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venerdì 6 maggio 2011

Il buongiorno

Una cosa che non è cambiata da quando ero incinta, è per me il mattino. Quando aspettavo Pagnottella, ormai agli ultimi mesi, mi svegliavo prima di lui, lo salutavo e dopo poco eccolo tirarmi un calcetto, quasi a volermi salutare. Erano i momenti che preferivo, ancora nel letto, io e lui soltanto, ad ascoltare i rumori del mattino fuori dalla finestra.
Incredibilmente queste cose non sono cambiate. In realtà Pagnottella si sveglia più o meno allo stesso orario di Papozzo, che deve andare a lavoro, ma quest'ultimo lo prende e lo mette nel nostro lettone, accanto a me. In genere me ne accorgo, altre volte invece sono così distrutta dal sonno che non sento nulla. E così, succede che quando mi sveglio, mi giro e mi trovo questo fagotto accanto a me, che se la dorme beato su un fianco, una manina piegata vicino alla testa e l'altra appoggiata davanti alla pancia (sembra assurdo, ma è la posizione stessa in cui dormo io!!), con la testa tutta riversa all'indietro. Allora mi piace osservarlo, ascoltare il suo respiro, cercare di ricoprirlo un po' più decentemente. Passo minuti interi a osservare il suo viso, fino a che si sveglia e ci diamo il buongiorno.
E quel suo sorriso mattutino è come era il suo calcetto nella pancia. Unico e indescrivibile.

lunedì 22 novembre 2010

Ricordi di docce

Fare la doccia la prima volta senza la pancia (o meglio, senza il bimbo dentro la pancia, perché intendiamoci, la pancia resta), mi ha lasciato un po' di malinconia. Non pensavo che mi sarebbe successo (ed ecco, non si sfatano miti, semmai si confermano leggende). Forse era uno dei momenti che prediligevo durante la gravidanza. Quell'attimo in cui l'acqua accarezzava il pancione e Pagnottella scalciava. Allora io cominciavo a cantare.
Volevo cantare anche stavolta ma..la verità è che non mi è uscita la voce. E ora mi sovvengono in mente tutti i momenti miei e di Pagnottella, quelli nostri, unici, irripetibili. Quando era ancora tutto mio, quando era ancora facile riuscire a calmarlo. Quando, nonostante tutto, era sereno.
Rimettere piede nella doccia, ha anche significato tornare con la mente a quel giorno. Quando alle 4 del mattino sono entrata per calmare i dolori delle contrazioni, appoggiandomi alle piastrelle, mentre l'acqua scorreva ancora sulla pancia, ma anche Pagnottella era in attesa, stavolta.
Ho sentito come una mancanza.
La mancanza forse di quello che io immaginavo potesse essere il parto e ciò che ne conseguiva dopo. Perché quando ero entrata in quella doccia, c'era sì la paura, ma anche l'attesa, il sapere che ormai era finita e che quando sarei tornata ci sarebbe stato lui. Ed ero pronta, anche a un dolore più forte, ma anche a tutto ciò che ne conseguiva.
Poi, la verità è che un cesareo, fatto d'urgenza, lascia sempre un po' d'amaro in bocca.

Ma per fortuna Pagnottella è qui con noi.
(E per la verità continua a scalciarmi sulla pancia ora che devo fargli fare il ruttino e lui non vuole perché sente male e fastidio!).

giovedì 14 ottobre 2010

Sfinimento...

Sono già due notti che non dormo per forti dolori simil-mestruali. E stanotte lo erano così tanto che pensavo davvero fosse giunto il momento. Invece immancabilmente, alle 5:00 si bloccano. Restano le solite contrazioni/indurimenti, poco dolorose, che sono però irregolari.
Adesso non ne posso davvero più. Passi per l'attesa. Ma anche il dolore no eh!

lunedì 11 ottobre 2010

Up and down

Ieri pomeriggio sono riuscita a distrarmi grazie ad amici prontamente venuti a passare un po' di tempo con noi. Quindi due passi al parco qui vicino, chiacchiere in libertà e tanto divertimento grazie anche ai gemelli di due anni.
Ma stamattina sono di nuovo sola e scazzata. Alla fine ieri sera mi ero anche detta che ero tranquilla, che non posso mettere fretta alla natura (tanto decide lei..forse..) e che, non avendo più un conto alla rovescia, ora non mi resta che trascorrere giornate tranquille senza più il pensiero della mèta (più o meno). Invece poi ho passato una pessima nottata, piena di dolori vari (tra pancia e reni) e di coliche intestinali (maledette!!), in più stamattina ho ricevuto la notizia di un'altra compagna di corso che si è spanzata (e aveva il termine una settimana dopo il mio) e così..sono ripiombata nella malinconoia.
Neanche la telefonata di un'amica lontana mi ha tirato su (forse perché alla fine ormai tra noi c'è rimasto veramente ben poco e ci sentiamo, se va bene, una volta ogni 2-3 mesi; anzi, per la verità l'ultima volta sono passati ben 6 mesi, dato che ha avuto la notizia che ero incinta proprio quando ero di 6 mesi!!).
Ma poi, passando tra i blog vari, leggo in quello di valepi che mi è stato ridato il premio (che ho postato qualche post più sotto) e la sua scritta "impegnata in impegni serissimi" mi ha fatto troppo sorridere. Quindi mi sono detta che basta, è ora di smetterla di sentirsi così giù, che tanto ormai è solo questione di giorni e se ci saranno altri dolori, ok, li prenderò, perché tanto poi alla fine potrò spupazzarmi il mio frugoletto no?
E allora, rifaccio tutto daccapo..però stavolta scriverò le cose che amo oggi.

