venerdì 30 luglio 2010

Di crisi isteriche

Negli anni passati, quando cioè mi sarebbe importato il giusto, non mi è mai capitata una cosa simile..ora di tutto.
Prima c'è stata l'invasione delle pulci, partite probabilmente dal mio cane, attaccate ai gatti e col risultato che abbiamo dovuto mettere tutto a lavare e disinfettare ogni angolo della casa col vaporetto. Questo quando io ero immobilizzata a letto!!
Poi c'è stata l'invasione delle formiche. Ci siamo svegliati una mattina che avevamo il pavimento cosparso di questi simpatici esserini, entrati dalla terrazza in camera e per fortuna che non si erano avventurati oltre, grazie anche a quell'aspirapolvere del mio cane che se n'era accorta già di notte! (e io che l'avevo anche rimproverata per le sue lappate!).
E ora..
Ora è capitato che mia suocera mi ha telefonato ieri mattina per dirmi di controllare in internet come effettuare una disinfestazione da cimici da letto, perché la signora a cui aveva affittato l'appartamento si era ritrovata piena! Probabilmente a causa degli inquilini precedenti? Mah.
Ho avuto anche il mio momento di gloria nel pensare: "Meno male che non è capitato a noi, ci mancava pure questa".
E certo..
Peccato che nel pomeriggio mia suocera mi abbia richiamato, affranta, per dirmi che il letto in cui avevamo dormito in montagna, durante il w-end, era infestato anch'esso di cimici, provenendo appunto dal mobilio del precedente inquilino dell'appartamento messo in affitto.
Ho riattaccato il telefono e nello stesso istante ho avuto un'intensa crisi di nervi, con tanto di pianto e invettive tali che penso avrei potuto tirar giù il mondo intero!
Sorvoliamo sul fatto che in effetti sono stata punta e succhiata viva da queste bestiole oscene (infatti fin da sabato mi ero ritrovata degli strani bollicini sul polso e mi era stato subito chiaro che non erano di zanzare); sorvoliamo sul fatto che proprio sabato mattina avevo svegliato mio marito con un urlo per aver visto un esserino strano camminare sul suo cuscino (ma né io, né tanto meno lui, ci siamo resi conto che fosse una cimice; poi essendo in montagna, con tutti gli insetti che girano, non ci ho dato troppo peso, onestamente). Beh, sorvoliamo su tutto.
Due sono state le cose che mi hanno fatto andare fuori di testa:
1) Il pensiero di dover gettare via tutto (compresi i vestitini nuovi per bimbolotto) o, quanto meno, lavare ogni cosa e disinfettare ogni angolo della casa (di nuovo), senza sapere se ciò avrebbe influito in qualche modo, dato che, leggendo in internet, sembra che la lotta a queste bestiacce sia la più difficile in assoluto (ma bene!).
2) Il fatto che soltanto venerdì sera c'era stata un'accesa discussione con mio suocero sui nostri animali da casa, sul fatto che trova poco igienico il pensiero che nostro figlio si rotoli per terra con loro o venga in qualche modo leccato dagli stessi, e dove io mi ero permessa di dire che in fondo nessuna mamma può esser certa che il proprio figlio non appoggi le mani per terra, al parco, e poi se le infili in bocca e ciò è altrettanto schifoso a mio parere. Cosa che però non era stata presa bene dal suocero, esploso indignato per ciò che avevo osato affermare (e certo, perché adesso appena mi nascerà il figlio gli costruirò intorno una campana di vetro, magari così sarà più protetto da tutto!).

E poi mi si fa dormire in un letto preso da un'altra persona, senza che si faccia un controllo accurato di ciò che vi sta dentro????????????????????????????????????????????????????

Ecco, forse ho reso l'idea di come ho dato di matto ieri.

