mercoledì 18 agosto 2010

Cècile Il futuro è per tutti

Letto in due giorni (ma si legge tranquillamente anche in una giornata, avendola completamente a disposizione), ecco un altro romanzo della bravissima Marie-Aude Murail (già conosciuta per i bellissimi Oh, boy! e Mio fratello Simple) che mi ha letteralmente conquistato il cuore grazie alla carrellata di suoi personaggi assolutamente meravigliosi, veri e vivi!
Non si può infatti non rimaner conquistati dalle caratteristiche di tutti i bambini della classe della signorina Cécile, nonché dai tanti Baoulè (ben 12!), la cui presenza porterà scompiglio nella scuola, essendo ivoriani, senza permesso di soggiorno, nonché rifugiati politici.
Quello che mi è maggiormente piaciuto, non è tanto il tema politico o dell'accettazione dell'altro inteso come diverso, di un altro Paese, quanto il fatto che ciascuno deve essere accettato per ciò che è e che ognuno ha gli stessi diritti degli altri.
Ma a parlarne così mi rendo conto che riduco molto il senso di questo romanzo e il piacere che se ne ricava dalla lettura. Non mi resta perciò che consigliarlo caldamente!

Cécile annuì. Un'ultima cosa la tormentava.
"Si addormenta sempre prima che finisca le storie".
La terapeuta fece un sorriso meravigliato.
"Lei gli fa un regalo eccezionale. Gli permette di addormentarsi al suono di una voce che racconta. La sua mamma non glielo ha mai fatto". (pag. 143).

martedì 17 agosto 2010

Corso pre-parto

Oggi ho partecipato al primo incontro del corso pre-parto e devo ammettere che mi è sembrato molto interessante e ha superato tutte le mie aspettative. Magari è presto per dire una cosa del genere, eppure sia l'ostetrica che l'assistente sociale mi sono sembrate molto alla mano e pronte realmente a interessarsi a tutti i nostri problemi, alle nostre domande e a qualsiasi nostro dubbio.
Forse, a causa del mio lavoro, mi porto dietro un retaggio di pregiudizi che sarebbe il caso di cominciare a scalzare, ma è più forte di me, ne ho viste davvero tante in questi anni di lavoro e non è che tutto ciò che ho visto mi sia propriamente piaciuto.
Ma in fondo il consultorio è un luogo a se stante dai Servizi Sociali (più o meno), per cui dovrei iniziare a considerarlo sotto un punto di vista diverso.
Comunque tornando al corso, le cose che sono state dette, come introduzione, mi hanno dato pane per riflettere (come se in questi giorni non lo facessi già). Due frasi in particolare mi hanno molto colpito: "Ogni mamma è la giusta mamma per il suo bambino" e "Ogni mamma, come ogni papà, indipendentemente da ciò che succederà, lo resterà per sempre". Cioè: nella vita possiamo cambiare molte cose (lavoro, modo di essere, il nostro fisico ecc.), ma non il fatto che saremo sempre dei genitori.
Ed è inevitabile che io pensi al mio lavoro, a come queste due frasi si scontrino a volte con la nostra realtà, senza per questo che il principio in effetti venga meno. D'altronde a volte mi chiedo, come si fa a dire che ogni mamma è la giusta mamma per il suo bambino, quando poi penso a certe tipologie di madri?? Eppure, in un certo senso, anche distorto, è così. Devo ammettere che sto pensando che forse, in più d'una occasione, avremmo fatto bene a tenere a mente questo principio..mentre purtroppo col passare del tempo si ha sempre più la tendenza non solo a vedere errori, sbagli e omissioni, ma anche a cercare un'alternativa a queste mamme che ci capitano davanti. Ma è un quesito e un problema a cui ho sempre pensato.
Un'altra cosa cui hanno accennato, è il cambiamento nel rapporto di coppia con l'arrivo di un bambino, o meglio: come cambiano le relazioni e interrelazioni tra tutti i membri della famiglia. Ed è una cosa, che in parte, avevo già notato. La ridefinizione dei ruoli, il trovare ognuno il giusto spazio, pur fermo restando che si deve mantenere aperto il dialogo, proprio per superare quel momento di stranezza e disagio in cui inevitabilmente ci si troverà.

