempre la solita vecchia storia trita e ritrita. Vai in maternità e in qualche maniera te la devono far scontare. Che sia che tu perdi il tuo vecchio ruolo o torni declassata o scopri che le tue colleghe sono state premiate e tu no, beh, la solfa è comunque sempre quella.
Puoi esserti fatta un mazzo tanto negli anni precedenti, aver dimostrato di essere in gamba, di poter gestire onorevolmente il tuo ruolo anche in assenza di colleghe e ricoprire anche i posti vacanti, ma di fatto..quando arrivi a quel momento, la maternità, si azzera tutto.
Benvenuta nel mondo reale Moona, tu che ti sentivi tanto al sicuro da simili affronti.
E comunque andrò al fondo della faccenda, almeno che mi spieghino il perché.

giovedì 3 febbraio 2011

Questione di rispetto

No, è più forte di me, e sta cosa mi resta in testa, per favore, spiegatemi: ma perché caxxo quando vengono a casa nostra a trovare Pagnottella devono per forza prenderlo tutti in braccio e fare 'sta catena di passaggi che solo a guardare mio figlio trasportato di braccia in braccia così mi parte l'embolo?!

sabato 20 novembre 2010

Quando ce la manderei volentieri...

Ora qualcuno mi spieghi perché devo sopportarla. Perché devo stare a sentire le sue baggianate, quando sono giù ed estremamente preoccupata per il mio bimbo che piange da un'ora per questo cacchio di reflusso, e lei mi telefona per dirmi che è una settimana che non vede il nipote (certo, da martedì è una settimana, come no!) e che non è una cosa assolutamente concepibile e che sa che a me non interessa, ma a lei sì.
Ecco, è quello il punto. A me non interessa. Che se lo tenga per sé e non rompa le scatole! Mia madre non vede il nipote da due settimane e allora? Che farebbe lei al suo posto? Si ammazzerebbe??

Le ho detto che è un'esagerata, poi mi sono frenata.
Ho i nervi a fior di pelle e non si rende neanche conto di quanto io sia vicina dal mandarla a quel paese e da impedirle seriamente di vedere il nipote!

venerdì 5 novembre 2010

Blindare la porta di casa...

Dovevano essere i momenti migliori. Quelli in cui finalmente potevamo essere solo noi tre, la nostra nuova famiglia. E invece..
E invece succede che non si può stare calmi, non quando accadono queste cose.

Scena 1.

Siamo a casa di mia suocera. Dovevamo passare a prendere della roba e poi scappare. Ci ritroviamo attorniati dalla famiglia al completo, comprensiva di cognato e fidanzata e due vicini di casa (molto amici). Suocera e cognato si contendono il piccolino, che tra l'altro dorme. Suocera: "Ma saranno le goccine per le coliche a farlo dormire così?". Ma anche no, visto che ha passato buona parte del pomeriggio precedente e della notte in bianco!
Ora: io posso capire la voglia di vederlo sveglio. Ma santo cielo, è un neonato! Ha soltanto 21 giorni, cosa pretendono che faccia, il triplo salto mortale carpiato?! Dorme, poppa, scagazza e frigna. Non fa altro! Quindi perché sperano ancora che sia sveglio quando ci sono loro è un mistero che nessuno può svelare!

Scena 2.

Suocera e cognato si informano su quanti gr. ha preso questa settimana. Il responso è 130 che sarebbe nella norma, per loro no! Mia suocera: "Non puoi tirarti il latte col tiralatte". Ma anche no, visto che è la prima volta che non poppa di continuo! Inutile ripeterglielo per 3 volte, è andata avanti con questa storia fino a farmi venire i nervi a fior di pelle!

Scena 3.

Il cognato ha il monopolio dell'ovetto in cui Pagnottella dorme. "Ma perché stasera non ceniamo tutti insieme?". Ma anche no, visto che la sera è il momento peggiore per Pagnottella, devo allattarlo un sacco e calmarlo per il nervosismo serale, tra coliche e quant'altro. Inutile fargli capire che è un neonato e ha bisogno di tranquillità e non è un giocattolino da spupazzare quando è sveglio. Ai nostri tentativi di fargli capire che non c'è storia, risponde: "Ma andatevi a fare un giro di shopping che lo tengo io". Certo, e quando si sveglia gli dai pure la tetta?

Scena 4.

Sentendo le nostre resistenze a cene, pranzi e merende (???!), la suocera con voce da vittima dice: "Ma devi capire che è il primo bambino in questa famiglia dopo tanti anni!". Cioè, e quindi??? Questa cosa mi ha saputo tanto di scena di film horror, non so perché....