Oggi invece va già meglio, perché a poco a poco i miei nervi si sono calmati, gli ormoni sono rientrati nella norma. Abbiamo sentito il veterinario per capire se per caso queste cimici potevano avere in qualche modo deposto uova suoi nostri gatti (che erano con noi, ovviamente) e poi abbiamo telefonato a un addetto specializzato nella disinfestazione, che ci ha detto, per sicurezza, di lavare tutto in lavatrice e passare il vaporetto ovunque.
Fantastico! Sì, perché avevo giusto voglia di passare l'unico w-end in cui faccio salire mia madre..a pulire per tutta casa!!!
Quindi, dopo questa bellissima news, direi che posso sorvolare sulle mie classiche paturnie dovute a quei maledetti percentili sulle misure fetali!

martedì 27 luglio 2010

Le mamme

Oggi pensavo a come sono le mamme. Sopratutto, mi viene da pensare a come potrò mai essere io come mamma. Questa cosa mi gira in testa già da un po', non tanto perché io sia incinta, quanto piuttosto perché mai come in questo periodo mi trovo a riflettere sui pregi e difetti di noi donne.
Purtroppo di mia nonna materna ricordo veramente poco, se non che doveva essere una donna molto buona. Quante volte, da bambini birbanti, l'abbiamo fatta arrabbiare! Eppure ogni volta, pur minacciandoci di dire quanto l'avevamo fatta penare ai nostri genitori..immancabilmente sottolineava come fossimo stati tutto il contrario, ovvero degli angioletti. Se ci ripenso mi viene da sorridere. E penso che avesse anche una grandissima fantasia, ricordo che ascoltavo rapita le sue storie, anche se purtroppo ormai ho soltanto vaghe immagini di quei racconti, il resto è andato perso. Ed è stata lei a insegnarmi la maggior parte dei giochi a carte!
Mia nonna paterna invece è una donna forte e dal senso pratico. E' riuscita da sola a crescere due bambini, venendo via da un Sud retrogrado e che ormai l'aveva bollata come la donna puttana con figli bastardi, per salire in una città del centro e rimboccarsi le maniche pur di mantenere quei figli che ha sempre amato con tutto il cuore. La sua forza d'animo l'ha sempre sostenuta, anche quando il figlio maggiore ha deciso di andarsene per seguire un padre che per lui non aveva mai fatto niente. L'ho vista semplicemente con gli occhi un po' arrossati e il groppo in gola, ma neanche allora l'ha fermato, neanche quando lo ha visto salutare noi, suoi figli. E' sempre stata così forte mia nonna, che a volte vorrei tanto aver preso anch'io un po' della sua forza e della sua tempra.
Mia mamma è la classica donna invece che si è fatta in quattro per noi figli, rinunciando a tutto pur di dare a noi e non farci mai mancare niente, ma con cui purtroppo la vita non è stata così felice, togliendole tutto ciò che aveva sempre sognato e lasciandole invece gli avanzi di sogni spezzati, con tutta la fatica che ciò comporta. Ha lasciato noi figli di seguire il nostro destino, lasciandoci anche andare, con gran fatica e lacrime, certo, ma senza impedirci nulla. E tuttavia, talvolta, forse per la fatica della vita, non riesce a nascondere questo suo malessere e la rabbia per ciò che ha perso, anche col fatto di averci fatto fare la nostra vita, senza di lei.
Per contro, vedo quella che invece è la madre di mio marito. Una donna che non ha potuto realizzarsi se non come madre e casalinga, confinata in casa alla cura dei bambini sotto la supervisione di una suocera sprezzante e pesante. E credo che tutto ciò abbia influito, drasticamente a mio parere, sul suo attaccamento sfrenato ai figli, al punto da non essere mai riuscita a staccare quel cordone ombelicale con loro, stringendoli di conseguenza in una sorta di legame di dipendenza da cui loro stessi faticano a slacciarsi, ricorrendo a lei per qualsiasi consiglio e opinione. Tuttora esercita un controllo sulle loro vite che a volte mi sconcerta, rifiutandosi di lasciarli andare e prendere il volo.
A volte mi spaventa quel suo modo di fare.
E mi capita di chiedermi: a chi mai assomiglierò io, avendo questi modelli di vita davanti agli occhi? Sarò una persona del tutto diversa, o inevitabilmente ripeterò gli stessi schemi a cui sono stata abituata da bambina o che recentemente potrei aver introiettato?
Quello che so è ciò che non voglio: non voglio che mio figlio cresca legato a me al punto da non poter spiccare il suo volo e diventare indipendente e un uomo che potrà crearsi liberamente la propria famiglia; non voglio  ritrovarmi a una certa età avendo perso il senso della mia vita soltanto perché mio figlio ormai è grande. E sopratutto spero di riuscire a tutelarlo da persone che in qualche modo vorranno legare e impedire la sua indipendenza.
Non voglio per lui né cappi al collo di affetto né cappi al collo di sensi di colpa.