La cosa che comunque mi ha più colpito è stata scoprire quanto avessi bisogno di confrontarmi con altre ragazze nella mia stessa situazione e quanto avessi bisogno di qualcuno che mi prendesse per mano e mi dicesse: "Fa niente se hai paura, è normale..è così che va la vita".

lunedì 16 agosto 2010

Pro panza

Ultimamente la notte mi porta a fare pensieri e ragionamenti incredibili (sarà per le innumerevoli volte in cui mi devo alzare per andare in bagno e c'è quell'attimo in cui ti sembra di avere il cervello staccato, ma quando stai per chiudere di nuovo gli occhi, zacchete, ecco il pensiero illuminante).
Ho finalmente trovato un lato positivo nell'avere la pancia!! Per esempio il fatto di potersi mettere dei pantaloni (o gonne, è uguale) con la fascia elastica, così da non dover impazzire alla ricerca di un qualcosa che ti vada bene sia in vita che di fianchi.

Ecco, questo penso che mi mancherà, visto anche come sono impazzita l'anno scorso per la ricerca di semplici jeans. No comment (ok, forse sarò fatta male, ma se mi andavano di fianchi ci navigavo in vita e ovviamente se per la vita potevano essere ok, non mi passavano neanche da una gamba!).

venerdì 13 agosto 2010

Del nervoso...

Oggi mi sono svegliata inversa (ahinoi) ed è così più o meno dalle 4 di stanotte, ora in cui mi sono alzata per la seconda volta a fare pipì e, prima di riaddormentarmi, ho avuto tutto il tempo di riflettere su certe persone. Una in particolare, ma da lì si aperto un vortice!
Lo ammetto, mi dà fastidio essere ignorata. In special modo da chi, per un motivo o un altro, quando si rifà vivo lo fa come se fosse una cosa talmente entusiasmante risentirti, che ti verrebbe da chiederti se per caso non ti sei sbagliato e sei stato tu a non chiamare questa persona per vario tempo. Nella fattispecie, inoltre, la tal persona fa di più: elenca momenti futuri dove sarà bellissimo quando sarete tutti insieme con le vostre rispettive famiglie improvvisamente allargate!
Ed è naturale che poi i miei nervi si urtino se penso che ho mandato quell'email da non so quanti giorni e non ho ricevuto risposta alcuna!
Ecco, sì, a me dà enormemente fastidio, perché poi penso: non dobbiamo essere per forza amiche perché sei la compagna (adesso moglie) di un amico, io non ho mai preteso una cosa del genere e daltronde, non abitando vicine, avrei potuto benissimo vivere bene anche senza conoscerti affatto. Ma tant'è, essendo amici con lui, era ovvio che ogni tanto ci si vedesse fissando qualche incontro no? E va bene anche in quel caso essere amichevoli per educazione, ci mancherebbe, ma allora cosa mi hai scritto a fare quando tra voi le cose sembravano essersi improvvisamente rotte? Cos'è? Non avevi abbastanza spalle su cui piangere?? E ok, l'ho fatto, di consolarti e chiederti come stavi e sentirti giorno dopo giorno, non perché me lo hai chiesto, ma perché sono così, e di certo non mi aspettavo nulla in cambio.
Ma non mi aspettavo neanche, poi, di essere ignorata totalmente in futuro!

Poi però, ecco che scrivendo qui mi rendo conto...Ma chi me lo fa fare? Ma chi se ne frega dopo tutto??
La verità è che certe categorie di persone non le sopporto.
1) Quelle che fanno le carine con te e poi alla prima occasione ti pugnalano alle spalle (mica ti devono per forza ammazzare, basta anche poco, perché tu, ingenuo, ti chieda: ma come?).
2) Quelle che ti cercano solo quando stanno male (eh vabbè, c'avrò scritto in testa "Telefono amico").
3) Quelle del "sei un'amica carissima" e poi non hanno neanche il tempo di sentire come stai.
4) Quelle dell'sms multiplo a più amiche per sapere come va e raccontare della propria vita (e qui una bella risata ci sta, manco io facessi parte di un gruppo di devote perpetue).
5) Quelle che ti senti tutti i giorni, ti scrivi tutti i giorni, sai che puoi contare su di loro e poi..improvvisamente spariscono e non si rifanno vive (e se lo fanno è come se nulla fosse).
Questa è la categoria migliore.