Scena 5.

Suocera e cognato "litigano" per contendersi la vicinanza a Pagnottella. La suocera con tono vittimistico: "Guarda che ancora non l'ho preso in braccio neanche io". Qui avevo letteralmente il fumo che mi usciva dalle orecchie visto che, per farla stare calma quando è venuta ripetutamente a casa nostra, gliel'ho sempre fatto prendere in braccio. No problem: a breve non lo toccherà più, così si lamenterà per un motivo reale!

Scena 6.

Suocera dice a cognato di venire a casa nostra un giorno a mangiare, così può vedere il bimbo per più tempo. Ma anche no signora, sa, è casa mia! Forse posso decidere io chi viene e quando?
Al che, per tagliare la testa al toro dico: "Vabbè, venite domani, tanto c'è già vostra zia no?" (che la suddetta suocera ha invitato, benché le avessi spiegato di aspettare a vedere come stava Pagnottella e che tipo di notte avrebbe passato). Mio marito, mi informa che verrano altre 6 persone. Dico 6!!!
Quando è accaduto che queste persone sono state invitate a casa nostra??? A mia insaputa???
Ovviamente mia suocera ha pensato bene che sabato si potesse fare un festino a casa nostra!
"Fa niente" esclama lei "Cognato e fidanzata vengono domenica".
Eccerto, dai, continua pure a invitare persone a casa mia, fai fai, tanto che vuoi che sia?!

Ora qualcuno mi spieghi come si fa a stare calmi con una persona del genere.
Alla quale, fin da prima del parto, avevi detto chiaro e tondo che non volevi nessuno a casa tua quando tuo marito avesse preso le ferie per stare insieme.
Che eri stata ben chiara il giorno prima rispetto al fatto se la zia dovesse venire o meno.
E poi...
..domani avrò ben 7 persone a casa mia, escluso cognato e fidanzata!

E ho pure un marito che non capisce!

Ecco forse rendo l'idea del perché a me non sta venendo il baby blues..ma la depressione più totale. E medito sempre più di fare le valigie e andare via da mia mamma per un bel po' di tempo.
Fino a che non capiranno che non siamo bambole da sballottare qua e là. Che io non sono stata il contenitore per sfornare il loro erede.
Che siamo due persone, due individue a se stanti.
Che mio figlio non  è una bambola da spupazzare.
E che domani col cavolo che io starò con le tette al vento ad allattare mio figlio mentre 7 persone + 2 saranno intorno a noi a guardarci.
Vadano tutti al diavolo!