  1. Aver fatto colazione con mio marito che è rimasto un po' di più a casa (prima di andare a lavoro) per assicurarsi che stessi bene ♥
  2. Vedere che c'è un bel sole fuori e meditare se fare una passeggiata al parco, anche se da sola
  3. Trovare il mio cane che, per una volta, fa la brava e mi attende sulla cuccia, scodinzolando, per avere la sua carezza mattutina, anziché buttarmisi addosso come fa di solito
  4. Accarezzare il pelo vellutato e morbido dei miei gatti per dar loro il buongiorno
  5. Poter leggere ancora di Maud e Walter, ma anche di Ethel e tutti gli altri, per sapere che ne sarà di loro, nonostante la guerra (da La caduta dei giganti di Ken Follett)
  6. Pensare che nonostante ieri sia stata malissimo per le coliche, ho deciso che a pranzo mi mangio lo stesso la pizza, tanto male per male, almeno mi godo qualcosa di buono
  7. Pensare alla doccia che mi attende nel pomeriggio, bella calda e bollente
  8. Pensare che posso tornare a pulire casa..è vero che poi sembra mi sia passato un autotreno su tutto il corpo, ma non ho più il terrore di provocare un parto imminente (anzi, ben venga!)
  9. Pensare al rientro di mio marito stasera, quando saremo di nuovo insieme, a cenare, ascoltando la sua giornata, poi vedendo un po' di tv e di nuovo a letto ad ascoltare il suo respiro e a bearmi del suo calore
  10. Ascoltare i rumori che vengono da fuori

domenica 10 ottobre 2010

40 settimane. Primo monitoraggio

Pensavo di potermi evitare il monitoraggio e invece no! Tutta esperienza, vero caro Pagnottella?!
Alle 9:45 io e il marito ci troviamo in ospedale. Un'infermiera (o simile) mi dice di attendere in sala d'attesa del pronto soccorso e così facciamo, salvo poi andare a salutare una ragazze del corso preparto che si è spanzata venerdì. L'ho trovata molto dolorante (a quanto ho capito le si sono rotte le acque e le hanno indotto il parto con gel e ossitocina ma..nonostante la dilatazione la bambina non nasceva, così le hanno fatto un cesareo d'urgenza), ma comunque non mi sono scoraggiata (incredibilmente) e ho visto la bimba che è un fagottino stupendo!! ♥
Alle 10:45 mentre aspettavo in sala, arriva la mia simpatica ostetrica (sempre lei eh!) che mi fa: "Ma che ci fai qui te?". "Aspetto di fare il monitoraggio". "Ma non devi stare qua! Vai là in fondo no?!". Io la guardo malissimo: "Ma se mi hanno detto di aspettare qui?! Mi sembrava strano!!".
Alle 10:55 viene e mi attacca alla macchina del monitoraggio. "Cosa devo fare?". "Niente, non l'hai mai fatto?". Eh no cara mia!! La sua empatia è sconcertante.
Passo circa mezzora a chiacchierare con un'altra appanzata. Il suo bimbo si muove troppo e quindi è lì già da un'ora. Finalmente torna la mia amica e senza dirmi una parola mi stacca tutto. Le chiedo, piuttosto basita: "Scusa, ma questi grafici che vogliono dire?". Lei, laconica: "Hai avuto contrazioni". "Ah, non le ho neanche sentite".
Senza dirmi un'ulteriore parola (cavoli, potevo quasi quasi mettermi a parlare con un muro e facevo più conversazione!), mi compila una scheda, poi mi dice di seguirla per prendere le urine. Le sue indicazioni sono sempre più antipatiche.
Quando le porto le urine, mi guarda con sguardo d'orrore perché ho osato entrare nella stanza delle infermiere. "Non qui!". Neanche potessero scatenare l'ebola!
Poi mi rifà accomodare in sala d'attesa, per aspettare la ginecologa.
Quando mi richiama ed entriamo in stanza, davanti alla dottoressa diventa una caramella viscida. Tutta sorrisi e gentilezze. La guardo sconvolta. Addirittura, dopo la visita, la dottoressa mi fa: "Ha avuto delle contrazioni, le ha sentite?" e lei tutta zuccherellosa: "No, dice di non aver sentito niente". E mi sorride!!!!! Ero sconvolta.
Comunque, al di là di questo essere mostruoso che nel salutarmi alla fine mi ha risorriso (avevo i brividi!!!), la prognosi è la seguente: contrazioni leggere e preparatorie, ma collo dell'utero completamente sigillato (ma perché????); bimbo felice che sguazza in tanto liquido (bòn per lui!). Tra sei giorni ho un nuovo monitoraggio e se non si smuove nulla, il 20 mi ricoverano per l'induzione.
OLE'!! =_=

sabato 9 ottobre 2010

39+6..e tutto tace

E sembra incredibile. Si passano mesi e mesi a sperare di raggiungere come traguardo la successiva settimana, pregando che il piccolino non abbia fretta di nascere, perché non è proprio il momento. Poi si arriva alla 38esima e tutto sommato ci si dice che se nascesse andrebbe proprio bene, un piccolo sconticino non sarebbe male.
E alla fine invece si arriva anche alla 40esima e tutto tace. Proprio così.
Oggi sono stata fuori (camminando) dalle 11:30 alle 18:00. E avrei potuto persino saltare e correre, ancora un po'.
Niente di niente.
Ma perché, allora, solo la notte mi arrivano tutti quei dolori e fastidi che non mi fanno chiudere occhio??? ARGH!!!
Sono in modalità nevrotica!
E domani alle 10 ho il primo monitoraggio. Non c'è che dire!