Ma mi è già anche passata la voglia di scrivere.
Saranno gli ormoni.

mercoledì 11 agosto 2010

Io e la pancia

Quando non ero incinta, neanche ci facevo caso alle donne con la pancia. Cioè, magari mi capitava un'occhiata di sfuggita, ma tutto sommato non mi interessava neanche.
Quando poi ho scoperto di aspettare, mi sono chiesta: "E ora? Mi crescerà la pancia? E come sarà?". I primi tempi era talmente piccolina che si faceva fatica a vedere, almeno fino al quinto-sesto mese nessuno si è accorto di niente. Se non avessi avuto problemi, avrei potuto tranquillamente fare l'annuncio a tutti al secondo trimestre! Lavoro compreso!
Quando poi invece la pancia ha cominciato a uscire, ho sentito prima il fastidio e poi, una mattina, dopo aver passato una nottata a rotolarmi nel letto pensando che sarei finita sicuramente al Pronto Soccorso (a volte so essere molto melodrammatica, per sdrammatizzarmi io stessa!), mentre mi lavavo al lavandino mi sono accorta di questa protuberanza. "Oddio G.!!!" ho urlato chiamando mio marito "Vieni a vedere!!". Lui, poverino, memore dei precedenti in cui lo avevo chiamato urlando (quando effettivamente eravamo finiti al ps), si è catapultato quasi rompendosi l'osso del collo. "Ho la pancia!!" gli ho detto. Ma obiettivamente, gli ha fatto più specie vedere i due meloni che, poco sopra, mi si erano altrettanto gonfiati a dismisura!
Poi camminando per strada, ho cominciato a notare gli sguardi della gente. Eh no, non erano per i watermelons, assolutamente! Erano tutti sguardi per la mia pancia, finché mia cugina mi ha fatto notare che mi guardavano con un misto di tenerezza e sguardo torvo per mio marito. Non capivo, finché mi ha spiegato: "Eh, per forza, sembri una ragazzina che è stata messa incinta da un delinquente!". Sorvoliamo.
Ma gli sguardi, effettivamente, non sono passati e non tutti erano di tenerezza, alcuni erano proprio sguardi sconvolti, vabbè.
Ora che la pancia poi ha assunto l'aspetto di un pallone aerostato (mentre io sono rimasta abbastanza minuta..incredibile!), quasi un'appendice in più, la gente, sopratutto le donne, fanno a gara per fare pronostici e la loro frase più ricorrente è: "Sei a fine vero? Hai la pancia già bassa".
Vallo a spiegare che la mia pancia è sempre stata così bassa e che mi mancano ancora 2 mesi!
Subito dopo vengono le frasi del: "Scommetto che aspetti un maschio perché hai la pancia a punta". Vero! Ma non hai vinto niente!
Poi ci sono quelle con figli piccoli, che ti guardano con questa sorta di commozione-tenerezza e ti verrebbe voglia di dire: Sì ok, magari mi mancherà, ma ti prego! Evita, che c'ho dei fastidi in questo momento che: a) non riesco a camminare b) non riesco a respirare c) ho reflusso gastro-esofageo d) non riesco più a vedermi i piedi!
A volte si spingono persino a mostrare ai figli la mia pancia: "Hai visto amore? Lì dentro c'è un bambino" e 9 volte su 11 il bambino ti guarda disgustato. A meno che siano loro stessi a dirmi: "C'è un bambino lì dentro?" oppure, la frase più bella che mi fa sempre sganasciare dal ridere: "Mamma ma guarda quella che pancia!". Pensa se non ero incinta!!!!

Comunque ormai io e la mia pancia siamo un tutt'uno e dobbiamo trovare dei compromessi. Sì, perché a tavola non riesco più a mangiare se non stando discosta dal tavolo di molti cm, altrimenti la pancia sbatte alla tavola, oppure mi si comprime troppo sulle gambe (essendo bassa..).
Quando vado a lavarmi i denti o altro, al lavandino, devo trovare posizioni alternative: non riesco più a stare piegata e la pancia continua a sbattere al ripiano in marmo con notevole fastidio e indignazione di bimbolotto.
A letto, inoltre, mi è stato detto dal ginecologo della flussimetria di non stare a pancia in su. Com'è che allora è una delle posizioni che io trovo più confortevoli? Mentre se mi metto di fianco mi si schiaccia tutta??