giovedì 22 luglio 2010

Lamentele a sfare

A parte il caldo che è davvero oltre ogni limite (praticamente sudo semplicemente rimanendo immobile), penso di aver toccato il fondo della "solitudine" e inezia. Lo so che tanti mi ripetono che vorrebbero essere al mio posto (ovvero a casa, senza dover lavorare ecc.), però io onestamente, anche se quando ero nella loro situazione non capivo, ora mi chiedo a che pro essere nella mia situazione (a parte ovviamente aspettare bimbolotto che è la cosa più bella). Voglio dire, davvero c'è qualcosa di così bello e interessante nel vegetare in casa? Nel sentirsi assolutamente soli, senza più poter neanche parlare (ora i gatti passano la maggior parte della giornata al piano di sopra, dove io ovviamente ho quasi smesso di andare, se non per fare la doccia, perché non ce la faccio più a fare le scale), nel contare i minuti che passano l'uno dall'altro e nell'osservare continuamente l'orologio sperando in un miracolo che faccia arrivare la sera, quando finalmente vedrò almeno mio marito??? Non lo so...
Neanche la lettura mi dà più il piacere di un tempo. E' diventata anche questa un modo per far scorrere quei maledetti minuti!
Non sto dicendo che non sia grata a chi mi ha dato la maternità anticipata, sono ben conscia che con i problemi che ho avuto e col pancione di adesso non sarei stata in grado di gestirmi i bambini come facevo una volta e non avrei avuto la giusta dose di attenzione per loro e per le loro famiglie. Però..dico soltanto che mai come quest'anno, mi rendo conto che la lontananza dalla mia famiglia, dai miei affetti, mi pesa terribilmente.
Ieri sono andata a fare le analisi del sangue mensili e, pur avendo al mio fianco mio marito, continuavo a guardare le numerose ragazze accompagnate dalle loro mamme. Oddio, magari ci fosse stata mia madre ci avrei litigato tanto per cambiare, ma non è questo il punto.
Il punto è che un po' mi sento sola.
E anche quando mi dicono: "Goditi questi momenti che hai tutto il tempo per te, perché poi non ne avrai più" non riesco a pensare di godermeli, perché che faccio?? Il caldo mi toglie qualsiasi energia, per cui non riesco più neanche a uscire, a cucinare, a fare una seppur minima attività manuale. Niente.
Lascio semplicemente che le ore trascorrano, nella speranza che volino.
Ma non lo fanno mai.

giovedì 15 luglio 2010

Attimi di dolcezza (?)