venerdì 8 ottobre 2010

In attesa...caro Mr Pagnotta

Caro Pagnottella,
ma insomma, che vogliamo fare? Ormai mancano solo due giorni e poi scadiamo. E lo so che forse probabilmente tu stai benissimo là dentro (ma ne dubito, insomma, soltanto oggi ti sei puntato così tanto tra basso e alto che ho temuto mi volessi ammaccare una costola. Se puoi evita di farlo, perché già ne ho una che è bella in fuori e mi si vede sempre, vogliamo mica che la mamma diventi un bel pagliaccio eh?!), ma io inizio a sentirmi un po' "costretta", non lo senti anche tu?
Il nervosismo mi sta salendo alle stelle e la mia lingua non è mai stata così tagliente, alla faccia della dolcezza delle mamme o quasi-mamme. E questo tempo bigio di certo non mi aiuta, capisco che nascere con un tempo così non alletti nessuno ma..tanto per i primi giorni neanche lo vedrai, fidati, poi cercheremo di fare la danza del sole, così magari quando usciamo dall'ospedale potrai pure essere baciato da piccoli raggi di sole, cosa ne pensi? Non ti piacerebbe?
E poi non sei curioso neanche un po' di conoscerci? Di noi conosci soltanto le nostre voci (ok, di me magari qualcosa di più...), ma sai che sarà bellissimo quando potremo abbracciarti? Forse non hai idea, ma di sicuro non è come il liquido amniotico, che capisco ti abbia protetto finora, ma ora lascialo fare alle braccia di mamma e papà, dai!
Ok, forse la verità è che siamo più noi in visibilio che tu..lo capisco. Ma imparerai a conoscerci. E spero che questa conoscenza possa esserti in qualche modo piacevole e d'aiuto.
Ormai quasi ogni notte ti sogno, ma in viso non ti vedo mai.. E cos'è un sogno alla fine? Quando mi sveglio sento che sei ancora in pancia e per quanto piacevole sentirti fare i tuoi mille movimenti (e meno male dovevano essere minimo dieci al giorno. Tu dieci li fai in un nano-secondo quando ti ci metti d'impegno. Ma che giochi fai là dentro' Poi un giorno me lo dirai?) adesso sento che ci vorrebbe qualcosa in più, che forse è venuto il momento di guardarti negli occhi.
Non ti nego che ho molta paura, chissà se sarà un po' doloroso anche per te. Spero tanto di no.
Dai, facciamo che chiudo un occhio su questi due giorni in cui ho pensato che magari poteva essere il momento giusto e...ti aspetto stanotte ok? Su su, non farti pregare...ormai sei pronto no?

martedì 5 ottobre 2010

E fai sempre crollare tutto...

Pensi che le cose d'ora in poi saranno diverse, che dopo ieri qualcosa è cambiato per forza.
Ti sforzi sempre per fare le cose affinché anche lei sia contenta, perché non ha avuto dalla vita ciò che desiderava. Ma non basta mai. Alla fine sei sempre la figlia che non fa mai le cose giuste, insieme agli altri due fratelli, ovviamente. E certe tue scelte non vengono neanche capite, comprese.
Poi arrivano i momenti più belli e importanti, quelli dove vorresti che tutti fossero felici come te, o per lo meno le persone che ti vogliono bene, quelle di riferimento ecco. E invece lei ne ha sempre una. Lei riesce sempre, in quei momenti, a farti piangere. A farti sentire sbagliata.
Perché se fai in modo che passi i primi giorni della vita di tuo figlio a casa tua, insieme, perché anche lei possa godersi il nipote, nonostante la lontananza, rubando persino un pezzetto di quella privacy di famiglia che stai per costituire insieme a tuo marito, non va bene, perché ha dovuto rinunciare ad altre ferie per te.
E sentirsi sempre dire: "D'ora in poi penserò solo a me, visto che non ci pensa nessuno". Quando sai che non è vero, quando fai in modo che anche lei sia sempre presente nella tua vita, anche se lontana.
E a -5 giorni dalla data presunta del parto, sentire poi: "Fai figli, vedrai poi quello che ti aspetta".
Ecco, grazie mamma.
Non siamo figli perfetti, non lo siamo mai stati. Ormai lo sai. Smettila di pretendere che usiamo la sfera di cristallo, perché ormai lo sai bene che non ci arriviamo.
Non puoi pretendere e poi ferire.

Sì, vorrei emigrare, ma lontano da tutti.
Non è bastato mettere km tra noi.
Mia suocera tiene i suoi figli legati a sé in un modo, tu in un altro.
E io trovo tutto ciò veramente schifoso e penso che non voglio essere madre come voi.
Come nessuna di voi.

domenica 3 ottobre 2010

39 settimane e il dilemma della pancia

Ma si può sapere perché diavolo la gente non si fa mai i fatti suoi?! Per buona parte della gravidanza, o meglio, da quando la pancia mi è spuntata, non ho fatto che sentire persone che sostenevano che la mia pancia era molto bassa, a volte facendomi anche andare in paranoia (specie mia suocera che mi guardava con sguardo da "esperta"..no comment!).
Ora che finalmente sono quasi giunta al termine...ovviamente la mia pancia è sempre, sempre e categoricamente alta.
O sono io fatta inversa o la gente dovrebbe mettersi un cerotto al posto della bocca.
Non sopporto più nessuno.
Sono stufa di chi mi guarda con orrore se giro per un centro commerciale (tranquilli, non ve lo sforno qui il pargolo).
Sono stufa di chi mi racconta il suo tragico parto sapendo bene che a me manca pochissimo (ma vi divertite?).
Sono stufa dei consigli non richiesti, tipo su come tenere il pupo ecc. ecc. (ebbasta, abbiamo capito che siete tutti degli esemplari di Top Educatori, ma il vostro tempo per fare le mamme e i papà ve lo siete già preso, ora per favore NON ROMPETE!).

