giovedì 15 luglio 2010

Attimi di dolcezza (?)

Chi mi conosce continua a ripetere una cosa che io tuttora fatico a comprendere, ovvero che sono dolce. Ecco, per la verità io penso di essere tutto fuorché dolce. Per questo mi sconcerta rendermi conto di quello che pensa la gente e mi chiedo se io sia così abile a non mostrare il peggio di me oppure ci sia qualche elemento che mi sfugge. O magari quella che io chiamo educazione viene scambiata per dolcezza? Non ho idea. Quello che so è che c'è stato un momento, nella mia vita, in cui ho deciso che tutto ciò che era collegato alla sensibilità estrema doveva essere in qualche modo ridotto. Non so che razza di meccanismo di difesa sia scattato in me, ma d'altronde se mia madre stessa pensa che nulla mi intacchi, devo esserci riuscita molto bene. Mi sono creata questa barriera che però a volte mi sta stretta, perché mi piacerebbe essere un po' come le altre, gioire infinitamente delle piccole cose. Non lo so.
Anche nei confronti del mio piccolo non è ancora nato quell'amore sviscerale..o forse per il momento sono io a non avvertirlo? (Per la cronaca, le prime volte che i dottori mi facevano le ecografie mi guardavano come se si aspettassero chissà che manifestazioni da me. E io ero sì contenta, ma probabilmente non trapelava e mi ritrovavo a dire: "Uh, carino" come se dovessi però più convincere loro e farli contenti) .O forse, come al solito, sono i miei soliti meccanismi di difesa?? Gli stessi che non mi permettevano di pensare molto a lui quando non sapevo se tutto si sarebbe risolto o meno. Non ho idea.
Fatto sta che i momenti in cui davvero sento che c'è qualcosa di importante che ci unisce, sono quelli della mattina, appena ci svegliamo. I suoi calcetti naturalmente li sento sempre, i suoi movimenti mi affascinano (ma più come se stessi guardando un alien che altro..Lo so, può sembrare brutto da dire, ma è così, non sono abituata e faccio davvero enorme fatica a pensare che c'è una vita dentro di me), ma quando lo sento davvero è sopratutto la mattina, appena svegli. Il suo calcetto mi sembra quasi un buongiorno e allora mi metto a parlargli, ma non ad alta voce (lo faccio raramente, e forse dovrei cambiare, visto che a quanto pare là dentro è già in grado di riconoscere la mia voce). Mi accarezzo la pancia come se potessi accarezzare lui e sento che mi risponde. E' come se in quel momento fossimo davvero in comunione, come se tra noi passassero delle leggerissime scosse che ci permettono di comprenderci, anche solo così, senza dire niente, muovendoci appena. Allora lo sento davvero mio, sento che è davvero il mio cucciolino, che è lì dentro e sta crescendo.
Ma ho tanta voglia di conoscerlo adesso. Mi chiedo che faccia abbia, da chi avrà preso gli occhi, la bocca, la fronte. A chi assomiglierà non appena comincerà a corruciare il suo visino.
Ma quello che più desidero maggiormente, è vederlo tra le braccia del suo papà. Forse, quello sarà il momento che mi scioglierà del tutto.

2 commenti:

  1. I tuoi sentimenti sono naturali, anch'io a volte percepivo Pietro un po' stile Alien.... però è vero che nel momento che vi guarderete negli occhi sarà amore a prima vista... per non parlare quando piano piano imparerete a conoscervi!!! ...... e si anche quando lo vedrai tra le braccia del papà .....e quando constaterai che tuo marito sarà anche un ottimo padre, oltre di amare tuo figlio, scoprirai anche di amare ancor di più tuo marito!!!! Insomma scoprirai nuove frontiere dell'amore ... quasi violente!!! P.S. Quello che tu dici della dolcezza a me capita con l'ottimismo, tutti mi reputano ottimista e io credo di essere pessimista :(

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  2. Altro duro mito da sfatare, quello della mammina che passa 9 mesi ad accarezzare la panza.
    Però devo dirtelo: io il tuo blog lo trovo dolce...e sì, è un complimento =).

    Susibita

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