Com'è complicato il mondo delle gravidanze!!

martedì 3 agosto 2010

Di percentili e ansia

Oggi ho fatto l'eco di accrescimento della 30esima settimana e magari se mi sfogo anche qui mi passerà un po' questa ansia, che già in parte avevo, grazie sempre a questi amati percentili di cui non capisco mai un tubero! A parte che mia mamma che è stata qui da sabato, è ripartita proprio oggi, dopo l'ecografia, quindi ora mi sento di nuovo un po' sottotono, ma poi davvero non so che pensare e forse sarebbe meglio che la smettessi di pensare. L'ecografia tutto sommato è andata bene (a parte che il ginecologo ha riscontrato un utero troppo sensibile alle sollecitazioni, quindi con qualche contrattura. Io vorrei capire perché invece per la mia ginecologa era perfetto! Ora in effetti sento abbastanza fastidio e tensione, spero che con un po' di riposo passi), tutto era nella norma e ok, cuore, polmoni, arterie uterine, placenta, cordone ombelicale, misure..sì, tranne una, sempre la stessa. Il diametro biparietale! Cavoli, fin dalla 20esima settimana è schizzato al 90esimo percentile. Dopo 4-5 settimane era tornato a livelli più "umani", ma da venerdì (quando ho fatto l'eco di controllo dalla mia ginecologa) mi ero accorta che era rischizzato in alto (anche se poi lei si era dimenticata di segnarmi i puntini sui grafici). Oggi conferma: è al 97esimo!!! O_O
Per la verità, il ginecologo mi ha detto di stare tranquilla, che è una cosa di cui non ci si deve preoccupare (in quanto gli altri valori sono tutti nella norma), ma di cui però ci si deve occupare, per via del parto, quindi ci si rivede a settembre per un controllo e per verificare se è ancora cresciuto e a che livelli è, perché eventualmente potrei aver bisogno di un cesareo.
Al di là che il cesareo mi manda più in ansia di un parto naturale (e ci penserò se e quando sarà il momento), è questa testa enorme che mi preoccupa di più! Capisco che possa essere conformazione fisica (in effetti nella mia famiglia abbiamo tutti il testone, anche se non ci ho mai dato più di tanto peso, cioè, non è che sia stata lì a misurarcele!), ma addirittura il 97esimo percentile! Che poi, il ginecologo continuava a dire che sono tutti dati statistici, che stabiliscono loro cosa è nella media e cosa no, ma che non significa nulla perché ognuno è fatto a modo suo. Ok, perfetto, la penso anch'io allo stesso modo ma..allora perché cacchio esistono questi grafici???? Perché non eliminarli del tutto invece di far stare in ansia le persone, visto che siamo tutti diversi?????
Poi io già sono ansiosa di natura, mettiamoci infine che sto sempre a casa sola a rimuginare...Direi che se pensavo di aver toccato il fondo, mi mancava ancora questa!

lunedì 2 agosto 2010

Mi si legge in faccia?

Premetto che la mia ginecologa non mi conosce bene, o meglio, conosce di me soltanto le poche informazioni che le ho dato nel corso di questi mesi. Quando non abitavo qui, ho sempre avuto lo stesso ginecologo dall'età di 17 anni, perciò ritrovarmi senza, improvvisamente, a 26, è stato un po' un trauma e non ho mai voluto prenderne uno nuovo. Naturalmente facevo la visita di routine del pap-test, ma oltre quella non andavo. Una volta rimasta incinta, per forza di causa maggiore mi sono decisa e ho scelto una di cui avevo sentito parlare da un po' da colleghe e amiche.
Tralasciando il fatto che mi costa uno sproposito (e che sicuramente in futuro cambierò) e tornando al discorso di prima, come dicevo non mi conosce. Al di là di questo però, probabilmente all'ultima visita (venerdì scorso) mi deve aver trovata affranta in qualche modo (il che è abbastanza strano, perché io non mostro mai come sto veramente, se non a pochi intimi) e continuava a ripetermi che anche se mio marito non ha ferie e neanche mia madre - e che anche se tutte le mie amiche lavorano o sono lontane o partono coi fidanzati-mariti -, devo assolutamente prendermi qualche giorno per me e andarmene via da qui, andare al mare, farmi un po' di vacanza.
Addirittura, a fine visita, nel salutarmi mi ha detto: "Ora non se ne torni a casa. Si vada a fare un bel giro qui in centro, si fermi a prendere da bere, guardi le vetrine, faccia un po' di shopping". E ha aggiunto: "Mi raccomando".

Credo di aver toccato il fondo....