Sì, mi sembra di soffrire incredibilmente della sindrome pre-mestruale, si è capito?

martedì 28 settembre 2010

38+2 e l'approccio con l'ospedale

Antefatto.

Dopo la visita con la mia ginecologa, quest'ultima mi aveva caldamente convinta a chiamare in ostetricia per fissare un'ecografia di controllo per i valori della testa di Pagnottella, più che altro per capire se c'è bisogno di un TC a causa della sproporzione feto-pelvica.
Qualche giorno dopo, ben disposta, chiamo in ostetricia. Soliti passaggi e attesa al telefono. Poi spiego tutta la situazione a chi mi risponde. Mi sento dire che non si fanno ecografie per cose simili. Insisto, sostenendo che non sono stata io a richiederlo, ma la mia ginecologa privata. Nell'ordine mi vengono fatte tali domande:
-Signora, quanto pesava prima di rimanere incinta? E ora quanto pesa? E che taglia di gonna portava prima di rimanere incinta? Sua mamma di quanti kg l'ha partorita? Ecco, tutti prendiamo il bacino della nostra madre, non si preoccupi.
La cosa mi aveva lasciata non poco sbalordita, comunque insistendo un altro po', ero riuscita a strappare a questa donna grandiosa il consenso a recarmi in ospedale alla 38esima settimana, per fissare il tracciato (a suo dire per la settimana successiva, ovvero la 39esima) e l'eventuale ecografia.

Oggi.

Incredibile caos al PS, come non ne ho mai visti. Riesco a parlare con un'infermiera che mi spedisce a un'altra porta. Prima di andarci, assisto a mamma incacchiata nera che urla: "Mia figlia sta morendo nel letto, volete fare qualcosa? Oppure dobbiamo finire anche noi sul giornale?". Io guardo un'altra signora prossima al parto e le sussurro: "Incoraggiante...". Quella riesce a mala pena a farmi un sorrisino...
Arrivata alla sala tracciati, l'ostetrica con molta educazione (certo) mi dice di attendere. Finalmente dopo mezzora viene fuori per sapere chi è arrivato prima. Le spiego che io sono lì solo per un'informazione. Lei: "Ah, me lo doveva dire".
Se non me ne hai dato neanche il tempo...!
Le spiego che 2 settimane fa avevo telefonato per i tracciati e che mi aveva detto di venire a questa settimana per fissarlo per la prossima. L'ostetrica mi chiede quando ho il termine e mi fissa il primo tracciato direttamente per quel giorno (ah). A quel punto le spiego la situazione dell'ecografia per via della testa del bimbo e, a quel punto, piuttosto scocciata, mi dice che avrei dovuto fissarla al cup e andare direttamente là.
Piuttosto basita, mi incammino all'altro reparto, ma già mentre vado mi rendo conto che è assurdo riuscire a fissare un'ecografia senza avere neanche una richiesta medica, ma sopratutto in tempi brevi!
Provo ugualmente a parlare al cup, per vedere se riesco a impietosirli, ma nulla.
Ritorno su al reparto di ostetricia e qui ribecco la solita simpaticissima ostetrica e le chiedo delucidazioni.
"Scusi, ma come faccio a fissare un'eco in tempi brevi? Ho la dpp il 10/10, non riuscirò mai a fissarla prima!".
"Signora, mi scusi, ma pensarci per tempo?"
"Ci ho pensato per tempo! Ho telefonato due settimane fa e nessuno mi ha detto che dovevo fissarla, ma semplicemente venire qui!"
"Ma chi gliel'ha detto? Ha qualcosa di scritto in merito?"
"No, le ho detto che ho telefonato"
"Ah" fa lei sprezzante "Verba volant". (simpatica!)
"E lo so anch'io, ma se mi hanno detto così...!".
Lei, stizzita: "Signora, ma guardi che comunque è assurda questa cosa, poi cosa vuol dire che il bimbo ha la testa grossa? E altri l'hanno piccola!".
"Sì, ok" cerco di spiegarle "Ma io che ne so, la mia ginecologa mi ha segnato di farmi vedere, e io seguo le sue indicazioni!".
A questo punto devo ammettere che ci vuole un plauso a mia suocera, che da buona scassa-maroni qual è, in questo caso è riuscita laddove io non ce l'avrei mai fatta (lo ammetto, stavo per arrendermi!). Ha insistito a tal punto, facendo capire alla suddetta simpaticissima ostetrica che qualcuno di molto incompetente mi aveva risposto al tel due settimane prima, che alla fine la nostra beniamina ostetrica è andata finalmente a parlare con un ginecologo e..mi hanno spedito in ginecologia a fissare l'ecografia.
Ora, benché sappia benissimo che tanto non servirà a niente (ormai l'ho capito anch'io che per vedere se un bimbo si incanalerà o meno bisogna aspettare il momento del travaglio), sono comunque più tranquilla, perché un controllo in più tanto male non fa!
E comunque, quello che ora mi preme è che mi auguro sinceramente di non trovarmi lei in sala-travaglio-parto perché altrimenti..non rispondo di me stessa!

