Le delusioni mi bloccano, e invece dovrei imparare a reagire. Creano in me un vortice di pensieri che dopo sono inarrestabili. Cerco il più possibile di separare la mia vita privata dal lavoro, ma certe volte, come in questo caso, è impossibile. E una notizia del genere può stancarmi più di quanto non abbia fatto Pagnottella svegliandosi notte dopo notte. Perché se il mio cervello rimugina, è la fine.
Una delle mie due colleghe mi ha chiamata per informarmi che a lei e all'altra è stato dato lo scatto di livello, a me no.
Ora, se fosse stato un bonus per il lavoro fatto, avrei pure potuto capirlo. Ma lo scatto di livello no. Perché che io sappia per legge spetta a tutti, dopo tot anni di dipendenza lavorativa.
Siccome la mia collega ha subito in passato situazioni poco chiare (in cui, tra l'altro, l'altra collega ha avuto anche del suo nel meccanismo), si è voluta informare per me e per tutta risposta le hanno detto che quest'anno avrebbero potuto far passare di livello solo due persone e avevano scelto loro due.
A me onestamente pare strano che lo scatto di livello possa esser dato solo ad alcune persone e poi, guarda caso, solo a due.
Quello che mi delude profondamente, è che alla fine è sempre la solita vecchia storia trita e ritrita. Vai in maternità e in qualche maniera te la devono far scontare. Che sia che tu perdi il tuo vecchio ruolo o torni declassata o scopri che le tue colleghe sono state premiate e tu no, beh, la solfa è comunque sempre quella.
Puoi esserti fatta un mazzo tanto negli anni precedenti, aver dimostrato di essere in gamba, di poter gestire onorevolmente il tuo ruolo anche in assenza di colleghe e ricoprire anche i posti vacanti, ma di fatto..quando arrivi a quel momento, la maternità, si azzera tutto.
Benvenuta nel mondo reale Moona, tu che ti sentivi tanto al sicuro da simili affronti.
E comunque andrò al fondo della faccenda, almeno che mi spieghino il perché.