Chi mi conosce continua a ripetere una cosa che io tuttora fatico a comprendere, ovvero che sono dolce. Ecco, per la verità io penso di essere tutto fuorché dolce. Per questo mi sconcerta rendermi conto di quello che pensa la gente e mi chiedo se io sia così abile a non mostrare il peggio di me oppure ci sia qualche elemento che mi sfugge. O magari quella che io chiamo educazione viene scambiata per dolcezza? Non ho idea. Quello che so è che c'è stato un momento, nella mia vita, in cui ho deciso che tutto ciò che era collegato alla sensibilità estrema doveva essere in qualche modo ridotto. Non so che razza di meccanismo di difesa sia scattato in me, ma d'altronde se mia madre stessa pensa che nulla mi intacchi, devo esserci riuscita molto bene. Mi sono creata questa barriera che però a volte mi sta stretta, perché mi piacerebbe essere un po' come le altre, gioire infinitamente delle piccole cose. Non lo so.
Anche nei confronti del mio piccolo non è ancora nato quell'amore sviscerale..o forse per il momento sono io a non avvertirlo? (Per la cronaca, le prime volte che i dottori mi facevano le ecografie mi guardavano come se si aspettassero chissà che manifestazioni da me. E io ero sì contenta, ma probabilmente non trapelava e mi ritrovavo a dire: "Uh, carino" come se dovessi però più convincere loro e farli contenti) .O forse, come al solito, sono i miei soliti meccanismi di difesa?? Gli stessi che non mi permettevano di pensare molto a lui quando non sapevo se tutto si sarebbe risolto o meno. Non ho idea.
Fatto sta che i momenti in cui davvero sento che c'è qualcosa di importante che ci unisce, sono quelli della mattina, appena ci svegliamo. I suoi calcetti naturalmente li sento sempre, i suoi movimenti mi affascinano (ma più come se stessi guardando un alien che altro..Lo so, può sembrare brutto da dire, ma è così, non sono abituata e faccio davvero enorme fatica a pensare che c'è una vita dentro di me), ma quando lo sento davvero è sopratutto la mattina, appena svegli. Il suo calcetto mi sembra quasi un buongiorno e allora mi metto a parlargli, ma non ad alta voce (lo faccio raramente, e forse dovrei cambiare, visto che a quanto pare là dentro è già in grado di riconoscere la mia voce). Mi accarezzo la pancia come se potessi accarezzare lui e sento che mi risponde. E' come se in quel momento fossimo davvero in comunione, come se tra noi passassero delle leggerissime scosse che ci permettono di comprenderci, anche solo così, senza dire niente, muovendoci appena. Allora lo sento davvero mio, sento che è davvero il mio cucciolino, che è lì dentro e sta crescendo.
Ma ho tanta voglia di conoscerlo adesso. Mi chiedo che faccia abbia, da chi avrà preso gli occhi, la bocca, la fronte. A chi assomiglierà non appena comincerà a corruciare il suo visino.
Ma quello che più desidero maggiormente, è vederlo tra le braccia del suo papà. Forse, quello sarà il momento che mi scioglierà del tutto.

mercoledì 14 luglio 2010

Altra cosa che non sopporto nella gravidanza

Avere dei salsiccioni al posto dei piedi. Dove sono finiti i miei piedini così magri da far notare persino le vene?? Dove?? Che sono queste specie di mattonelle che mi ritrovo????

venerdì 9 luglio 2010

Considerazioni

Sarà che è il mio primo figlio e quindi non sono certo abituata ad avere un inquilino nella mia pancia ma..mi fa un misto di tenerezza e sconcerto. La tenerezza penso sia normale, lo sconcerto non lo so, ma davvero, quando comincia a farmi l'idromassaggio con effetti più da tsunami che benevoli, rimango un po' allibita. Ma che diavolo avrà da rimestare lì dentro??? Ma sopratutto, è già così nevrotico (come la sua mamma d'altronde) da dover per forza spintonare con i piedi, o forse starà facendo il tiro alla fune col cordone?? Oddio, è meglio se evito di pensarci prima che mi imparanoio pure con questo.

Una considerazione che continuo a tirar fuori dalla mia testa ogni volta che entro in un negozio stile Prenatal, Chicco e simili, è questa: ma perché, perché, perché perché perché, perché il reparto vestiti dedicato ai maschietti è sempre misero e quello delle femminucce prende praticamente l'intero negozio???? Ecco, io posso anche capire che le bambine mettono le gonnelline, i vestitini. E i maschietti no. D'accordo, su questo non c'è dubbio. Mentre alle bambine sono concessi pantaloni, salopette e quant'altro una volta poteva essere solo d'esclusiva maschile. Va bene.
Ma cacchio, possibile che per i maschietti mi si fanno tre misere tutine (sempre coi soliti colori per altro, verde, celestino e giallino. Se va bene, forse si trova qualcosa anche d'arancione) e per le bambine, lo stesso accessorio, è riprodotto in mille modalità differenti, con fiocchetti, con disegnini simpatici, con taschine, con pizzettini e quant'altro??