lunedì 27 settembre 2010

38+1

Per la prima volta, ieri sera, non riuscivo ad addormentarmi, nonostante l'immensa stanchezza, perché è arrivata la paura, quella che attanaglia. Non che io abbia avuto segnali imminenti di un parto, affatto. Sarà forse stata la signora per strada che, osservando la mia pancia bassa, mi ha chiesto: "Ormai ci siamo eh? Quando nasce? Stanotte?". E non che io presti molta voce alle persone e alle loro parole, ma ieri, effettivamente, sono stati in tanti a farmi notare che "manca poco". Ma se nessuno mi conosce, come fanno a capirlo? Da cosa si nota? Soltanto dalla pancia bassa? Io in fondo l'ho sempre avuta un po' bassina, ma forse effettivamente prima non era così "grossa"!
E non so se è egoismo, o se alla fine è un sentimento umano, per un attimo, mentre durante questo w-end facevo colazione con mio marito, ho sentito un po' la mancanza di quelli che sono sempre stati i nostri w-end a due. Non che io non desideri che diventino a tre, o che arrivi questo bambino (ho così tanta voglia di conoscerlo, guardarlo, cercare di capire a chi assomiglia..vedere quello che siamo stati in grado di fare..). Però non so, mi ha preso così. E ho pensato..che se arriveremo alla dpp, avrò ancora altri due w-end di coppia.
Sì, ho un po' paura lo ammetto. Anzi, un po' non rende bene l'idea.
Ho paura di soffrire troppo.
Ho paura di non farcela.
Ho paura che le cose tra me e mio marito cambino.
Ho paura che il mio Pagnottella possa soffrire (e essere io a farlo soffrire, proprio al momento della sua nascita).
E poi ci sono i sogni. Quelli che mi permettono di smetterla di aver paura.

domenica 26 settembre 2010

Dormire? Che vuol dire?

Il bambino nella bolla qui accanto che mi annuncia il countdown comincia a inquietarmi.
La notte dormire è diventata un'impresa. Ci riesco giusto le prime due ore, poi si comincia: mi alzo per la pipì almeno una volta ogni ora e mezza (tengo il conto, ormai guardare la sveglia è diventato il mio sport preferito), mi fanno un male da morire le anche (peggio che mai, adesso non c'è più solo la trazione, forse qualcuno le sta trapanando, magari Pagnottella in vista dell'uscita, mah?!), le gambe si immobilizzano e riprendono vita solo se mi alzo; e girarsi su un fianco è diventato peggio di una maratona, mi sembra di avere un blocco di cemento che mi impedisce di girarmi, proprio sullo sterno. Poi quando riesco a rotolare...precipito immediatamente sull'altro fianco facendomi un male cane alla pancia.
-14 giorni...E se me ne fa fare uno in più mi prendo a martellate sulla testa!!!

mercoledì 22 settembre 2010

Metti un giorno intenso...

Ieri al corso pre-parto hanno partecipato anche i papà. E' stato bello sentire anche il loro punto di vista, vedere come in fondo sono tutti un po' simili, emozionati e in attesa ognuno del proprio frugoletto che cambierà, inevitabilmente, le loro vite.
Tra l'altro, mentre li osservavo (e spero di non essere stata eccessiva, perché mi rendo conto che io scruto troppo le persone), mi sono accorta di come, in un modo o nell'altro, assomigliassero moltissimo alla loro compagna/moglie. Non so se sono io che ogni volta mi faccio castelli per la testa, ma a me è sembrato di vedere nei mariti qualcosa delle loro mogli! Dei modi di fare, dei modi di scherzare, magari anche nell'aspetto fisico! E ad un certo punto mi sono ritrovata a chiedermi se fosse così anche per me e mio marito e se non è una condizione della vita, cioè, se, proprio per questa vicinanza che ci fa famiglia, non tendiamo poi a uniformarci (pur restando col nostro cervello, ovviamente) alle persone che ci sono care. Oppure se per caso, tendiamo a decidere di passare la nostra vita con una persona che ci è abbastanza simile.
Non lo so, perché obiettivamente non è una cosa che riscontro spesso nelle coppie, anzi! Eppure ieri è stato così, o magari ero io portata a farmi certi voli pindarici (il che, in questo periodo, non lo escludo affatto!).
La visita alla sala parto, poi, non è stata traumatica come credevo. Poco prima di entrare, quando stavamo rivestendo le nostre scarpe di quei sacchettini di plastica verde, in attesa che le porte enormi e scorrevoli fossero aperte, con quella dicitura un po' terrificante "Sale Parto - Sale Operatorie", mi sentivo tremare dentro, sarei proprio voluta scappare e mi chiedevo: ma io che ci faccio qui? Fermate il mondo!!!
Ma una volta dentro, osservata bene la stanza, ho notato che non era quella cosa da tortura che nei miei pensieri arruffati si stava già formando! Anzi, in un certo senso, il fatto che la partoriente possa trascorrere il travaglio da sola (ovviamente col marito o una persona familiare e l'ostetrica) e non con altre donne doloranti, mi è stato di conforto.
Una volta tornata a casa mi sentivo davvero strana. Ero tranquilla, eppure col misto di emozioni che si agitavano in me, mi veniva quasi da piangere, ma non riuscivo a capire se di paura, se per un senso di felicità...Non lo so. Mi sono sentita come una di quelle bambine il cui impatto col mondo è eccessivo e che ha bisogno delle sue cose, della sua routine per calmarsi.
Ho pensato a tutto il percorso che noi tre abbiamo fatto finora, a quanto è stato angosciante all'inizio, a come lo è stato dopo, per certi versi; ma anche ai piccoli attimi di immensa felicità nel sentire i primi colpetti di Pagnottella, nel sentire e vedere poi quelli più vigorosi e veloci. Perché nei momenti in cui la paura mi assale, c'è sempre lui che con la sua vivacità, nella mia pancia, mi aiuta a focalizzare l'essenziale, ovvero noi tre. E lui per primo, ora.
E ho tanta, tantissima voglia di conoscerlo.



