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martedì 24 agosto 2010

Pensieri post corso pre-parto.

Sono appena tornata dal terzo incontro al corso pre-parto e..come tutte le cose che mi danno modo di riflettere, eccomi anche a scriverne, perché così riesco a focalizzare meglio il tutto. Oggi abbiamo affrontato l'argomento Travaglio e Dolore. Che è forse uno degli argomenti che più mi stanno a cuore, di tutto l'insieme, quello che da una parte affascina e dall'altra spaventa. Per la verità, se provo a concentarmi meglio e a cercare di capire che cosa esattamente mi spaventa, ho molta confusione in testa. Certamente l'idea del dolore non facilita le cose, forse è il non riuscire a capire come sarà questo dolore che lascia più spaventati. Sarà davvero così terrificante? E non sarò alla fine talmente distrutta da questo dolore da non riuscire poi a spingere? E se spingere mi farà ancora più male, chi mi dice che lo farò?? Oppure è come il vomito che quando deve arrivare c'è tutto un meccanismo ormai in funzione che non ti permette di fermarti? Lo so, non sarà tanto bello paragonare l'atto di mettere al mondo un figlio con quello di vomitare, ma mi ricordo che durante le nausee, mentre vomitavo (le poche volte che mi è successo), mi è venuto in mente che forse quando arriva il momento delle spinte non ci si può più tirare indietro una volta partito il tutto.
E anche se l'ostetrica ci ha rassicurato dicendoci che se ormai il bambino si è infilato nel canale del bacino ed è passato, non può restare per forza incastrato (e ci sono delle tecniche dolci per smuoverlo), un po' la paura mi assale lo stesso, sempre pensando alla sua testolina (o meglio, testone, sigh).
Poi ho scoperto che all'ospedale in cui partorirò, fanno sempre l'episiotomia. Ora, a me non interessa, o meglio, quello che voglio dire è che forse sul momento, tra un dolore e un altro, non me ne accorgerò (ma forse mi sto solo consolando) - è certo che me ne accorgerò dopo, vabbè -, però vuoi mettere avere qualcuno che ti controlla lì e decide se è davvero necessario o no? Sigh. Tant'è. Lì fanno così, punto e basta. Poi voglio dire, nel mio caso, dovessi riuscire a fare un parto naturale, allora ben venga l'episiotomia, che mi sa che con la testa che ha mio figlio, dubito fortemente di non lacerarmi...

Altre cose che mi girano in testa: l'ostetrica ha detto di andare in ospedale (qualora non si siano rotte le acque e non ci siano complicazioni, sangue ecc.) quando avremo le contrazioni una ogni 5 minuti per almeno un'ora. Dopo quest'ora, fare un bagno, vedere se ci sono ancora le contrazioni e, in quel caso, andare in ospedale. Mi chiedo: a parte che non so neanche se sarò in grado di riconoscere se mi si sono rotte le acque (perché appunto, non dovesse succedere in basso ma in alto, ci sarebbe una perdita a gocce, così ci ha detto), ma appena mi partiranno le contrazioni, non andrò semplicemente in panico? Voglio sperare invece che mi prenda quella sorta di calma che mi prendeva sempre poco prima di entrare a sostenere un esame, all'università... Ma anche qui, chi lo sa, chi può dirlo veramente?

E invidio una mia compagna di corso che è tranquillissima e dice che è curiosissima di provare il travaglio. Certo, da una parte, ripeto, c'è anche per me la curiosità, questo evento di cui si sente parlare fin da quando siamo bambine, prima in maniera soft, poi sempre più dettagliatamente in termine di dolore e paura; però ecco...non è che sia così curiosa al punto da non sentirmi neanche un minimo spaventata!

A volte mi piacerebbe che l'ostetrica che tiene il nostro corso fosse quella che mi seguirà. E' talmente dolce e brava, ma al contempo anche capace di tirare fuori il meglio di noi, che sarebbe perfetto!  L'unica è pensare che davvero, come dice lei, siano tutte così.