Ecco, questo soltanto per dire che ieri, causa sconti, ci siamo fatti fregare dalla Prenatal e..abbiamo comprato due tutine esattamente identiche a quelle che avevamo già preso qualche tempo fa.
Genitori degeneri....

mercoledì 7 luglio 2010

Watermelons

Ecco, in realtà non sto parlando dei cocomeri che, per la cronaca, mangerei continuamente (ma che mi concedo solo il sabato). Sto parlando di questi specie di meloni che mi sono spuntati al posto di ciò che avevo prima (più o meno). Ho sempre sognato di avere un seno prosperoso da poter mostrare orgogliosa con canotte e magliettine scollate, specie d'estate! Non so quante volte ho guardato quelle che potevano permetterselo con una sorta di sospiro invidioso!
Se c'è una cosa, infatti, che mi piace particolarmente nelle donne (oltre chiaramente ad altre cose, e se si escludono le caratteristiche qualitative) è proprio il seno! Forse perché io l'ho sempre avuto molto piccolo, al punto che posso tranquillamente andare in giro senza reggiseno (e non è che si noti granché la differenza, lo ammetto).
Improvvisamente, però, con la gravidanza, mi è letteralmente esploso! Il mio ginecologo di quando ero adolescente me lo aveva promesso, in effetti, ma non ci avevo dato granché peso, avendo allora soltanto 17 anni e nessun pensiero di figli per la testa (non per quel momento, per lo meno!).
Adesso se guardo il mio busto e poi il mio seno..mi rendo conto che c'è qualcosa che non va, una sproporzione inaudita! E faccio davvero molta fatica ad andare in giro con canotte scollate, mi vergogno terribilmente, ho sempre il pensiero che la gente mi fissi, cosa per lo più non vera, perché in fondo c'è di meglio da fare nella vita, suppongo.
Non avevo mai capito quel senso di vergogna che faceva andare vestite le ragazzine (di allora) come imbacuccate e maglie larghe (e magari anche curve) perché non si vedesse troppo il loro seno prosperoso. Mi dicevo: "Che sciocchezza, è tanto bello!".
Ebbene..arrivata quasi alla soglia dei 31 anni, posso dire di capire!
E sono ancora combattuta perché non so più se mi piaceva com'era prima o così...alla watermelon!

sabato 3 luglio 2010

L'insicurezza

Volevo parlare del parto, ma..fa così caldo che persino mettersi a pensare a una cosa del genere mi scioglie (dalla paura eh!). Quindi affronterò questo argomento un'altra volta. Il mio Amico Colon continua a farmi malissimo, er capoccia invece ha pensato bene di fare Furia Cavallo del West dentro la mia pancia proprio in questi giorni (quindi tante belle nottate doloranti e insonni, oltre ai pomeriggi. Di mattina, incredibilmente, è più clemente). Vorrei parlare anche di lui, ma facciamo la prossima volta.
E' che ieri mia mamma, incredibilmente, usciva per una serata con dei suoi colleghi, spinta e spronata più che altro da me, che vorrei che si rifacesse una vita sociale anche al di fuori dal lavoro (visto che dopo che mio padre se n'è andato, è rimasta più sola che mai). Però questa cosa l'ha subito mandata in crisi: e sono messa malissimo, e le mogli degli altri mi guarderanno dall'alto in basso, e cosa mi metto ecc.
Non so perché, ma la cosa mi ha sconvolta. Credevo che quanto era accaduto per il mio matrimonio fosse più che altro dovuto al rivedere mio padre, invece mi sono resa conto che la stessa bella dose di insicurezza che mi permea, ce l'ha anche lei!!! Ed ecco svelato il mistero da chi l'ho presa, visto che, da quanto mia mamma ha sempre cercato di spronarmi, credevo che, nonostante tutto, fosse un carattere forte. E invece..Invece stupidamente avrei dovuto capirlo, anche da tutti i racconti della sua infanzia che ho sentito, di come era attaccata a sua madre, di come piangeva per un nonnulla. E io sempre a fare il cuore di roccia. Per difesa. Ma tanto non è che sia servito a qualcosa, per la verità...
E così mi ritrovo a pensare come sia difficile non passare certe cose ai figli. Ma visto che ora devo uscire, per il momento mi interrompo qui.