venerdì 17 settembre 2010

Pensieri confusi

Giorni fa io e mio marito siamo stati a cena a casa di una collega; c'erano ovviamente anche le altre coi rispettivi mariti/compagni. E' stato bello rivederle, sentire ancora news dal lavoro (sempre peggio, ma va bene anche così, in fondo è quello che ho sempre sperimentato. Quando stai ballando dentro di te piangi e ti snervi, poi con le altre si trova sempre il modo di riderne, per sopravvivere), chiacchierare allegramente con loro e senza la testa al pensiero della gravidanza ecc. Poi però, in un attimo, il mio pagnottella mi ha scalciottato, forse infastidito da quanto mi piegavo dal ridere (in effetti a un certo punto ho sentito il suo sedere piantato nello sterno e non respiravo più!) e di colpo mi sono ritrovata a pensare che tra poco avrò il mio bambino. Ecco, in quel momento mi sono sentita come estraniata e non è stato bello. Non so perché. Ho avuto, per un attimo, la sensazione di essere lontana mille miglia dalle mie colleghe-amiche. E questo dopo, riflettendoci, mi ha lasciata perplessa e mi sono chiesta come fosse potuto accadere.
Poi la sensazione è svanita, per tornare, molto tangibile, ieri al corso pre parto, mentre me ne stavo in circolo, ad ascoltare informazioni sull'allattamento, insieme ad altre ragazze tutte appanzate come me. Uscendo, e passando vicino a una scuola, ho visto dei bambini affacciarsi alla finestra, guardarci, indicarci e ridere. Ho immaginato che si dicessero: Oh, guarda tutte queste pancione...! E, insomma, tanto lontana non devo essere andata, visto che dopo pochissimo si è affacciato addirittura un professore!!  E per un attimo, sorridendo imbarazzata, mi sono chiesta se d'ora in poi, più avanti, non sarò più vista come persona ma come mamma e basta.
Non so perché mi vengano certi pensieri...
Stamattina prestissimo poi, ho avuto un crampo simile a quelli pre-mestruali e mi sono spaventata. Poi ho cercato di calmarmi ma mi sono detta: No, ancora non sono pronta..né fisicamente né psicologicamente..
Ma poi ho capito che forse, più che altro, non ero pronta perché sono ancora qui che mi chiedo se il peso del mio bimbo, che è risultato leggermente inferiore ai valori della media, sia adeguato se dovesse nascere in questo momento e se non avrebbe invece problemi.
E intanto ieri sera una piccola delusione: già tempo fa avevo saputo, da mio padre, che non sarebbe potuto venire a trovare suo nipote appena nato. Ma avevo scacciato il senso di tristezza e mi ero detta che alla fine era anche comprensibile, dovendo venire da tanto lontano. E che ci sarebbe stato tempo.
Compensavo questa sensazione di tristezza, con la gioia di vedere come tutti gli altri, futuri zii, nonne e nonno, amici ecc. siano tanto impazienti di conoscere pagnottella. L'affetto che gli gravita intorno è per me fonte di un'emozione nuova, particolare, perché non è propriamente rivolta a me, ma a un altro essere che mi cresce in pancia ed è qualcosa di davvero particolare e strano.
Poi, invece, ieri sera mia mamma mi ha detto di aver appena scoperto che mio fratello minore se ne andrà a trovare nostro padre proprio nel periodo in cui ho il termine. E ci sono rimasta male. So che non vuol dire nulla, so che prima o poi tanto verrà a trovarlo, lo so benissimo.
Eppure ci sono rimasta molto male e ancora non ho capito molto bene la sua scelta.
E d'altronde non posso far altro che accettarla.

giovedì 9 settembre 2010

Di gatti e animali

Ma la domanda più inquietante di questo periodo è:

Perché tutti mi domandano che cosa farò coi gatti quando nascerà il piccolino?

Ed è ancora più inquietante quando viene da persone che, prima di avere un figlio, avevano gatti che trattavano come figli!
Ecco, io non concepisco che mi si faccia una domanda così..certo, ci può essere sicuramente curiosità e pensiero circa il pelo, l'igiene e quant'altro ma...Che razza di domanda è "cosa farò coi gatti"??? E' ovvio che farò quello che ho sempre fatto finora, ovviamente con qualche attenzione in più.
Ma di certo non farò come alcuni che li hanno prontamente mandati a vivere in terrazza... O__O

mercoledì 8 settembre 2010

Parto naturale o TC?