giovedì 30 settembre 2010

38+4 e non ci siamo proprio

Inspira, espira, inspira, espira. No, non ho le contrazioni. Ma qualcosa di molto peggio. Mi è partito l'embolo. E pur con tutta la mia buona volontà, non riesco mai a non prenderla. E dire che volevo riderci su. Ma forse è il modo in cui le prende mio marito che mi fa partire l'embolo. Perché lui, quando gli racconto certe cose, è sempre molto calmo, pronto a giustificare a capire. Io ci provo, ma su certe cose proprio non ci riesco! Da una parte meglio così, se fossimo entrambi della stessa opinione probabilmente sarebbe peggio, forse; però certe volte vorrei tanto che riuscisse a essere più obiettivo, anche se si tratta della sua famiglia. Perché io, coi miei familiari, a volte ci vado anche giù pesante se so che sbagliano. Non si può sempre essere una famiglia-Mulino-Bianco!
Comunque so benissimo di aver sbagliato io oggi; non avrei mai dovuto farmi accompagnare dalla suocera per andare a fare l'ecografia di controllo! Quindi mea-culpa mea-culpa, mai più!
Già in macchina è partita per la tangente: "Quando in ospedale faranno il bagnetto a Pagnottella io voglio esserci eh, voglio vedere come fanno, perché sì, perché io devo esserci, il mio piccinino...".
E perché mai??? No, qualcuno, davvero, mi faccia capire perché mia suocera deve esserci quando in ospedale faranno il bagnetto a mio figlio. Per me è tuttora un buco nero nella mia testa...
Ma il pezzo meglio è venuto nella sala d'attesa dell'ospedale e gli sguardi divertiti e di compassione della ragazza seduta davanti a noi non li dimenticherò mai.
C'è solo da immaginare la scena: occhi di mia suocera grandi quanto quelli del Gatto con gli Stivali di Shrek, che brillano di un orgoglio incontenibile (a mio avviso tuttora ingiustificato): "Ah, tuo cognato mi ha già detto venti volte - e l'ha detto anche al fratello - che deve essere immediatamente avvisato appena ti partono le contrazioni perché lui è pronto a lasciare il lavoro per precipitarsi in ospedale. Pensa, mi ha pure detto che se avessi partorito alla Clinica Tal dei Tali sarebbe arrivato prima di suo fratello".
Solo io penso che qui stiamo dando effettivamente di matto e che mio cognato non ha ancora capito che non abbiamo generato questo bambino insieme??? Ma che sono sposata con suo fratello e il bimbo in attesa è mio e suo?!
Avendo risposto: "Accidenti, neanche fosse il padre eh!" piuttosto sul sardonico, mia suocera, non comprendendo come non potessi sprizzare io stessa orgoglio e gioia da tutti i pori, ha pensato bene di aggiungere: "Guarda che tuo cognato è bravissimo coi bambini". Mio sguardo della serie "E quindi?".
"Tuo cognato quando era in croce Rossa ha fatto pure partorire una donna, non lo sai?".
Ollallà, aspetta, quasi quasi quando mi partono le doglie chiederò all'ostetrica e al ginecologo di turno di tornarsene pure a casa, che tanto ho mio cognato che mi permetterà di partorire!!!!
Ora, questo discorso, l'avrei preso per ciò che era (un insieme di insulse e per me non importanti frasi) se non fosse stato poi inserito in un altro contesto, ovvero quando la cara suocera ha tirato fuori il suo asso nella manica: "Lo sai, no, che tuo marito è un pasticcione...è un po' imbranatello povero caro...quindi mi raccomando, anche quando ci sarà tua madre dategli un'occhiata...".
Ecco. Se avessi potuto sarebbe partito il cazzottone da knock out! COOOOOSA??????? Pur con tutta la sua buona fede, o meglio, con quanta buona fede possa aver detto una cosa simile (e comunque, ribadisco che per me è inconcepibile) io non c'ho visto più! Le ho detto che è una cosa assolutamente assurda, che mio marito farà le cose tranquillamente da solo perché nessuno "nasce imparato", e che meglio sbagliare e poi capire, piuttosto che far fare agli altri ecc. Che mai e poi mai permetterò che i nostri genitori interferiscano nell'educazione e nella cura di nostro figlio, che siamo noi i genitori e che impareremo insieme a nostro figlio. Punto! Lei è rimasta basita da come mi fossi inalberata; è stata un po' zitta e ha detto: "Ma scusa..non andrà a lavoro?". E con ciò????? Le ho spiegato che anche tornando la sera può tranquillamente occuparsi del figlio, può cambiarlo, fargli il bagnetto, avranno sicuramente tanto spazio serale per loro, che non impedirò che avvenga perché è lui il padre (eccheccavolo! Ma qui davvero stiamo dando i numeri!!! Cioè, mi si esalta il cognato....io davvero non ho più parole!). Al che, tocco finale di mia suocera: "Sì, ma quando è notte..alzati tu, mi raccomando". Un bel vaffa ci voleva tutto!!!
A quel punto, ormai che ero partita in quarta, ho continuato e ho tenuto a sottolineare che non intendo che la nostra casa diventi un porto di mare per gente che viene a vedere il bambino. "Certo certo" ha detto lei, convinta "dobbiamo trovare un modo per far capire a tua madre che è meglio che stia solo 4 giorni da voi, così che voi poi possiate stare da soli". Io ero allibita, ma lei, imperterrita è andata avanti: "Io comunque almeno 5 minuti al giorno, tutti i giorni, devo venire, devo...".
Giuro che non so cosa mi ha impedito di urlare.
Le ho detto, con molta calma, che non intendo assolutamente dire a mia madre di stare SOLO 4 giorni, perché poi, se tutto andrà bene, potrà vedere il nipote soltanto 1 VOLTA AL MESE, mentre lei, anche se non lo vedrà tutti i giorni, poco ci manca!
Ma io dico..ma ci è o ci fa???????????????
Siccome ha insistito piagnucolando (fintamente) su questa storia del venire tutti i giorni, le ho detto: "Mi sa che se andiamo avanti così io do tutte le mandate possibile a casa e stop. E comunque non è detto che non mi partano i nervi e non scleri".
Al che, forse capendo, ha sussurrato: "No vabbè, semmai è meglio allora che mi chiami te quando posso venire".
Ecco, così va già meglio.
Peccato che sarà una dura lotta.
Già mezzora dopo, mentre eravamo a parlare con una mia compagna di corso che aveva appena partorito, l'ho sentita dirle: "No, guarda, io sono la suocera, ma gliel'ho detto, almeno 5 minuti al giorno tutti i giorni io devo esserci".
Penso che emigrerò.