Inspira, espira, inspira, espira. No, non ho le contrazioni. Ma qualcosa di molto peggio. Mi è partito l'embolo. E pur con tutta la mia buona volontà, non riesco mai a non prenderla. E dire che volevo riderci su. Ma forse è il modo in cui le prende mio marito che mi fa partire l'embolo. Perché lui, quando gli racconto certe cose, è sempre molto calmo, pronto a giustificare a capire. Io ci provo, ma su certe cose proprio non ci riesco! Da una parte meglio così, se fossimo entrambi della stessa opinione probabilmente sarebbe peggio, forse; però certe volte vorrei tanto che riuscisse a essere più obiettivo, anche se si tratta della sua famiglia. Perché io, coi miei familiari, a volte ci vado anche giù pesante se so che sbagliano. Non si può sempre essere una famiglia-Mulino-Bianco!
Comunque so benissimo di aver sbagliato io oggi; non avrei mai dovuto farmi accompagnare dalla suocera per andare a fare l'ecografia di controllo! Quindi mea-culpa mea-culpa, mai più!
Già in macchina è partita per la tangente: "Quando in ospedale faranno il bagnetto a Pagnottella io voglio esserci eh, voglio vedere come fanno, perché sì, perché io devo esserci, il mio piccinino...".
E perché mai??? No, qualcuno, davvero, mi faccia capire perché mia suocera deve esserci quando in ospedale faranno il bagnetto a mio figlio. Per me è tuttora un buco nero nella mia testa...
Ma il pezzo meglio è venuto nella sala d'attesa dell'ospedale e gli sguardi divertiti e di compassione della ragazza seduta davanti a noi non li dimenticherò mai.
C'è solo da immaginare la scena: occhi di mia suocera grandi quanto quelli del Gatto con gli Stivali di Shrek, che brillano di un orgoglio incontenibile (a mio avviso tuttora ingiustificato): "Ah, tuo cognato mi ha già detto venti volte - e l'ha detto anche al fratello - che deve essere immediatamente avvisato appena ti partono le contrazioni perché lui è pronto a lasciare il lavoro per precipitarsi in ospedale. Pensa, mi ha pure detto che se avessi partorito alla Clinica Tal dei Tali sarebbe arrivato prima di suo fratello".
Solo io penso che qui stiamo dando effettivamente di matto e che mio cognato non ha ancora capito che non abbiamo generato questo bambino insieme??? Ma che sono sposata con suo fratello e il bimbo in attesa è mio e suo?!
Avendo risposto: "Accidenti, neanche fosse il padre eh!" piuttosto sul sardonico, mia suocera, non comprendendo come non potessi sprizzare io stessa orgoglio e gioia da tutti i pori, ha pensato bene di aggiungere: "Guarda che tuo cognato è bravissimo coi bambini". Mio sguardo della serie "E quindi?".
"Tuo cognato quando era in croce Rossa ha fatto pure partorire una donna, non lo sai?".
Ollallà, aspetta, quasi quasi quando mi partono le doglie chiederò all'ostetrica e al ginecologo di turno di tornarsene pure a casa, che tanto ho mio cognato che mi permetterà di partorire!!!!
Ora, questo discorso, l'avrei preso per ciò che era (un insieme di insulse e per me non importanti frasi) se non fosse stato poi inserito in un altro contesto, ovvero quando la cara suocera ha tirato fuori il suo asso nella manica: "Lo sai, no, che tuo marito è un pasticcione...è un po' imbranatello povero caro...quindi mi raccomando, anche quando ci sarà tua madre dategli un'occhiata...".
Ecco. Se avessi potuto sarebbe partito il cazzottone da knock out! COOOOOSA??????? Pur con tutta la sua buona fede, o meglio, con quanta buona fede possa aver detto una cosa simile (e comunque, ribadisco che per me è inconcepibile) io non c'ho visto più! Le ho detto che è una cosa assolutamente assurda, che mio marito farà le cose tranquillamente da solo perché nessuno "nasce imparato", e che meglio sbagliare e poi capire, piuttosto che far fare agli altri ecc. Che mai e poi mai permetterò che i nostri genitori interferiscano nell'educazione e nella cura di nostro figlio, che siamo noi i genitori e che impareremo insieme a nostro figlio. Punto! Lei è rimasta basita da come mi fossi inalberata; è stata un po' zitta e ha detto: "Ma scusa..non andrà a lavoro?". E con ciò????? Le ho spiegato che anche tornando la sera può tranquillamente occuparsi del figlio, può cambiarlo, fargli il bagnetto, avranno sicuramente tanto spazio serale per loro, che non impedirò che avvenga perché è lui il padre (eccheccavolo! Ma qui davvero stiamo dando i numeri!!! Cioè, mi si esalta il cognato....io davvero non ho più parole!). Al che, tocco finale di mia suocera: "Sì, ma quando è notte..alzati tu, mi raccomando". Un bel vaffa ci voleva tutto!!!
A quel punto, ormai che ero partita in quarta, ho continuato e ho tenuto a sottolineare che non intendo che la nostra casa diventi un porto di mare per gente che viene a vedere il bambino. "Certo certo" ha detto lei, convinta "dobbiamo trovare un modo per far capire a tua madre che è meglio che stia solo 4 giorni da voi, così che voi poi possiate stare da soli". Io ero allibita, ma lei, imperterrita è andata avanti: "Io comunque almeno 5 minuti al giorno, tutti i giorni, devo venire, devo...".
Giuro che non so cosa mi ha impedito di urlare.
Le ho detto, con molta calma, che non intendo assolutamente dire a mia madre di stare SOLO 4 giorni, perché poi, se tutto andrà bene, potrà vedere il nipote soltanto 1 VOLTA AL MESE, mentre lei, anche se non lo vedrà tutti i giorni, poco ci manca!
Ma io dico..ma ci è o ci fa???????????????
Siccome ha insistito piagnucolando (fintamente) su questa storia del venire tutti i giorni, le ho detto: "Mi sa che se andiamo avanti così io do tutte le mandate possibile a casa e stop. E comunque non è detto che non mi partano i nervi e non scleri".
Al che, forse capendo, ha sussurrato: "No vabbè, semmai è meglio allora che mi chiami te quando posso venire".
Ecco, così va già meglio.
Peccato che sarà una dura lotta.
Già mezzora dopo, mentre eravamo a parlare con una mia compagna di corso che aveva appena partorito, l'ho sentita dirle: "No, guarda, io sono la suocera, ma gliel'ho detto, almeno 5 minuti al giorno tutti i giorni io devo esserci".
Penso che emigrerò.