E ci risiamo...
Oggi visita dalla ginecologa. Là sotto è tutto fermo, come dovrebbe essere ma..anche lei è apparsa preoccupata per le dimensioni della testa del bimbo, ma più in relazione a me e al parto che per altro, ovviamente. Mi ha detto che le probabilità che io mi faccia tutte le ore di travaglio e poi si passi al cesareo sono molto alte (considerato anche il mio bacino). Per questo, mi ha consigliato di effettuare un'ulteriore visita e controllo, stavolta però in ostetricia, nell'ospedale in cui partorirò, proprio per controllare se non ci sia bisogno già in partenza di un TC!
Io a questo punto non so più cosa pensare, né cosa sperare. Se non che il tutto, o TC o parto naturale, fili liscio e non più doloroso del dovuto, ma sopratutto che pagnottella stia bene e non subisca sofferenze in questo trambusto.
Povero piccolino mio..purtroppo la nostra genetica è quella..Peccato che la natura non mi abbia dotata di un bacino tale da poter sfornare anche due teste insieme!!!

martedì 7 settembre 2010

Saw

Ecco. Se pensavo che quello fosse il massimo che potessi sentire, ovvero un po' di misero peso sulla pancia..beh, mi sbagliavo di grosso, ovvero, non ero ancora arrivata a stanotte.
Sorvolando sui dolori del mio Amico Colon di ieri sera (e figurarsi se una volta a settimana ce li facciamo mancare!), stanotte, oltre alla pancia pesante e al soffocamento generale se sto seduta o a pancia in su (era troppo bello per essere vero che ero l'unica che riusciva ancora a dormire a pancia in su!), da stanotte si è aggiunto qualcosa che mi ha fatto pensare ai vari film horror e splatter che mi guardo con tanto gusto. Bene, temo che cambierò presto film da vedere!
Improvvisamente, il mio bacino è entrato in trazione. E' come se qualcuno si stesse divertendo a spaccarmi le anche e allontanarle il più possibile da quello che, fino a ieri, era il loro luogo d'origine!
Quindi..o in me sta avvendo una terribile mutazione, oppure sono io che non vado....

lunedì 6 settembre 2010

Ancora cambiamenti

La fame sta aumentando soltanto adesso che mancano 5 settimane. Mi sembra di avere sempre lo stomaco vuoto anche appena finito di mangiare, quando soltanto qualche secondo prima stavo scoppiando e non riuscivo persino a respirare! In effetti in questi mesi non sono aumentata esageratamente (7 kg dall'inizio), ma penso che se vado avanti così prenderò tutto il meglio ora!
Anche pagnottella non è grosso eccessivamente (venerdì, all'eco di controllo, era 2 kg e 300) e la testa è abbastanza rientrata, quindi non c'è più il bisogno di programmare il cesareo. Solo che il dottore ha fatto di nuovo una delle sue battute, chiamandolo "bambino di stagno", dato che appunto è magro, testa grande e gambette corte. -__-' Vabbè, e allora??? Non che io o mio marito si sia molto alti, poi. Nelle nostre famiglie, gli "alti" si contano sulle dita di UNA mano! E ho detto tutto.
Intanto però, anche se non pesa eccessivamente (sembra che al massimo arriverà a 3 kg e 100 alla nascita), io ho la pancia che non riesco più a spostarla. Andare in giro è diventato un problema, mi sembra di essere una balena arenata. Dopo pochi passi ho l'affanno e i muscoli del ventre mi tirano che pare che la pancia debba staccarsi e piombare con tutta la sua forza di gravità verso terra! Nelle riviste o libri sulla gravidanza, leggo che arrivati a 35 settimane è venuto il momento di concedersi lunghe e benefiche passeggiate nei boschi o nei parchi. Ma se io riesco a mala pena a uscire di casa e arrivare alla fine del parcheggio???? Ok che non sono mai stata una tipa sportiva, ma le mie camminate le ho sempre fatte, cavoli! Se non ho più resistenza, non oso immaginare quel giorno cosa farò.
Così, per consolarmi e farmi passare il tempo in casa, mi sono data alle letture "a tema", cominciando dal tanto conosciuto Il linguaggio segreto dei neonati di Tracy Hogg. Lo sto pure sottolineando, così la sera, quando mio marito torna da lavoro, può leggersi solo quei pezzi e ne possiamo parlare. Anche se non so poi come sarà quando pagnottella sarà tra noi. L'altra notte mio marito mi ha fatto improvvisamente ridere dicendomi, dopo aver ascoltato il pianto disperato della bimba della vicina di casa: "Ok, penso di aver capito perché strilla così..".
La notte ormai sono più le ore in cui sto sveglia rispetto a quelle in cui dormo (pagnottella la notte è super agitato, anche se mi fa tenerezza. Continua a giocare ai cow-boys!). Per fortuna di giorno un po' recupero, con qualche pisolino.
E stiamo anche cominciando a organizzare la casa per il suo arrivo.
Per il resto, l'altro giorno mi sono scoperta a guardare il cielo e a dirmi: "Cavoli, siamo già a Settembre".

lunedì 30 agosto 2010

Senti chi parla!

Dovevo avere circa 12-13 anni quando mia mamma portò me e i miei fratelli al cinema a vedere Senti chi parla. Nonostante l'età e ciò che si sa oggi, io allora non sapevo quasi niente..(anzi, so che potrò apparire ingenua ma ho scoperto esattamente come avveniva l'atto sessuale qualche anno dopo grazie a un libro di Wilbur Smith. E ho detto tutto!!); non so come mai mia madre scelse esattamente quel film per quella domenica pomeriggio (mi pare fosse domenica. Tutt'al più poteva essere un sabato), se eravamo stati noi ragazzi a chiederglielo o se fu un'idea sua (il che però mi pare strano, perché non è mai stata un'amante dei film, men che meno del cinema!). Mio fratello più piccolo doveva avere 9-10 anni e chissà, magari ne sapeva più di me. Fatto sta che, una volta usciti dal cinema, sulla strada del ritorno verso la macchina, mia mamma ci chiese, non senza imbarazzo (io per lo meno ero imbarazzatissima!), se sapevamo quello che avevamo visto, ovvero che cos'erano quell'uovo iniziale e quegli specie di girini! Credo che tutti noi dicemmo qualcosa tipo: "E certo che lo sappiamo!", ma mi sembra di ricordare che fu lei a spiegarci la cosa, senza però entrare nel dettaglio su come gli spermatozoi fossero entrati a contatto con l'ovulo della donna! Tra l'altro non mi pare che fossi già sviluppata, quindi sapevo ben poco anche di ovuli e cicli mestruali!

Questo per dire a che livelli ero a quell'età (sorvoliamo su come cambiano i tempi!).
Tuttavia, per me, Senti chi parla resta tuttoggi uno dei miei film preferiti. L'ho sempre riguardato con affetto, sia per il ricordo di quel pomeriggio particolare (al cinema con mamma!!), sia perché mi piaceva pensare a un bambino che là dentro già pensava, parlava ed era in grado di interagire con la mamma.
Fin da quando sono rimasta incinta ho desiderato rivederlo e l'ho fatto oggi, commuovendomi come una scema, non so se per tutta una serie di fattori ormonali, per i ricordi o cosa.
Non so perché ma so che..quando il mio bimbo nascerà e ci guarderemo, ecco, penso che entrambi avremo lo sguardo del bimbo del film, un po' stranito (per lo meno io di sicuro, non so se i bimbi appena nati aprano gli occhi o meno!). E che ci vorrà del tempo per imparare a conoscerci "dal fuori" e che non sarà facile. Eppure adesso che manca un mese e mezzo, vorrei che il tempo volasse.



martedì 24 agosto 2010

Pensieri post corso pre-parto.

Sono appena tornata dal terzo incontro al corso pre-parto e..come tutte le cose che mi danno modo di riflettere, eccomi anche a scriverne, perché così riesco a focalizzare meglio il tutto. Oggi abbiamo affrontato l'argomento Travaglio e Dolore. Che è forse uno degli argomenti che più mi stanno a cuore, di tutto l'insieme, quello che da una parte affascina e dall'altra spaventa. Per la verità, se provo a concentarmi meglio e a cercare di capire che cosa esattamente mi spaventa, ho molta confusione in testa. Certamente l'idea del dolore non facilita le cose, forse è il non riuscire a capire come sarà questo dolore che lascia più spaventati. Sarà davvero così terrificante? E non sarò alla fine talmente distrutta da questo dolore da non riuscire poi a spingere? E se spingere mi farà ancora più male, chi mi dice che lo farò?? Oppure è come il vomito che quando deve arrivare c'è tutto un meccanismo ormai in funzione che non ti permette di fermarti? Lo so, non sarà tanto bello paragonare l'atto di mettere al mondo un figlio con quello di vomitare, ma mi ricordo che durante le nausee, mentre vomitavo (le poche volte che mi è successo), mi è venuto in mente che forse quando arriva il momento delle spinte non ci si può più tirare indietro una volta partito il tutto.
E anche se l'ostetrica ci ha rassicurato dicendoci che se ormai il bambino si è infilato nel canale del bacino ed è passato, non può restare per forza incastrato (e ci sono delle tecniche dolci per smuoverlo), un po' la paura mi assale lo stesso, sempre pensando alla sua testolina (o meglio, testone, sigh).
Poi ho scoperto che all'ospedale in cui partorirò, fanno sempre l'episiotomia. Ora, a me non interessa, o meglio, quello che voglio dire è che forse sul momento, tra un dolore e un altro, non me ne accorgerò (ma forse mi sto solo consolando) - è certo che me ne accorgerò dopo, vabbè -, però vuoi mettere avere qualcuno che ti controlla lì e decide se è davvero necessario o no? Sigh. Tant'è. Lì fanno così, punto e basta. Poi voglio dire, nel mio caso, dovessi riuscire a fare un parto naturale, allora ben venga l'episiotomia, che mi sa che con la testa che ha mio figlio, dubito fortemente di non lacerarmi...

Altre cose che mi girano in testa: l'ostetrica ha detto di andare in ospedale (qualora non si siano rotte le acque e non ci siano complicazioni, sangue ecc.) quando avremo le contrazioni una ogni 5 minuti per almeno un'ora. Dopo quest'ora, fare un bagno, vedere se ci sono ancora le contrazioni e, in quel caso, andare in ospedale. Mi chiedo: a parte che non so neanche se sarò in grado di riconoscere se mi si sono rotte le acque (perché appunto, non dovesse succedere in basso ma in alto, ci sarebbe una perdita a gocce, così ci ha detto), ma appena mi partiranno le contrazioni, non andrò semplicemente in panico? Voglio sperare invece che mi prenda quella sorta di calma che mi prendeva sempre poco prima di entrare a sostenere un esame, all'università... Ma anche qui, chi lo sa, chi può dirlo veramente?

E invidio una mia compagna di corso che è tranquillissima e dice che è curiosissima di provare il travaglio. Certo, da una parte, ripeto, c'è anche per me la curiosità, questo evento di cui si sente parlare fin da quando siamo bambine, prima in maniera soft, poi sempre più dettagliatamente in termine di dolore e paura; però ecco...non è che sia così curiosa al punto da non sentirmi neanche un minimo spaventata!

A volte mi piacerebbe che l'ostetrica che tiene il nostro corso fosse quella che mi seguirà. E' talmente dolce e brava, ma al contempo anche capace di tirare fuori il meglio di noi, che sarebbe perfetto!  L'unica è pensare che davvero, come dice lei, siano tutte così.